La Rete

LA RETE DIGITALE PUÒ ESSERE UN LUOGO RICCO DI UMANITÀ, NON UNA RETE DI FILI MA DI PERSONE UMANE.
Papa Francesco

BENVENUTO

BENVENUTO E GRAZIE PER IL TEMPO CHE DEDICHI A QUESTO BLOG. MI FA DAVVERO PIACERE CHE TU SIA QUI CON TUTTE LE SCELTE POSSIBILI CHE INTERNET OFFRE OGGI. SENTITI LIBERO DI CONDIVIDERE E COMMENTARE. I TUOI COMMENTI ARRICCHIRANNO IL BLOG E CHIUNQUE PASSERÀ DI QUA. SE LO DESIDERI PUOI ANCHE SCRIVERMI UTILIZZANDO
Il Modulo di Contatto Blog o SCRIVENDOMI A QUESTO INDIRIZZO DI POSTA ELETTRONICA
sinforosacastoro@gmail.com

AGORÁ

AGORÁ. È L'ANIMO CHE DEVI CAMBIARE NON IL CIELO SOTTO CUI VIVI. L.A.Seneca.

GRAZIE DELL'ATTENZIONE

sabato 26 settembre 2015

Dio creò l'uomo a sua immagine. A immagine di Dio lo creò, maschio e femmina li creò

Condivido con voi questa riflessione di Gianfranco Ravasi. Commentatela pure, se vi va. Io mi limito a condividerla con chi è interessato all'argomento.
«Dio creò l’uomo a sua immagine. A immagine di Dio lo creò, maschio e femmina li creò». Quante volte è stato ripetuto questo passo della Genesi (1,27) che afferma senza esitazioni la bipolarità sessuale come “immagine” divina, non tanto perché Dio sia sessuato, ma perché, generando, la coppia umana riproduce in sé stessa “l’immagine” del Creatore, sia pure solo come “somiglianza”. Questo asserto è stato messo in crisi da una concezione che sta sempre più estendendosi a livello comportamentale, sociale e giuridico. La scrittrice francese Simone de Beauvoir, già nel 1949, ne Il secondo sesso, aveva citato questa formula che ben presto si era trasformata in una specie di vessillo: «Donna non si nasce, si diventa». Fu la culla nella quale è nata e cresciuta una teoria di cui spesso si parla ai nostri giorni, quella del gender (“genere”), secondo la quale la differenza sessuale tra uomo e donna non è riconducibile alla natura umana e, quindi, codificata per sempre. Essa, invece, si formerebbe dalla deriva del fiume della cultura, anzi, sarebbe il risultato di un’artificiosa costruzione dei diversi ruoli sessuali da parte della società. Il delta a cui si è approdati, con i multi-gender, i trans-gender, i post-gender e così via, rivela la meta verso la quale si voleva tendere: superare la natura umana stessa, ritenuta uno stampo fittizio, ideologico, troppo rigido. Già il padre della psicanalisi, Freud, nel suo saggio Disagio delle civiltà del 1929, osservava che «il compito principale della cultura, la sua vera ragion d’essere è difenderci dalla natura». Siamo, quindi, in un orizzonte ben diverso da quello cristiano. Ormai per molti sia l’idea di “legge” sia il concetto di “natura” sono da abbandonare come imposizione estrinseca rispetto alla libertà umana. È da qui che deriva la visione della verità come un dato meramente soggettivo, elaborato da ciascuno secondo la propria coscienza. È da qui che affiorano frasi “relativistiche” come: «Ognuno ha la sua morale», oppure: «Ciascuno si regola secondo una sua legge interiore». È vero che l’ultima istanza è la propria coscienza, ma essa non può essere ridotta a un arbitrio, bensì comprende formazione, verifica, confronto. E qui entra in scena la discussione sulla natura umana in sé considerata, un tema da approfondire anche attraverso il contributo delle nuove scienze umane. Per quanto riguarda, invece, la teoria del gender, che è un corollario del rigetto del concetto di “natura”, contestare una simile visione non significa accettare la diseguaglianza dei sessi. Secondo la concezione classica, ogni creatura umana ha un’identica natura ma con modalità proprieAnche una “femminista” come Anne Stevens nel suo saggio Donne, potere, politica (Mulino 2009) affermava: «Esistono alcune differenze biologiche di fondo fra uomini e donne, riconoscibili nella vita quotidiana e tali da rendere sensato parlare di uomini e donne e attribuire gli aggettivi maschile e femminile ai membri dei rispettivi gruppi». Da Famiglia Cristiana N.38. 2015. Gianfranco Ravasi 

Guariento (XIV secolo). Adamo ed Eva davanti a Dio


sinforosa castoro

2 commenti:

  1. NON SI CAPISCE PERO' A QUALE SOMIGLIANZA INTENDEVA DIO, A QUELLA DEI PIGMEI, DEI NEGRI, DEI GIALLI , DEI CANNIBALII, DEI SELVAGGI , DEI NANI, DEI MATUSA, SICURAMENTE A QUELLA ARIANA, ALLORA ABBIAMO UN DIO RAZZISTA, MA FORSE AI PIGMEI, ALLORA ABBIAMO UN DIO INFERIORE INSOMMA VOGLIAMO SAPERE A QUALE RAZZA INTENDEVA SOMIGLIARE DIO, MA NON SAREBBE PIU' INTELLIGENTE PENSARE ALL'EVOLUZIONE E NON ALLA FANTOMATICA CREAZIONE DI UN FANTOMATICO DIO
    MAGO PROF. SILVA

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mamma mia, Mago Prof. Silva che tono incazzoso! Mi sa che razzista lo sei un po' tu che sottolinei in negativo tutte queste differenze, che in realtà sono positive, non credi? Dici testualmente: PIGMEI, NEGRI, GIALLI , CANNIBALII, SELVAGGI, NANI, MATUSA, SICURAMENTE A QUELLA ARIANA, ALLORA ABBIAMO UN DIO RAZZISTA, MA FORSE AI PIGMEI, ALLORA ABBIAMO UN DIO INFERIORE... Perché mai poi i pigmei sarebbero "inferiori", lo sai solo tu.
      Premesso che ognuno di noi è libero di credere a ciò che vuole - e quindi tu sei libero di credere alla non esistenza di Dio, lascia a me, però, la libertà di crederlo - Dio ha creato l'uomo a sua immagine e somiglianza. L'uomo, dice la scrittura, e l'uomo è il pigmeo, il negro (come lo definisci tu) il giallo, l'ariano, il selvaggio ecc. per farci capire che in ogni uomo c'è l'impronta di Dio anche se a volte, guardando ai nostri simili come pensano, si comportano e parlano, è difficile crederlo.
      Grazie
      sinforosa

      Elimina

GRAZIE PER AVER LETTO QUESTO POST.
SE TI FA PIACERE COMMENTA, SUGGERISCI, CRITICA.
OGNI COMMENTO È BEN ACCETTO E ARRICCHISCE IL BLOG. TUTTI I COMMENTI SARANNO PUBBLICATI.

ULTIMI COMMENTI