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martedì 31 marzo 2015

Scuola Infanzia: i docenti

I docenti 
La presenza di insegnanti motivati, preparati, attenti alle specificità dei bambini e dei gruppi di cui si prendono cura, è un indispensabile fattore di qualità per la costruzione di un ambiente educativo accogliente, sicuro, ben organizzato, capace di suscitare la fiducia dei genitori e della comunità. Lo stile educativo dei docenti si ispira a criteri di ascolto, accompagnamento, interazione partecipata, mediazione comunicativa, con una continua capacità di osservazione del bambino, di presa in carico del suo «mondo», di lettura delle sue scoperte, di sostegno e incoraggiamento all'evoluzione dei suoi apprendimenti verso forme di conoscenza sempre più autonome e consapevoli. La progettualità si esplica nella capacità di dare senso e intenzionalità all'intreccio di spazi, tempi, routine e attività, promuovendo un coerente contesto educativo, attraverso un’appropriata regia pedagogica. La professionalità docente si arricchisce attraverso il lavoro collaborativo, la formazione continua in servizio, la riflessione sulla pratica didattica, il rapporto adulto con i saperi e la cultura. La costruzione di una comunità professionale ricca di relazioni, orientata all'innovazione e alla condivisione di conoscenze, è stimolata dalla funzione di leadership educativa della dirigenza e dalla presenza di forme di coordinamento pedagogico.
Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell'infanzia e del primo ciclo d'istruzione.




sinforosa castoro

4 commenti:

  1. ... e magari fossero davvero così!
    Un abbraccione Maria

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    1. Credimi, Maria, la stragrande maggioranza è proprio così.
      Un abbraccio e buona Pasqua
      sinforosa

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  2. lavoro complesso quello degli insegnanti
    nella classe di Miki c'è un bambino iper attivo con problemi di dislessia
    la insegnante di italiano a preso a cuore questo bambino e anche durante le lezioni tende ad abbracciarlo per incoraggiarlo, non mette mai la crocetta per le dimenticanze...
    L'altro giorno mentre osservavo la mia bambina giocare con la sua amichetta, ho sentito dirgli>non è giusto che P. venga coccolato e noi no>
    nelle loro parole c'era un nonchè di invidia
    dopo che miki è rimasta sola ho deciso di dirgli i problemi di P., di spiegarglieli, ma non è stato facile perchè lei non capiva
    Secondo te, dovrebbe essere l'insegnante a spiegare alla classe i problemi di P. e il perchè delle sue attenzioni?
    Come posso fare a spiegare a Miki, che P. non è un bambino malato, e tantomeno diverso da lei? e che le attenzioni della maestra sono fatte per incorraggiarlo e non per priveliggiarlo?
    grazie i tuoi consigli mi saranno utilissimi
    baci VAleria

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    1. Mestiere complesso, hai detto bene.
      I bambini generalmente hanno un sesto senso nei confronti delle difficoltà dei loro compagni, tuttavia man mano crescono questo sesto senso si affievolisce, chissà perché?
      Lo vedo nella mia scuola, ci sono bambini che non hanno disturbi certificati , però il loro modo di rapportarsi nei confronti dell'ambiente e dei coetanei è chiaramente di difficoltà, ebbene i bambini, anche i più vivaci e monelli, hanno un occhio di riguardo nei loro confronti. Percepiscono che c'è qualcosa che non va e agiscono di conseguenza diventando più pazienti e tolleranti. Tu dovresti parlare con tanta semplicità alla tua bambina e dire apertamente che il tal bambino fa fatica a leggere o a parlare e per questo motivo la maestra gli sta vicino. Potresti dirlo anche alla maestra, il sentirsi dire che una bambina desidera un abbraccio o un bacetto da lei non potrà che farla sentire lusingata.
      Un abbraccio e buona Pasqua
      sinforosa

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