La Rete

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sabato 31 gennaio 2015

Il passo del tempo

A distanza di un anno e cinque mesi ripropongo questa semplice filastrocca in tema con gli ultimi post.

Passa il tempo pian pianino,
quando male ho al pancino;
quando invece ho il raffreddore,
un minuto... si fa ore.

Passa il tempo e corre via,
quando gioco con Sofia;
quando rido e son contento,
le mie ore... si fan momento.

Questo tempo è proprio strano:
vola, corre o va troppo piano.
Or lo sgrido per benino,
se si ferma un momentino.

«Il mio passo è sempre uguale,
con il sole o il temporale.
Fai tesoro di ogni momento,
che sia lesto oppure lento».













di sinforosa castoro

venerdì 30 gennaio 2015

Qoèlet cap. 1. Vanità della vanità tutto è vanità

A proposito del post di ieri, tempo- spazio (il tema di tempo-spazio è intrigante quanto misterioso), ecco un libro a dir poco affascinante. Si trova nella Bibbia ed è un breve libro, composto da soli dodici capitoli, di immensa sapienza. Si tratta del libro di Qoèlet o Ecclesiaste. Secondo alcuni studiosi fu composto intorno al IV o III secolo a. C. L'autore ci trasmette i suoi pensieri (sovente non troppo dissimili dai pensieri degli uomini del ventunesimo secolo d. C.) attraverso le parole di re Salomone, considerato il sapiente per eccellenza.
Buona lettura.

Ecclesiaste  cap. 1

1 Parole di Qoèlet, figlio di Davide, re di Gerusalemme.
2 Vanità delle vanità, dice Qoèlet,
vanità delle vanità, tutto è vanità.
3 Quale utilità ricava l'uomo da tutto l'affanno
per cui fatica sotto il sole?
4 Una generazione va, una generazione viene
ma la terra resta sempre la stessa.
5 Il sole sorge e il sole tramonta,
si affretta verso il luogo da dove risorgerà.
6 Il vento soffia a mezzogiorno, poi gira a tramontana;
gira e rigira
e sopra i suoi giri il vento ritorna.
7 Tutti i fiumi vanno al mare,
eppure il mare non è mai pieno:
raggiunta la loro meta,
i fiumi riprendono la loro marcia.
8 Tutte le cose sono in travaglio
e nessuno potrebbe spiegarne il motivo.
Non si sazia l'occhio di guardare
né mai l'orecchio è sazio di udire.
9 Ciò che è stato sarà
e ciò che si è fatto si rifarà;
non c'è niente di nuovo sotto il sole.
10 C'è forse qualcosa di cui si possa dire:
«Guarda, questa è una novità»?
Proprio questa è già stata nei secoli
che ci hanno preceduto.
11 Non resta più ricordo degli antichi,
ma neppure di coloro che saranno
si conserverà memoria
presso coloro che verranno in seguito.

12 Io, Qoèlet, sono stato re d'Israele in Gerusalemme.
13 Mi sono proposto di ricercare e investigare con saggezza tutto ciò che si fa sotto il cielo. È questa una occupazione penosa che Dio ha imposto agli uomini, perché in essa fatichino.
14 Ho visto tutte le cose che si fanno sotto il sole ed ecco tutto è vanità e un inseguire il vento.

15 Ciò che è storto non si può raddrizzare
e quel che manca non si può contare.

16 Pensavo e dicevo fra me: «Ecco, io ho avuto una sapienza superiore e più vasta di quella che ebbero quanti regnarono prima di me in Gerusalemme. La mia mente ha curato molto la sapienza e la scienza».
17 Ho deciso allora di conoscere la sapienza e la scienza, come anche la stoltezza e la follia, e ho compreso che anche questo è un inseguire il vento,18 perché molta sapienza, molto affanno; chi accresce il sapere, aumenta il dolore.











sinforosa castoro

giovedì 29 gennaio 2015

Tempo-spazio

Il tempo, lo spazio. Quale importanza date al tempo? Vi è amico o nemico? E lo spazio, che spazio occupa (scusate il gioco di parole) nella vostra vita? Vi lascio con questi interrogativi. Ciao


sinforosa castoro

martedì 27 gennaio 2015

Il tempo

Dentro l'anno ci stan le stagioni
dentro le stagioni ci stanno i mesi
dentro i mesi ci stan le settimane 
dentro le settimane ci stanno i giorni 
dentro i giorni ci stanno le ore
dentro le ore ci stanno i minuti
dentro i minuti ci stanno i secondiii...
Lallero lero là.
I secondi fanno i minuti
i minuti fanno le ore
le ore fanno i giorni
i giorni fan le settimane
le settimane fanno i mesi 
i mesi fan le stagioni 
le stagioni fanno l'annooo...
Lallero lero là.
Dentro l'anno ci stan le stagioni
dentro le stagioni ci stanno i mesi
dentro i mesi ci stan le settimane... 

Cantiamo e mimiamo la tiritera del tempo, che non finisce mai. Disegniamo l'albero nel tempo.












di sinforosa castoro

lunedì 26 gennaio 2015

Omnia mutantur

Omnia mutantur, nihil interit. Tutto cambia, nulla va perduto, nulla scompare. 
Così asseriva Publio Ovidio Nasone (43 a. C. - 18 d. C.) nel XV libro de Le Metamorfosi (poema epico-mitologico)
È vero, tutto cambia e oggi, ancor di più, tutto cambia così velocemente che quasi quasi non riusciamo stare al passo. Ma Ovidio continua dicendo: nulla va perduto
È interessante questa seconda parte della frase. Nonostante le cose si trasformino e cambino in continuazione, rimane comunque traccia di ciò che è stato. Nulla va perduto. Anche per ciascuno di noi. Ogni esperienza, oggi vittoria o sconfitta lascia in noi un arricchimento che nessuno potrà toglierci, nemmeno il tempo che passa, inesorabile.


sinforosa castoro

domenica 25 gennaio 2015

Il tempo si è fatto breve

Questo vi dico, fratelli: il tempo ormai si è fatto breve; d'ora innanzi, quelli che hanno moglie, vivano come se non l'avessero; coloro che piangono, come se non piangessero e quelli che godono come se non godessero; quelli che comprano, come se non possedessero; quelli che usano del mondo, come se non ne usassero appieno: perché passa la scena di questo mondo! 1 Cor 7,29-31

  • La seconda lettura che oggi la Scrittura ci propone parla del tempo. Siamo immersi nel mistero tempo, a volte sembra che ci sfugga altre volte pare non passare mai. Il tempo lo scandiamo in anni, stagioni, mesi, settimane, giorni, ore, minuti. Lo vediamo trascorrere a ogni nostro o altrui compleanno, a volte ne vorremmo di più per concludere ciò che ci eravamo prefissati di concludere, in altre occasioni, per esempio nella sofferenza, nel dolore nei giorni della morte, vorremmo che il tempo accelerasse la sua corsa. 
  • Ma oggi San Paolo ci mette in guardia. Il tempo si è fatto breve. È tempo di conversione, l'esempio ce lo indica la prima lettura dal libro di Giona 3,1-5.10. Il cristiano è tale solo se vive conforme al Vangelo. In altre parole, il cristiano deve mostrare con la sua stessa vita il volto di Gesù, le sue azioni, il suo sentire, le sue parole. E allora l'essere sposato o no, il possedere o no, il gioire o l'essere nel dolore tutto è, e dovrebbe essere, secondo al primato di Gesù nella nostra vita.
  • Nel Vangelo (Mc, 1-14-20), poi, è palesemente espressa la modalità alla sequela a Gesù. È Gesù che fa il primo passo e che invita a seguirlo. Il discepolo è colui che risponde e che gli va dietro. 
  • Chi segue Gesù non segue una dottrina bensì una persona. È questo il nocciolo del cristianesimo. Gesù persona sta innanzi a tutte quelle realtà che viviamo nel nostro spazio-tempo, solamente così metteremo ogni realtà nella giusta prospettiva. Non è facile, si sa, non si finisce mai di divenire cristiani, ma abbiamo Lui dalla nostra parte e il suo Santo Spirito che prega in noi e per noi incessantemente con gemiti inesprimibili.





















sinforosa castoro

sabato 24 gennaio 2015

Un nido caldo per la famiglia degli uccellini

C'era una volta una famiglia di uccellini che aveva tanto freddo perché era inverno e a volte nevicava, anche.


Allora volevano andare nel nido sull'albero, ma l'albero non aveva più neanche una foglia perché il vento le aveva fatte cadere tutte e poi erano secche! Allora il papà uccellino dice: «Cerchiamo un posto un po' caldino».
«Va bene». dicono e vanno. Volano, volano e volano e hanno freddo perché nevica e la neve cade addosso alle loro piume.



Poi mangiano un po' di bricioline che sono per terra e il papà dice
«Adesso andiamo a cercare un posto un po' caldino» e vanno.













Poi dice, la mamma : «Guardate! C'è un comignolo  viene fuori tutto il fumo caldo andiamo lì'». E vanno


E così stanno su quel tetto e quando hanno freddo vanno vicino al comignolo e sentono un bel caldino.
 Raccontata da Lisa. Anni 4

sinforosa castoro

giovedì 22 gennaio 2015

Inverno

Freddo, nebbia, pioggia, vento,
neve e brina stamattina.
È l'inverno imbacuccato,
è gelato e un po' malato.
Molti hanno il raffreddore 
e la tosse e il malumore.
Ma qualcuno è assai felice,
sottovoce te lo dice.
Carnevale è alle porte,
con frittelle e mascherine.
Scherzi, giochi e balletti
e sonagli e trombettine.
Caro inverno buio e freddo
tu mi porti l'allegria,
con gli amici della scuola
si sta sempre in compagnia.



di sinforosa castoro

martedì 20 gennaio 2015

Che acume!

Inizio dell'anno 2015, conversiamo insieme sul passare delle stagioni, dei mesi e del tempo...
«Poi diventiamo grandi come le maestre».
«Di più. Anche le maestre diventano sempre più grandi, più vecchie, perché anche le maestre poi diventano come le nonne».
«E poi si muore, tutti».
«È vero, ha ragione Riccardo. Quando si diventa vecchi vecchi vecchi si muore, ma poi nascono ancora tanti altri bambini, però».
«Così facciamo lo spazio per loro».
«Avete sentito, bambini, cos'ha detto Riccardo? Hai ragione, Riccardo, altrimenti se non si muore mai non c'è spazio per i nuovi bambini che nascono. Facciamo un applauso a Riccardo». E tutti applaudono

N.B. Riccardo ha 4 anni

sinforosa castoro

lunedì 19 gennaio 2015

Il buon pastore

Ho già presentato più di una volta questa parabola, ma si sa che i bambini cambiano e la medesima parabola è vissuta in modo diverso di anno in anno. Oggi, dopo il racconto da parte mia e la drammatizzazione da parte dei bambini di quattro anni, sentiamola raccontare da un bimbo di quattro anni, appunto. E poi ditemi se non è bravo.

C'era una volta un pastore che adorava le sue pecore. Una mattina c'era il sole e dice alle sue pecore: «Quasi quasi vi porto a mangiare l'erba del prato» e loro dicono - fate bebè (i bambini presenti fanno il verso della pecora) - basta (gli amici si zittiscono), «sì, sì, portaci» e lui le porta. «Adesso mangiate l'erba» e loro la mangiano. Poi mangia anche il pastore, perché c'ha fame. «Mangiate ancora un po' di erba» e loro la mangiano ancora, ma poi incomincia a venire buio e allora il pastore dice: «Adesso andiamo a casa. Su, venite dietro a me» e le pecore ci vanno dietro. Quando arriva a casa le conta: uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette, otto e poi ne manca una. Allora dice: «Ne manca una. Chissà dov'è finita? La vado a cercare» - fate bebè - basta (gli amici si zittiscono), «non andare che c'è buio», ma lui va. Cerca, cerca, cerca e sente «Bé. Bé. Bebè». Era la pecorella che era caduta nelle spine e aveva tutte le spine e tutto il sangue rosso. Ma lui va dentro il cespuglio e si punge tutto anche lui. «Adesso ti prendo» e la prende e la porta a casa e la cura. Ci mette i cerotti e il disinfettante e poi la pecorella guarisce e vissero felici e contenti. E il pastore è come Gesù, perché anche lui è come il pastore, che è buono.









sinforosa castoro

domenica 18 gennaio 2015

Erano circa le quattro del pomeriggio

Il giorno dopo Giovanni stava ancora là con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l'agnello di Dio!». E i due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. Gesù allora si voltò e, vedendo che lo seguivano, disse: «Che cercate?». Gli risposero: «Rabbì (che significa maestro), dove abiti?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove abitava e quel giorno si fermarono presso di lui; erano circa le quattro del pomeriggio. Gv. 1,35-39


Oggi la parola di Dio è abbondante e ricca di significati. Mi soffermo solo sul brano del Vangelo di Giovanni.
  • Giovanni indica ai suoi discepoli Gesù. Giovanni si comporta da vero educatore, colui che a un certo punto si tira indietro per lasciare che venga avanti il vero maestro. Penso ai genitori, a noi insegnanti e a tutti coloro che a vario titolo sono di fatto educatori. Dopo che abbiamo fatto tutto ciò che avremmo dovuto fare, dobbiamo essere capaci di lasciarli andare: figli, alunni, nipoti... noi siamo chiamati a indicare loro la via per poi lasciarli volare verso la loro strada.
  • I due discepoli seguono Gesù, ne sono ammaliati, interessati, vogliono sapere come raggiungerlo, ora che lo hanno trovato, non vogliono lasciarselo scappare. È l'atteggiamento di chi s'innamora. Quando ci innamoriamo vogliamo sapere tutto di chi ci ha rubato il cuore e registriamo per sempre l'ora di quell'incontro: erano circa le quattro del pomeriggio. E se Gesù si voltasse verso di noi e ci domandasse : «Che cercate?», noi, cosa risponderemmo?

sinforosa castoro

sabato 17 gennaio 2015

I bambini di due anni e quattro mesi alla Scuola dell'Infanzia

Dal 15 Gennaio si sono aperte le iscrizioni alla Scuola dell''Infanzia.
Alla scuola dell’infanzia, statale o paritaria, si possono iscrivere i bambini di età compresa tra i tre e i cinque anni compiuti o da compiere entro il 31 dicembre. Le recenti disposizioni legislative (cfr. dpr 89/2009) hanno aggiunto anche la possibilità di chiedere l’ammissione anticipata per bambini che i tre anni li compiranno dopo il 31 dicembre e, comunque, entro il 30 aprile dell’anno successivo (per l’anno scolastico 2015-16, i bambini che compiono i tre anni entro il 30 aprile 2016).Ora, pertanto, con l’anticipo di ammissione alla scuola dell’infanzia, possono iscriversi e partecipare alle attività educative fin dall'inizio dell’anno scolastico i bambini con una età minima di due anni e quattro mesi (compiranno tre anni di età entro gli otto mesi successivi e, comunque, entro il 30 aprile).
Per l’accoglimento in anticipo nella scuola dell’infanzia di bambini che compiono i tre anni dopo il 31 dicembre, si devono, però, verificare due condizioni: che sia stata data la precedenza di ammissione ai bambini nati entro il 31 dicembre e che vi siano posti disponibili nella scuola.
 Per favorire l’accoglienza di bambini anticipatari la scuola deve inoltre disporre di spazi  adeguati e prevedere apposite condizioni di accoglienza per loro.
Accogliere nella scuola dell'infanzia bambini di 2 anni e quattro mesi a mio parere è assolutamente non auspicabile per una serie di motivi riassumibili in questa frase: non è la scuola adatta a un bimbo di quell'età. Per bambini di due anni c'è l'asilo nido, dove gli spazi, i materiali, le strutture, i numeri, gli obiettivi didattici, insomma tutto è pensato per bimbi di quest'età. Ma l'asilo nido costa alle famiglie perciò... al diavolo il rispetto dei tempi di sviluppo del bambino e mandiamoli tutti alla scuola dell'infanzia
Nella scuola dell'infanzia il numero di bambini per classe è di 28 - ma la legge ne permette anche 29 - contro gli 8 dell'asilo nido e sovente in ogni scuola ci sono più classi. E poi è ben difficile che le scuole che accolgono gli anticipatari dispongano di spazi adeguati poiché i comuni non hanno soldi, e allora mi domando: quale benessere può trarre un bambino di soli due anni entrare nella scuola dell'infanzia prima del tempo?


sinforosa castoro

venerdì 16 gennaio 2015

Greta e Vanessa

Le due giovani ragazze sono finalmente al sicuro, sono a casa. Certo dovrà passare molto tempo prima che si scrollino di dosso questa intensa esperienza, ma hanno dalla loro la giovane età, quella stessa giovane età che le ha fatte partire per la Siria senza un minimo dubbio o timore; beata gioventù! Ma poiché è bene quel che finisce bene gioisco con loro e per loro e i loro familiari.
Ora che tutto è passato, però, mi pongo alcune domande. Non è il caso che singoli o associazioni che intendono tendere una mano a chi ha bisogno concordino prima con il governo il perché, il come e il dove del loro operato? Questo eviterebbe, magari, il coinvolgimento di quelle persone che rischiano a loro volta la vita per andare a salvare i malcapitati. E ancora, non è che accettando sempre le condizioni di questi sequestratori diventiamo una preda troppo facile? Certo una vita vale molto più di tutto il denaro pagato, vero o presunto che sia, però, forse, da oggi si dovrebbe ripartire con nuove modalità, o mi sbaglio?



sinforosa castoro

mercoledì 14 gennaio 2015

Le caramelle per le maestre

Lui ha tre anni anche se a vederlo sembra un bimbo più grande. Entra con il nonno, mi si avvicina e mi fa vedere due sacchettini di caramelle.
«Sono proprio belle, però adesso le dai al nonno, lo sai che non si possono portare a scuola».
«Ma sono per te e per Lela (l'altra maestra)».
«Ma grazie mille, sei proprio gentile». Me le ficca in mano e se ne va a giocare.


sinforosa castoro

martedì 13 gennaio 2015

Le famiglie degli animali

Dopo il gioco corporeo "imitiamo" gli animali, dopo aver giocato con gli animali di plastica e aver formato gli insiemi, nominiamo il papà, la mamma e il piccolo delle famiglie degli animali e... rappresentiamoli graficamente.

sinforosa castoro

lunedì 12 gennaio 2015

Le regole per vivere insieme

NON SI DANNO SPINTONI












                                     NON SI PICCHIA


NON SI DANNO CALCI













NON SI LANCIANO I GIOCHI



DOBBIAMO CONDIVIDERE I GIOCHI CON TUTTI.











sinforosa castoro

domenica 11 gennaio 2015

il Battesimo

«Maestra lo sai che domenica mio fratello fa il Battesimo».
«Che bello. Allora fate festa?».
«Sì, mia mamma prende la torta e le paste e anche tutti i confetti».
«È vero. Avete sentito, bambini? Il fratellino di Riccardo farà il Battesimo».
«Anche mia cuginetta ha fatto il Battesimo».
«Anche mia sorella».
«Certo, tutti i bambini cristiani sono stati battezzati. Voi sapete cosa vuole dire cristiani?
«Nooo».
«I cristiani sono tutti quelle persone che conoscono e vogliono bene a Gesù. I bambini che hanno la mamma e il papà che conoscono e vogliono bene a Gesù fanno battezzare i loro bambini e sapete cosa succede quando un bambino è battezzato».
«Sììì, ci versano sulla testa l'acqua, io ho visto».
«Ha ragione la vostra amica. Il prete prende l'acqua benedetta e la versa sulla testina del bambino e dice una preghiera e in quel momento lo Spirito di Dio scende sul bambino e quel bambino diventa... santo, diventa fratello di Gesù e chi è il vero papà di Gesù?».


venerdì 9 gennaio 2015

La scuola di danza

Loro sono tre bambine di cinque anni già con impegni extrascolastici: vanno a danza. Oggi la loro maestra di danza non c'è e quindi la lezione è sospesa.
La nonna comunica la notizia alla nipotina che corre a dirlo alle due amichette, che con malavoglia si stanno preparando all'uscita da scuola.
«Oggi non si va a danza, perché Maria è ammalata».
«Che bello! Oggi, nonno, non vado a danza... non vado a danza» canticchia una, mentre il nonno le infila il giubbotto.
«Non c'è Maria?» chiede l'altra.
«No, è ammalata».
«Allora non andiamo a danza» esulta felice.
E pensare che le loro mamme credevano di farle contente.



sinforosa castoro

giovedì 8 gennaio 2015

La barbarie e le ipocrisie

Ieri il blog è stato muto in segno di lutto. Le troppe parole a volte sono fuorvianti, meglio il silenzio, mi sono detta, ma oggi vorrei spendere due parole sulla barbarie compiuta. Nulla, nulla può giustificare un atto come quello di ieri - purtroppo, se andiamo indietro nel tempo, in questi ultimi  quattordici anni ce ne sono stati tanti, troppi di atti analoghi-, tuttavia penso che il mondo occidentale abbia bisogno di fare un attento e sincero esame di coscienza. Tutti hanno speso parole sull'orribile attentato o atto di guerra compiuto, io non voglio aggiungere altro. Piuttosto mi domando: chi vende armi a queste persone? Chi al grido di "portiamo la democrazia" ha fatto sì che paesi interi si sfasciassero causando guerre, profughi in fuga, crimini di ogni genere? Chi sostiene che le religioni sono tutte uguali? Chi per motivi economici ha fatto troppo spesso i voltagabbana? Chi sostiene che siamo tutti uguali, dimenticando che addirittura una medesima realtà, per esempio il concetto di democrazia o quello di famiglia, è percepita in modo originalissimo da ciascuno di noi secondo le nostre credenze, culture, credi, eccetera. Ripeto, nulla può giustificale tali barbarie, ma, se vogliamo porre fine a tali atti disumani, cominciamo a farci un esame di coscienza e smettiamola una buona volta di comportarci da ipocriti.
Basterebbe mettere in pratica l'"ama il prossimo tuo come te stesso" e vivremmo in un paradiso in terra e invece procediamo in nebbie sempre più fitte.


sinforosa castoro

martedì 6 gennaio 2015

Epifania 2015

Ti riconosceranno Signore tutti i popoli della terra
Oggi è il giorno della Befana ma soprattutto è l'Epifania di Gesù, la manifestazione alle genti di Gesù. I primi a giungere da  Gesù, dopo gli Angeli, furono i pastori e ora è la volta del Magi.

  • I Magi hanno seguito una stella, sono entrati nel palazzo del potere, ma se ne sono usciti ancora con quell'inquietudine che li ha fatti avanzare, fino ad arrivare a Gesù. 
  • Ciò che hanno trovato non era umanamente esaltante: una grotta con un bambino in compagnia di una mamma e di un papà, eppure i Magi hanno saputo vedere in quella scena, in quel bambino il Figlio di Dio.

Se Gesù non fosse stato riconosciuto la sua sarebbe stata una qualunque nascita.
Che ciascuno di noi riconosca in quel bambino la risposta a tutti i suoi perché.
  
Da notare i Magi e i cammelli che scendono da un lato della  montagna e pastori dall'altro lato

sinforosa castoro                     

lunedì 5 gennaio 2015

Gli aiutanti della Befana

Sempre in cielo un gran daffare
da Gennaio fino a Natale:
Angioletti assai impegnati 
per il buon Babbo Natale,
 - qualche piano un po' più in su -
Cherubini per la via, 
van in aiuto a Santa Lucia.
È rimasta solo lei,
la vecchina con la scopa,
tutta sola e indaffarata e per giunta raffreddata.
Tutti gli Angeli e Cherubini impegnati sono già,
per la povera Befana nessuno più arriverà.
Ma d'un tratto, all'improvviso, una fila senza fine:
sono i bimbi del Paradiso,  
la vecchina voglion stupire.
«Siamo in tanti e siam qui per te,
un aiuto ti daremo nella notte che verrà».
La Befana, un po' commossa,
la loro calza riempie già.























di sinforosa castoro

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