La Rete

LA RETE DIGITALE PUÒ ESSERE UN LUOGO RICCO DI UMANITÀ, NON UNA RETE DI FILI MA DI PERSONE UMANE.
Papa Francesco

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AGORÁ. È L'ANIMO CHE DEVI CAMBIARE NON IL CIELO SOTTO CUI VIVI. L.A.Seneca.

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venerdì 31 luglio 2015

Luna blu

Luglio se ne va
e agosto è già qua.
Uno è luce debordante,
l'altro ombra avanzante.
Ma la notte accomuna
luglio e agosto sotto luna,
una luna blu speciale,
che ogni cuore fa sognare.


di sinforosa castoro

giovedì 30 luglio 2015

Una storia di discriminazione, guerra, pace e amore: Zang Zang

In questo torrido luglio una storiella per i più piccoli, che farà bene anche ai più grandi. Lui è un minuscolo libriccino, illustrato, di poche pagine, ma di grande contenuto.
Si intitola ZANG ZANG di David McKee. Quadragono Libri e ai bambini è piaciuto molto, tanto che lo hanno illustrato, hanno analizzato il testo, lo hanno drammatizzato e via dicendo.



Una volta tutti gli elefanti del mondo erano bianchi o neri.

e andavano d'accordo con tutte le creature, ma tra di loro si odiavano: gli elefanti bianchi non potevano soffrire quelli neri e viceversa.

Così ognuno se ne stata dalla sua parte di giungla, bianchi di qua e neri di là.










Un giorno gli elefanti neri decisero di uccidere gli elefanti bianchi, proprio mentre i bianchi decidevano di uccidere quelli neri.


Allora gli elefanti delle due parti che amavano la pace andarono a vivere nel profondo della giungla nera. E nessuno li vide più.

mercoledì 29 luglio 2015

Joe Coocker. With a little help from my friends

Certo è stato un fenomeno inaspettato e indimenticabile. Sono passati ben quarantasei anni, ma come si possono dimenticare quei tre giorni "di pace, amore e musica" di quell'agosto a Bethel, Woodstock? Uno degli interpreti fu proprio lui, Joe Coocker, con questa mirabile interpretazione di WITH A LITTLE HELP FROM MY FRIENDS, scritta da Lennon e McCartney per Ringo e pubblicata nel 1967. È uno dei tanti gridi di aiuto del rock.





sinforosa castoro

martedì 28 luglio 2015

lunedì 27 luglio 2015

Qoèlet cap. 7

Ecclesiaste cap. 7
Prologo
1 Un buon nome è preferibile all'unguento profumato
e il giorno della morte al giorno della nascita.
2 E' meglio andare in una casa in pianto
che andare in una casa in festa;
perché quella è la fine d'ogni uomo
e chi vive ci rifletterà.
3 E' preferibile la mestizia al riso,
perché sotto un triste aspetto il cuore è felice.
4 Il cuore dei saggi è in una casa in lutto
e il cuore degli stolti in una casa in festa.
5 Meglio ascoltare il rimprovero del saggio
che ascoltare il canto degli stolti:
6 perché com'è il crepitio dei pruni sotto la pentola,
tale è il riso degli stolti.
Ma anche questo è vanità.
7 Il mal tolto rende sciocco il saggio
e i regali corrompono il cuore.

La sanzione
8 Meglio la fine di una cosa che il suo principio;
è meglio la pazienza della superbia.
9 Non esser facile a irritarti nel tuo spirito, perché l'ira alberga in seno agli stolti. 10 Non domandare: «Come mai i tempi antichi erano migliori del presente?», poiché una tale domanda non è ispirata da saggezza. 11 E' buona la saggezza insieme con un patrimonio ed è utile per coloro che vedono il sole; 12 perché si sta all'ombra della saggezza come si sta all'ombra del denaro e il profitto della saggezza fa vivere chi la possiede.
13 Osserva l'opera di Dio: chi può raddrizzare ciò che egli ha fatto curvo?14 Nel giorno lieto sta' allegro e nel giorno triste rifletti: «Dio ha fatto tanto l'uno quanto l'altro, perché l'uomo non trovi nulla da incolparlo».
15 Tutto ho visto nei giorni della mia vanità: perire il giusto nonostante la sua giustizia, vivere a lungo l'empio nonostante la sua iniquità.
16 Non esser troppo scrupoloso
né saggio oltre misura.
Perché vuoi rovinarti?
17 Non esser troppo malvagio
e non essere stolto.
Perché vuoi morire innanzi tempo?
18 E' bene che tu ti attenga a questo e che non stacchi la mano da quello, perché chi teme Dio riesce in tutte queste cose.
19 La sapienza rende il saggio più forte di dieci potenti che governano la città. 20 Non c'è infatti sulla terra un uomo così giusto che faccia solo il bene e non pecchi. 21 Ancora: non fare attenzione a tutte le dicerie che si fanno, per non sentir che il tuo servo ha detto male di te, 22 perché il tuo cuore sa che anche tu hai detto tante volte male degli altri.
23 Tutto questo io ho esaminato con sapienza e ho detto: «Voglio essere saggio!», ma la sapienza è lontana da me! 24 Ciò che è stato è lontano e profondo, profondo: chi lo può raggiungere?
25 Mi son applicato di nuovo a conoscere e indagare e cercare la sapienza e il perché delle cose e a conoscere che la malvagità è follia e la stoltezza pazzia. 26 Trovo che amara più della morte è la donna, la quale è tutta lacci: una rete il suo cuore, catene le sue braccia. Chi è gradito a Dio la sfugge ma il peccatore ne resta preso.
27 Vedi, io ho scoperto questo, dice Qoèlet, confrontando una ad una le cose, per trovarne la ragione.
28 Quello che io cerco ancora e non ho trovato è questo:
Un uomo su mille l'ho trovato:
ma una donna fra tutte non l'ho trovata.
29 Vedi, solo questo ho trovato:
Dio ha fatto l'uomo retto,
ma essi cercano tanti fallaci ragionamenti.




sinforosa castoro

venerdì 24 luglio 2015

Gioco d'estate

A questo invito non si può dire di no: http://hermioneat.blogspot.it/2015/07/mi-concedete-un-attimo-di.html
e allora ecco a te, Patricia, e a tutti voi, lettori, il mio finale:

(Racconto di Patricia). 
Il sole scottava la pelle. Un tuffo e non lo avrebbe più sentito. Il trampolino era fuori di circa tre metri. Pochi passi, un salto... Il pirata lo punzecchiò con la spada. 
(Il mio finale). 
«Ehi! Ma che ti salta in mente? Non hai altro da fare che punzecchairmi?».
«Scu-scu-scusami, vo-vo-volevo so-so-solo diii-ver-ver-ti-ti-rmi un po'».
«Solo divertirti, eh? E allora sai che facciamo? Divertiamoci» e tirò fuori la sua, di spada.
«Un duello, che ne dici, in tutta regola».
«O-o-ok».
Duellarono. Abili, scattanti e veloci, così veloci che le lame luccicavano al sole cocente. La pelle sudata e i volti, scavati, imperlati di gocce colanti. Dopo una buona mezz'ora alzarono le spade, si guardarono dritti negli occhi in un accordo sottinteso. Lasciarono cadere le spade e si tuffarono nelle acque fresche e salate del mare, scoppiando in una grassa risata; in fondo erano amici per la pelle da oltre due decenni.





  sinforosa castoro

giovedì 23 luglio 2015

I gonfiabili

Sono venuti a trovarmi Giorgino, Gregorio e Lele, non è una bella sorpresa? 


Sinforosa ci ha portati sui gonfiabili.  Che divertimento, su e giù, su e giù, tutti insieme!!!


E poi abbiamo giocato con le palline colorate: patapunfeteee!!!



 Alla fine eravamo stanchi morti. Ahhh, le vacanze sono proprio belle!!!














sinforosa castoro

mercoledì 22 luglio 2015

Differenti modelli di famiglia

Segue...
Si parla molto anche di "differenti" modelli di famiglia che la società sta imponendo. Quali ripercussioni avranno sulla crescita dei figli?
«Per rispondere pongo una domanda di fondo: la famiglia è qualcosa che si riceve o è qualcosa che si fa? Se la famiglia è qualcosa che l'uomo fa da sé, allora è logico che ci siano tanti modelli di famiglia. Ma se esiste una realtà che è ricevuta, come sa ogni bambino, è la famiglia, che ci ricorda di aver ricevuto tante cose nella vita e di dover esserne grati: l'esistenza, la cultura, il linguaggio, la vita... L'idea che ci siano diversi modelli di famiglia distrugge, quindi, un elemento essenziale della vita umana: la capacità di stupore davanti al dono primordiale, la gratitudine davanti alle cose ricevute che ci permettono di edificare la vita. I "modelli" di famiglie prolungano una visione dominatrice dell'uomo sul mondo che lo porta a sfruttare l'ambiente, a disprezzare gli anziani, a non dire "per favore" e "grazie", come ci insegna papa Francesco. Questo ha ripercussioni sulla vita dei figli e sull'educazione, che deve essere sempre educazione alla gratitudine. La realtà è che veniamo al mondo dal'unione di un uomo e di una donna e che solo se in questa unione c'è un amore fedele e stabile possiamo essere educati a una vita buona e trovare la nostra identità. Se la famiglia fosse una questione privata, allora si potrebbe permettere a ognuno di farsi il proprio modello; ma è la sorgente della vita pubblica, della responsabilità condivisa, della nascita dei figli, della formazione dei giovani, e come tale è insostituibile per il bene comune della società».
Da Famiglia Cristiana N. 28. Intervista a Josè Granados docente di Teologia dogmatica e della famiglia al Pontificio Istituto Paolo I.

Chi volesse approfondire legga tutta l'intervista e vada a questo link
http://www.lacrocequotidiano.it/articolo/2015/07/21/politica/il-gender-imposto-per-sentenza



sinforosa castoro

martedì 21 luglio 2015

Divorzio express

Segue...
«Accelerare le pratiche del divorzio significa negare l'importanza del tempo nella vita della famiglia. Dietro il "divorzio express" c'è una visione dell'amore legata all'istante presente. Si tratta di una visione romantica che comprende l'amore solo come un'emozione. "Oggi sono innamorato di te e ti sposo, domani non più, e ti lascio". E se l'amore non c'è, perché restare insieme un altro giorno? Ma l'amore, al contrario, è fatto di tempo! Deve maturare, deve crescere, rendersi forte, rigenerarsi continuamente, perché su di esso si possa edificare la propria vita e quella dei figli, il ponte che unisce le generazioni, la società... Sappiamo che l'amore è fatto di tempo perché può dire "per sempre", come vogliono dire tutti gli innamorati. Perché è capace di perdonare, che non significa dimenticare, ma imparare a ricordare in modo distinto, alla luce di un amore che è più profondo e più potente dell'offesa sofferta. Ecco perché il perdono ha bisogno di pazienza, di sforzo, di attesa...
Il matrimonio, invece, nella sua stabilità, come promessa che abbiamo fatto davanti a Dio, ci ricorda che nel nostro amore c'è una verità più grande che ci permette di dare credito all'amore: quanti problemi si risolvono quando sappiamo avere la pazienza dell'attesa, quando il tempo ci insegna a sperimentare in modo nuovo il rapporto! Il "divorzio express", invece, elimina il tempo che permette di ripensare, di ricevere consiglio e aiuto da altri, di maturare un perdono. La legge del "divorzio express" manda un messaggio chiaro ai giovani da parte della società: "Noi non ci preoccupiamo più del vostro legame, non abbiamo nessun interesse a proteggerlo. Se volete lasciarvi, va bene, è un problema vostro, e noi vi risolviamo tutte le difficoltà". Si toglie ai cosiddetti "figli del divorzio" la sicurezza di un tempo affidabile, derubandoli della possibilità di imparare loro stessi a promettere "per sempre". Si lasciano soli i nostri giovani davanti alla decisione più importante della loro vita e più vitale della nostra società».
Da Famiglia Cristiana N. 28. Intervista a Josè Granados docente di Teologia dogmatica e della famiglia al Pontificio Istituto Paolo I.
Continua...


sinforosa castoro

lunedì 20 luglio 2015

Famiglia

Andando un po' a zonzo di qua e di là, in questi giorni di assenza dalla rete, ho avuto modo di incontrare persone con cui mi sono confrontata su grandi temi di attualità. Come tutti saprete in autunno ci sarà il Sinodo sulla famiglia e poi il Giubileo sulla misericordia. Avvenimenti, questi, che fanno vibrare corde profonde del nostro essere. Spesso noi cristiani siamo combattuti dalla mentalità di oggi dove per un buonismo imperante fatichiamo, temiamo, ci sentiamo poco moderni e attuali dire pane al pane. Dovremmo, invece, riprendere coraggio, rischiando anche l'impopolarità, ed esprimere liberamente il pensiero di Dio su questi argomenti.
A questo proposito condivido con voi questi stralci di una intervista presa da Famiglia Cristiana N. 28 a Josè Granados docente di Teologia dogmatica e della famiglia al Pontificio Istituto Paolo I.

«... in questo i coniugi non sono mai soli, perché vivono secondo un grande disegno di Dio che dà senso al loro cammino. Questa famiglia cristiana non è incapace di vivere le sfide del domani. Anzi, è l'unica risorsa per poter costruire un futuro. È minacciata, ma non è in crisi. Al contrario: nella famiglia si trova il modo di uscire dalla grande crisi della nostra società che è una mancanza di stabilità. Nella famiglia si dice la promessa "per sempre" che rende stabile la vita. La crisi è mancanza di futuro, mentre nella famiglia si genera il futuro, poiché in essa si dona la vita».
Alla domanda perché si attacca la famiglia?
«Perché essa custodisce una visione dell'uomo che poggia sui rapporti, sull'amore, sul dono di sé. E questo non si può capire in una società dell'uomo individualista, radicalmente autonomo, che fa da sé e vuole la sua "privacy" un modello - questo sì - che è entrato davvero in crisi, perché non offre più niente di nuovo per il futuro. La vera soluzione davanti ai problemi della famiglia invece è ridarle la coscienza della sua dignità, del suo protagonismo sociale ed ecclesiale».
Continua...




sinforosa castoro

giovedì 9 luglio 2015

Il discorso della montagna

Dal Vangelo secondo Matteo 5, 17-37

Gesù, vedendo le folle, salì sul monte e si mise a sedere. I suoi discepoli si accostarono a lui, ed egli, aperta la bocca, insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito, perché di loro è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono afflitti, perché saranno consolati.
Beati i mansueti, perché erediteranno la terra.
Beati quelli che sono affamati e assetati di giustizia, perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi, perché a loro misericordia sarà fatta.
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Beati quelli che si adoperano per la pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per motivo di giustizia, perché di loro è il regno dei cieli.
Beati voi, quando vi insulteranno e vi perseguiteranno e, mentendo, diranno contro di voi ogni sorta di male per causa mia. Rallegratevi e giubilate, perché il vostro premio è grande nei cieli; poiché così hanno perseguitato i profeti che sono stati prima di voi.

Voi siete il sale della terra; ma, se il sale diventa insipido, con che lo si salerà? Non è più buono a nulla se non a essere gettato via e calpestato dagli uomini. 
Voi siete la luce del mondo. Una città posta sopra un monte non può rimanere nascosta, e non si accende una lampada per metterla sotto un recipiente; anzi la si mette sul candeliere ed essa fa luce a tutti quelli che sono in casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli.
Non pensate che io sia venuto per abolire la legge o i profeti; io sono venuto non per abolire ma per portare a compimento. Poiché in verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, neppure un iota o un apice della legge passerà senza che tutto sia adempiuto. Chi dunque avrà violato uno di questi minimi comandamenti e avrà così insegnato agli uomini, sarà chiamato minimo nel regno dei cieli; ma chi li avrà messi in pratica e insegnati sarà chiamato grande nel regno dei cieli. Poiché io vi dico che se la vostra giustizia non supera quella degli scribi e dei farisei, non entrerete affatto nel regno dei cieli.
Voi avete udito che fu detto agli antichi: "Non uccidere: chiunque avrà ucciso sarà sottoposto al tribunale"; ma io vi dico: chiunque si adira contro suo fratello sarà sottoposto al tribunale; e chi avrà detto a suo fratello: "Raca" sarà sottoposto al sinedrio; e chi gli avrà detto: "Pazzo!" sarà condannato alla geenna del fuoco. Se dunque tu stai per offrire la tua offerta sull'altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualcosa contro di te, lascia lì la tua offerta davanti all'altare, e va' prima a riconciliarti con tuo fratello; poi vieni a offrire la tua offerta. Fa' presto amichevole accordo con il tuo avversario mentre sei ancora per via con lui, affinché il tuo avversario non ti consegni in mano al giudice e il giudice in mano alle guardie, e tu non venga messo in prigione. Io ti dico in verità che di là non uscirai, finché tu non abbia pagato l'ultimo centesimo. 
Voi avete udito che fu detto: "Non commettere adulterio". Ma io vi dico che chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore. Se dunque il tuo occhio destro ti fa cadere in peccato, cavalo e gettalo via da te; poiché è meglio per te che uno dei tuoi membri perisca, piuttosto che vada nella geenna tutto il tuo corpo. E se la tua mano destra ti fa cadere in peccato, tagliala e gettala via da te; poiché è meglio per te che uno dei tuoi membri perisca, piuttosto che vada nella geenna tutto il tuo corpo.
Fu detto: "Chiunque ripudia sua moglie le dia l'atto di ripudio". Ma io vi dico: chiunque manda via sua moglie, salvo che per motivo di fornicazione, la fa diventare adultera e chiunque sposa colei che è mandata via commette adulterio.

Avete anche udito che fu detto agli antichi: "Non giurare il falso; da' al Signore quello che gli hai promesso con giuramento". Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio; né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi; né per Gerusalemme, perché è la città del gran Re. Non giurare neppure per il tuo capo, poiché tu non puoi far diventare un solo capello bianco o nero. Ma il vostro parlare sia: "Sì, sì; no, no"; poiché il di più viene dal maligno.
Voi avete udito che fu detto: "Occhio per occhio e dente per dente". Ma io vi dico: non contrastate il malvagio; anzi, se uno ti percuote sulla guancia destra, porgigli anche l'altra; e a chi vuol litigare con te e prenderti la tunica, lasciagli anche il mantello. Se uno ti costringe a fare un miglio, fanne con lui due. Da' a chi ti chiede, e a chi desidera un prestito da te, non voltar le spalle.
Voi avete udito che fu detto: "Ama il tuo prossimo e odia il tuo nemico". Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; poiché egli fa levare il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Se infatti amate quelli che vi amano, che premio ne avete? Non fanno lo stesso anche i pubblicani? E se salutate soltanto i vostri fratelli, che fate di straordinario? Non fanno anche i pagani altrettanto? Voi dunque siate perfetti, come è perfetto il Padre vostro celeste.
Guardatevi dal praticare la vostra giustizia davanti agli uomini, per essere osservati da loro; altrimenti non ne avrete premio presso il Padre vostro che è nei cieli.
Quando dunque fai l'elemosina, non far suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere onorati dagli uomini. Io vi dico in verità che questo è il premio che ne hanno. Ma quando tu fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra quel che fa la destra, affinché la tua elemosina sia fatta in segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa.
«Quando pregate, non siate come gli ipocriti; poiché essi amano pregare stando in piedi nelle sinagoghe e agli angoli delle piazze per essere visti dagli uomini. Io vi dico in verità che questo è il premio che ne hanno. Ma tu, quando preghi, entra nella tua cameretta e, chiusa la porta, rivolgi la preghiera al Padre tuo che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa.
Nel pregare non usate troppe parole come fanno i pagani, i quali pensano di essere esauditi per il gran numero delle loro parole. Non fate dunque come loro, poiché il Padre vostro sa le cose di cui avete bisogno, prima che gliele chiediate. Voi dunque pregate così:
"Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà anche in terra come è fatta in cielo. Dacci oggi il nostro pane quotidiano; rimettici i nostri debiti come anche noi li abbiamo rimessi ai nostri debitori; e non ci esporre alla tentazione, ma liberaci dal maligno."
Perché se voi perdonate agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonate agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe.
Quando digiunate, non abbiate un aspetto malinconico come gli ipocriti; poiché essi si sfigurano la faccia per far vedere agli uomini che digiunano. Io vi dico in verità: questo è il premio che ne hanno. Ma tu, quando digiuni, ungiti il capo e lavati la faccia, affinché non appaia agli uomini che tu digiuni, ma al Padre tuo che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa.
«Non fatevi tesori sulla terra, dove la tignola e la ruggine consumano, e dove i ladri scassinano e rubano; ma fatevi tesori in cielo, dove né tignola né ruggine consumano, e dove i ladri non scassinano né rubano. Perché dov'è il tuo tesoro, lì sarà anche il tuo cuore.
La lampada del corpo è l'occhio. Se dunque il tuo occhio è limpido, tutto il tuo corpo sarà illuminato; ma se il tuo occhio è malvagio, tutto il tuo corpo sarà nelle tenebre. Se dunque la luce che è in te è tenebre, quanto grandi saranno le tenebre!
Nessuno può servire due padroni; perché o odierà l'uno e amerà l'altro, o avrà riguardo per l'uno e disprezzo per l'altro. Voi non potete servire Dio e Mammona.
«Perciò vi dico: non siate in ansia per la vostra vita, di che cosa mangerete o di che cosa berrete; né per il vostro corpo, di che vi vestirete. Non è la vita più del nutrimento, e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, non mietono, non raccolgono in granai, e il Padre vostro celeste li nutre. Non valete voi molto più di loro? E chi di voi può con la sua preoccupazione aggiungere un'ora sola alla durata della sua vita? E perché siete così ansiosi per il vestire? Osservate come crescono i gigli della campagna: essi non faticano e non filano; eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, fu vestito come uno di loro. Ora se Dio veste in questa maniera l'erba dei campi che oggi è, e domani è gettata nel forno, non farà molto di più per voi, o gente di poca fede? Non siate dunque in ansia, dicendo: "Che mangeremo? Che berremo? Di che ci vestiremo?" Perché sono i pagani che ricercano tutte queste cose; ma il Padre vostro celeste sa che avete bisogno di tutte queste cose. Cercate prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno date in più. Non siate dunque in ansia per il domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. Basta a ciascun giorno il suo affanno.
Non giudicate, affinché non siate giudicati; perché con il giudizio con il quale giudicate, sarete giudicati; e con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi. Perché guardi la pagliuzza che è nell'occhio di tuo fratello, mentre non scorgi la trave che è nell'occhio tuo? O, come potrai tu dire a tuo fratello: "Lascia che io ti tolga dall'occhio la pagliuzza", mentre la trave è nell'occhio tuo? Ipocrita, togli prima dal tuo occhio la trave, e allora ci vedrai bene per trarre la pagliuzza dall'occhio di tuo fratello.
Non date ciò che è santo ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le pestino con le zampe e rivolti contro di voi non vi sbranino
Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto; perché chiunque chiede riceve; chi cerca trova, e sarà aperto a chi bussa. Qual è l'uomo tra di voi, il quale, se il figlio gli chiede un pane, gli dia una pietra? Oppure se gli chiede un pesce, gli dia un serpente? Se dunque voi, che siete malvagi, sapete dare buoni doni ai vostri figli, quanto più il Padre vostro, che è nei cieli, darà cose buone a quelli che gliele domandano!
Tutte le cose dunque che voi volete che gli uomini vi facciano, fatele anche voi a loro; perché questa è la legge e i profeti.
Entrate per la porta stretta, poiché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa. Stretta invece è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano.
«Guardatevi dai falsi profeti i quali vengono verso di voi in vesti da pecore, ma dentro sono lupi rapaci. Li riconoscerete dai loro frutti. Si raccoglie forse uva dalle spine, o fichi dai rovi? Così, ogni albero buono fa frutti buoni, ma l'albero cattivo fa frutti cattivi. Un albero buono non può fare frutti cattivi, né un albero cattivo far frutti buoni. Ogni albero che non fa buon frutto è tagliato e gettato nel fuoco. Li riconoscerete dunque dai loro frutti.
«Non chiunque mi dice: Signore, Signore! entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. Molti mi diranno in quel giorno: "Signore, Signore, non abbiamo noi profetizzato in nome tuo e in nome tuo cacciato demoni e fatto in nome tuo molte opere potenti?" Allora dichiarerò loro: "Io non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, malfattori!"


  • Questo discorso è un programma di vita e difatti il Signore con queste parole entra nel cuore del suo annuncio e porta a compimento l'antica Legge. 
  • Così deve, dovrebbe, essere un vero cristiano. Uomo tutto d'un pezzo, persona limpida, che dice sì sì, no no, senza mezze misure o compromessi per essere ben voluto dagli uomini, ma non da Dio. Persone che prima di guardare la pagliuzza nell'occhio del fratello vedono la trave nel proprio occhio. Insomma, persone che, proprio perché dicono di amare Cristo, imparino a schierarsi, a prendere posizioni, costi quel che costi, poiché o si è apostoli o si è apostati. È il Signore stesso che ce lo chiede: "Siate santi, perché io, il Signore Dio vostro, sono santo" Lv. 19, 2.
  • Il Vangelo insegna a condannare il peccato e il male, non il peccatore o colui che compie il male -  per cui mai il giudizio e la condanna verso chicchessia, sì, invece, a chiamare male ciò che è male, senza paura di diventare impopolari.
  • Il Vangelo insegna perdono, sempre, e Papa Francesco lo va dicendo ai quattro venti: perdono, perdono... misericordia, sempre, a chiunque lo chieda, di qualunque peccato si sia macchiato.
  • È consolante sapere che dalla nostra abbiamo un Dio pronto ad allargare le braccia e accoglierci sempre e comunque. 
  • Il Vangelo ci invita a essere coraggiosi e non tiepidi e paurosi: "Poiché tu non sei né freddo né fervente. Oh, fossi tu pur freddo o fervente! Così, perché sei tiepido e non sei né freddo né fervente io ti vomiterò dalla mia bocca" Apocalisse 3:15-16. Il Signore ci vuole forti. Addio


sinforosa castoro

mercoledì 8 luglio 2015

Comunicare in rete

In questi giorni di caldo opprimente, i pensieri si rincorrono, si sovrappongono, si mescolano all'infinito. Così, mentre svolgo le mie occupazioni, ascolto programmi radiofonici che ripropongono i temi sociopolitici attuali: la Grecia, la Buona Scuola, gli omicidi "casalinghi", l'Expo, la corruzione e via discorrendo, tanto per "quasidialogare" con qualcuno.
Verso le 12 di oggi, su Radio Uno, se non mi sbaglio, mi sono imbattuta in uno spezzone di programma dove un esperto parlava della comunicazione in rete, pare abbia scritto anche un libro in proposito. Purtroppo sono arrivata in ritardo per sentire tutto quello che aveva da dire. Le uniche frasi che ho registrato sono state più o meno queste.
"Una parola scritta in rete è visibile da tutto il mondo".
"Se insulto qualcuno in rete non è come farlo seduti a un tavolo, bensì lo faccio davanti al mondo".
"Le persone, in rete, si conoscono per le loro reazioni più che per ciò che dicono".
"In rete bisogna saper esprimere sé stessi in un clima di dialogo".
"In rete il dialogo deve sempre essere un dialogo equilibrato. Fuori da questo equilibrio non ha senso rispondere all'interlocutore".
Be', mi sembrano linee guida semplici da seguire. Purtroppo non tutti le adottano, potrebbe obiettare qualcuno. Lo so, per esperienza. D'altra parte in questo infinito oceano c'è proprio di tutto... e in fondo
è bello così.
Alla fine della trasmissione il conduttore ha chiesto all'ospite - non so nemmeno il suo nome, mi perdoni - l'indirizzo web.
Per chi volesse approfondire l'argomento ecco l'indirizzo: http://www.darsipace.it/ e un link interessante.
http://www.darsipace.it/2010/03/15/in-rete-come-uno-nessuno-o-centomila-il-professore-ne-parla-con-gli-studenti/



sinforosa castoro

lunedì 6 luglio 2015

Tragedie greche

Allora, che ne dite del caso Grecia? Chi sa spiegarmi con onestà e verità quello che è successo e che succederà.
Ho l'impressione che in Europa ci si racconti un mucchio di "balle" o sbaglio? È evidente che non c'è una Europa - nonostante la moneta e una lingua (l'inglese) che ormai unifica un po' tutti - bensì più di una Europa. Io non me ne intendo, tuttavia questo clima, e non parlo della calura proveniente dall'Africa, mi rattrista e preoccupa. Ditemi voi.



sinforosa castoro

domenica 5 luglio 2015

Gender: considerazioni

  1. Mi fa piacere che sul tema Gender ci si interroghi e si rifletta. Mamma Gioca porta la sua esperienza. Poiana le sue conoscenze. Xavier le sue speranze. 
    1. Per ora non aggiungo altro, magari qualcuno vuole arricchire la discussione. 28-06-2015
    2. Poiché la discussione si fa articolata, vi rimando ai commenti di questo post e di quello precedente http://sinforosacastoro.blogspot.it/2015/06/gender.html (Gender). Per chi desidera approfondire e disquisire sull'argomento, non esiti a far sentire la propria voce. Grazie a tutti per i contributi interessanti. 29-06-15
    3. I commenti sono proseguiti e se vi interessa l'argomento vi invito a leggerli. Invito Poiana, se lo desidera, a rispondere a Xavier, così come Valeria.Voglio ulteriormente arricchire il dibattito con stralci di una intervista al regista 

Pupi Avati 
da Famiglia Cristiana N.27

"... La sofferenza dei bambini di fronte ai drammi familiari noi non la valutiamo mai abbastanza".
Ora il regista parla della morte prematura del padre: 
"... La sera, tornando a casa, avrei voluto trovarlo e riferirgli i successi della mia vita con quel rapporto un po' pudico che si ha con il proprio padre a differenza della madre. Dobbiamo avere l'ardire di spiegare cos'è una famiglia. Una madre è diversa da un padre, sono due elementi complementari in alcun modo sostituibili l'uno con l'altro. Per saperlo bisogna aver vissuto una vita intera. Quando papà ci ha abbandonati, mia madre ha cercato di realizzare entrambi i ruoli. Ma la vita di un ragazzo non è quella di una ragazza. Così com'è diversa l'amicizia maschile da quella femminile. Un bambino adottato da una coppia gay è un punto interrogativo. Presenta tutti i rischi che non ha chi ha due modelli di riferimento".
E il confronto continua.

Sempre per approfondire la tematica, aggiornerò man mano il post, segnalando link autorevoli. 




sinforosa castoro

sabato 4 luglio 2015

Dispersi

Mentre mi accingevo a scrivere un post, che doveva avere tutt'altro tema, mi sono venuti in mente nomi e icone di persone che nel corso di questo tempo-di rete ho imparato a conoscere. Alcune le ho perse per strada, purtroppo. Come dicevo in uno dei miei primi post, ormai datato, la rete è un oceano dove le persone si incontrano e si perdono di vista per poi, magari, incontrarsi di nuovo. Io stessa ho seguito questo e quel blog, questo e quel tema, che in quel momento attirava la mia attenzione, per poi passare a un altro blog e a un altro tema, e così via. Non c'è niente da fare è il virtuale, ma reale, mondo della rete: un orizzonte su cui si stagliano storie, volti, pensieri, impressioni ed emozioni che poi sfumano per poi riprendere forma in altri volti, storie, pensieri ed emozioni . Be', tutto sommato è anche questo un modo per raggiungere gli altri, chiunque essi siano, no? È un modo per condividere un pezzettino di strada insieme, non vi pare? L'unico mio rammarico è che in questo oceano siamo talmente tanti che è inevitabile perderci di vista. Ma prima o poi ci si rincontrerà, ne sono certa. Buon soffocante pomeriggio a tutti quelli che mi leggeranno.

























sinforosa castoro

venerdì 3 luglio 2015

Siracide Ecclesiastico Cap.5, 1-15

Non dobbiamo abusare della misericordia di Dio

1 Non confidare nelle tue ricchezze
e non dire: «Basto a me stesso».
2 Non seguire il tuo istinto e la tua forza,
assecondando le passioni del tuo cuore.
3 Non dire: «Chi mi dominerà?»,
perché il Signore senza dubbio farà giustizia.
4 Non dire: «Ho peccato, e che cosa mi è successo?».
perché il Signore è paziente.
5 Non essere troppo sicuro del perdono
tanto da aggiungere peccato a peccato.
6 Non dire: «La sua compassione è grande;
mi perdonerà i molti peccati»,
perché presso di lui c'è misericordia e ira,
e il suo sdegno si riverserà sui peccatori.
7 Non aspettare a convertirti al Signore
e non rimandare di giorno in giorno,
perché improvvisa scoppierà l'ira del Signore
e al tempo del castigo sarai annientato.
8 Non confidare in ricchezze ingiuste:
non ti gioveranno nel giorno della sventura.
Prudenza nel parlare
9 Non ventilare il grano a ogni vento
e non camminare su qualsiasi sentiero:
così fa il peccatore che è bugiardo.
10 Sii costante nelle tue convinzioni,
e una sola sia la tua parola.
11 Sii pronto nell'ascoltare
e lento nel dare una risposta.
12 Se conosci una cosa, rispondi al tuo prossimo;
altrimenti metti la mano sulla tua bocca. 
13 Nel parlare ci può essere gloria o disonore:
la lingua dell'uomo è la sua rovina.
14 Non procurarti la fama di maldicente
e non tendere insidie con la lingua,
poiché la vergogna è per il ladro
e una condanna severa per l'uomo bugiardo. 
15 Non sbagliare, né molto né poco,
e da amico non diventare nemico.




sinforosa castoro

mercoledì 1 luglio 2015

Elogio alle mie colleghe

Le mie colleghe son maestre
che hanno percorso con me la vita,
in pianura, in riva al mare
e in cima alla salita.
Ne ho viste proprio di tante 
che di più non si può:
alte, basse, magre o tante
e ognuna è bella un po'.
C'è la collega pazzerella,
quella seria, quella pignola,
quella in crisi, quella sola,
quella burbera e quella gioiosa.
C'è quella ricca di fantasia,
quella, purtroppo, come un'arpia,
quella semplice come un bambino,
quella che agisce come un burattino.
C'è quella che ne ha una anche per te,
quella che pensa solo a sé,
quella che parla senza pensare,
quella che invece sta sempre a meditare.
C'è quella che critica tutto e di più,
quella che invece non ne può più,
quella che ha il broncio da mane a sera,
quella noiosa, quella sincera,
quella che è un sole di primavera.
Ma tutte quante sono per me 
una ricchezza che più non ce n'è,
perché hanno fatto della mia vita 
un'avventura sempre in salita.




































di sinforosa castoro

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