La Rete

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lunedì 22 maggio 2017

Arrivare insieme in cielo

In questo giorno particolarissimo
Arrivare insieme in cielo


A me piace molto il sogno in una famiglia. Tutte le mamme e tutti i papà hanno sognato il loro figlio per nove mesi. E’ vero o no? [Sì!] Sognare come sarà questo figlio… Non è possibile una famiglia senza il sogno. Quando in una famiglia si perde la capacità di sognare, i bambini non crescono e l’amore non cresce, la vita si affievolisce e si spegne. Per questo vi raccomando che la sera, quando fate l’esame di coscienza, ci sia anche questa domanda: oggi ho sognato il futuro dei miei figli? Oggi ho sognato l’amore del mio sposo, della mia sposa? Oggi ho sognato i miei genitori, i miei nonni che hanno portato avanti la storia fino a me. E’ tanto importante sognare. Prima di tutto, sognare in una famiglia. Non perdete questa capacità di sognare!  Papa Francesco. Incontro con le famiglie. Sri Lanka, 12-19 gennaio 2015     

Vi rimando a questa bellissima riflessione di papa Francesco



sinforosa castoro

domenica 21 maggio 2017

Scatoloni pronti, me ne vado

Un genitore non vuole altro che vedere il proprio figlio crescere, possibilmente in modo armonico, e diventare autonomo, in tutti sensi, eppure quando il figlio incomincia a riempire scatoloni con la propria roba per poi spiccare il volo, ecco che nel genitore si scatena una guerra di emozioni.
Fino a venti, trent'anni fa, un figlio lasciava la casa paterna quasi unicamente per sposarsi, e in genere era per sempre, oggigiorno non è più così.
Un figlio se ne va di casa per infinite motivazioni e non è detto che sia per sempre, anzi, persino chi e ne va perché si sposa, frequentemente esce dalla porta per poi, magari, a distanza di anni, rientrare dalla finestra. Tuttavia, ieri come oggi al genitore spetta affrontare questa dura realtà del cosiddetto nido vuoto.
Già in questo post è stato affrontato l'argomento e quindi non voglio ripetermi e annoiare, sottoscrivo di nuovo tutto ciò che è stato scritto in quel post, aggiungendo solamente un nuovo un tassello, non irrilevante, per tutti quei genitori che vivono la maternità e la paternità come vocazione, così come il loro matrimonio.
Vocazione (dal lat. Vocatio - onis: chiamata, invito) è una parola un po' in disuso e di questi tempi può suonare addirittura stonata, eppure per chi ha fede in Dio sa che è una parola che si sposa benissimo con altri termini: matrimonio, paternità/maternità.
Chi si sposa per vocazione sa che nel matrimonio agisce continuamente anche quella Grazia particolare dello Spirito Santo infusa nel giorno del matrimonio e sa che i figli che ne conseguiranno, prima di essere figli della coppia, sono figli di Dio, amati da Lui, ancor più che dai genitori stessi, e chiamati anch'essi a una santa vocazione.
Ora, in questa prospettiva, la guerra di emozioni scatenata dalla realtà del  nido vuoto non può essere altro che uno spazio di tempo più o meno lungo nel quale il genitore, accanto alla sofferenza per lo "strappo", inevitabile, ripercorre il suo cammino vocazionale al matrimonio e alla maternità/paternità, riconfermando il suo sì alla chiamata di Dio e ridonando a Lui, e solo a Lui, ciò che gli appartiene di diritto, cioè il figlio, e chiedendo a Lui, e a Lui solo, di guidare ancora una volta la sua vita di sposo/sposa, di genitore e la vita di quel figlio che ha spiccato il volo. Dio, a differenza nostra, mantiene fede alle sue promesse.




sinforosa castoro


sabato 20 maggio 2017

Le gambe nude

In questo post buttavo lì suggestioni sulla stagione imminente e i lettori  Patricia, Gus, Miki e Vincenzo hanno dato risposte sagge, ma ora ascoltiamo cosa ne pensano i bambini, i "miei" bambini.

«A me piace di più  quando fa caldo perché montiamo la piscina».
«Anch'io vado in piscina, con mia mamma e mio papà».
«A me piace quando fa caldo perché poi vado al mare, io vado a Cattolica, in albergo, però quando c'è il mare con le onde che non vanno bene allora sto in piscina, nella piscina dell'albergo... ».
«Anch'io vado al mare, ma però non vado nell'albergo, vado in una casa».
«Ma io non abito là e non ho la casa e vado in albergo».
«Io vado in Marocco. In Marocco mangio i gelati e poi vado al mare».
«Io al mare vado... vado nel mare e poi gioco con la sabbia e faccio i castelli con la sabbia e le conchiglie...».
«... E poi gioco fuori, al parco giochi... ».
«... Sì, però ci sono le api e ti pungono».
«No, a me no, metto quello che si spruzza».
«Poi, quando c'è caldo, io metto le gambe nude...».




sinforosa castoro

giovedì 18 maggio 2017

Nulla

In risposta al bellissimo post di Patricia (ma si ritornerà su questo discorso così intriso di significati e significanti).

Le cose brutte non sono le cose peggiori che possono capitarti. Il nulla è la cosa peggiore che possa capitarci. 
Richard Bach

O la vita è una avventura da vivere audacemente, oppure è niente. 
Helen Keller

I fanciulli trovano il tutto anche nel niente, gli uomini il niente nel tutto. 
Giacomo Leopardi





sinforosa castoro

mercoledì 17 maggio 2017

Incubo imminente

I primi caldi, soprattutto dopo i giorni esageratamente freddi delle scorse settimane, catapultano la mente e il corpo nella stagione estiva, che se vissuta in riva al mare ha sapore di sogno ma se vissuta in città non è altro che incubo.
Tutto di questa stagione stona: l'afa, la luce, le zanzare, il condizionatore, il sudore che zampilla da ogni frammento di pelle, la calura, la spossatezza, il ventilatore, le case spalancate, la gente sbracata sui terrazzi e nelle piazze. Cosa resta di bello della stagione del sole?


sinforosa castoro

martedì 16 maggio 2017

Pace

La pace non è assenza di guerra. La pace interiore delle persone ha molto a che vedere con la cura, con l’ecologia e il bene comune, perché quando è vissuta autenticamente riflette un equilibrato stile di vita, alleato alla capacità di ammirazione che porta alla profondità della vita, la natura è piena di parole e di amore (n.225).

Papa Francesco. Laudato si




sinforosa castoro

domenica 14 maggio 2017

Dono

Dal vasetto di lavanda
escon fuori pensierini:
questi steli profumati
sono dono dei tuoi bambini.



di sinforosa castoro

sabato 13 maggio 2017

Cuore di mamma

C'era una volta una mamma con suo figlio, un bellissimo bambino che cresceva tra le amorevoli cure della sua mamma.
Il bambino divenne presto ragazzo ma crescendo diventò cattivo.
Il ragazzo diventò uomo ed era sempre più cattivo; cominciò a rubare ed un giorno commise l'atto più crudele, uccise!
Nella disperazione della mamma, l'uomo continuò così per diversi anni, finché un giorno, dopo aver ucciso un uomo, fu arrestato.
Per la sua cattiveria e per i suoi crimini fu condannato a morte.
La notte prima dell'esecuzione, gli apparve in sogno il diavolo, che gli propose un patto.
«Posso renderti la libertà ma tu devi fare una cosa per me, disse il diavolo, devi portarmi il cuore di tua madre».
L'uomo rimase per un secondo muto, poi accettò e, uscito di prigione grazie al patto appena fatto, andò a casa della madre.
Non disse nulla, non esitò, estrasse il coltello ed uccise la madre.
Avvolse il cuore in un fazzoletto e cominciò a correre verso l'appuntamento con il diavolo.
Cominciò a piovere e l'uomo correva sempre più forte.
Ad un tratto inciampò, cadde a terra! ed il cuore uscì fuori dal fazzoletto rotolando nel fango.
L'uomo stava per rialzarsi, quando il cuore della mamma, pieno di fango, lo guardò e gli disse:
«Ti sei fatto male figlio mio?».

Se una mamma ha questo amore incondizionato verso suo figlio, immaginiamo di quanto amore è capace Dio verso di noi, suoi figli.




sinforosa castoro

venerdì 12 maggio 2017

Cuore

Il cuore vive finché ha qualcosa da amare,
così come il fuoco finché ha qualcosa da bruciare.
   Victor Hugo



sinforosa castoro


           

giovedì 11 maggio 2017

Politico fuori da schemi

Un Politico fuori da schemi
  • Se avessi tante cose, dovrei occuparmene. La vera libertà è avere poche cose, il minimo.
  • Sì, è possibile un mondo con un’umanità migliore. Tuttavia, forse il compito principale è quello di salvare vite. 
  • Per come siamo messi ora, non è possibile colmare il nostro senso di spreco.
  • Il potere non cambia le persone, rivela solo chi sono veramente.
  • Vivere meglio non significa avere tanto, ma essere più felici.
  • Voglio conoscere la verità, ma non credo per niente nella giustizia.
  • Mi arrabbio, mi scaldo, dico sciocchezze, ma non posso coltivare l’odio (…). Bisogna portare rispetto, soprattutto quando fa più male.
  • Non ha senso frignare per le cose inevitabili. Le cose inevitabili vanno affrontate.
  • Sì, sono stanco, ma questo non finirà fino a quando non mi chiuderanno in una cassa o sarò un vecchio rimbambito.
  • Il nostro mondo ha bisogno di meno organizzazioni mondiali, che servono solo alle catene di alberghi, e più umanità e scienza.
  • Siamo nati solo per consumare e quando non possiamo farlo, il mondo si riempie di frustrazione, povertà, autolimitazione ed autoesclusione.
  • Passiamo il tempo ad adorare il dio mercato che organizza la nostra economia, la politica, le abitudini, la vita e perfino finanzia con carte di credito un’apparenza di felicità
  • Per quanto cerchiamo di globalizzare l’economia, il nostro cuore, la nostra soggettività non possono essere globalizzate.
  • Radiamo al suolo le foreste, le vere foreste, e costruiamo foreste anonime di cemento.
  • Affrontiamo la vita sedentaria con il tapis roulant, l’insonnia con le pillole per dormire, la solitudine con le tecnologie e l’elettronica.
  • La libertà serve a pensare diversamente, perché per essere d’accordo non è necessaria la libertà.
  • L’uomo oggi non governa le forze che ha scatenato, ma sono le forze che ha scatenato a governarlo.
  • Non lasciatevi rubare la giovinezza interiore. Quella esterna se la porta via il tempo, è inevitabile. Ma c’è una giovinezza per cui lottare, un territorio interiore, basta guardarsi dentro, e questa giovinezza si accompagna a una piccola parola molto semplice: solidarietà, solidarietà con la condizione umana.
  • L’impossibile richiede un po’ più sforzo, ne esce sconfitto solo chi abbassa le braccia e si rassegna.
  • Non mi guardo indietro perché il presente, che è reale, è nato dalle ceneri fertili di ieri.
  • Essere liberi è passare la maggior parte del tempo della nostra vita a fare quello che ci piace.
  • La politica è la lotta per la felicità di tutti.
  • Povero non è chi possiede poco, ma chi necessita infinitamente tanto e desidera sempre di più.
  • L’uomo moderno va sempre di fretta, perché se l’economia non cresce, è una tragedia.
  • Noi politici dobbiamo vivere come vive la maggioranza e non come la minoranza.
  • Ci sono cose di cui si scopre il valore solo dopo averle perse.
José Pepe Mujica Capo dello Stato dell'Uruguay. 1 marzo 2010/1 marzo 2015




sinforosa castoro

mercoledì 10 maggio 2017

Per fare un bambino ci vuole un maschio e una femmina

In bagno per le pratiche igieniche, prima del pranzo.
Loro due, due piccolini, sono seduti sulla panchina mano nella mano.
Una bimba grande li guarda e chiede: «Tu lo sposi?».
Lui annuisce con la testa, (in realtà io so che lui sposa tutti).
Salta su un bimbo grande: «Ma no, non può sposarlo, due maschi non si può».
Gli fa eco un altro grande: «Sì, si può sposare, anche due femmine, però non possono avere un bambino».
E perché? Chiede la bimba grande a mo' di so-tutto-io.
«Perché per fare un bambino ci vuole un maschio e una femmina».
I due piccolini sono già in fila con la mano nella mano a due grandoni, incuranti di quelle parole per loro senza senso.



sinforosa castoro


martedì 9 maggio 2017

Che spavento!

Ci sono fatti, immagini, avvenimenti che spaventano. Cosa vi spaventa? Avete voglia di raccontarlo?
Per esempio, questo disegno dovrebbe incutere paura, secondo l'autore del disegno, un bimbo di quasi sei anni, incute pura?




sinforosa castoro

lunedì 8 maggio 2017

Duke Ellington. Take the a train

Duke Ellington nasce Washington il 29 aprile 1899 e muore a New York il 24 maggio 1974. È stato uno dei massimi compositori del '900 e la sua musica ha influenzato generazioni successive di musicisti jazz. Questo pezzo che tutti conosciamo è la fotografia di quel tempo. Buon ascolto.



sinforosa castoro

domenica 7 maggio 2017

La maestra

La maestra, vista da fuori, è una donna come le altre. A volte anche un uomo, in quel caso è un maestro.
La maestra è vestita da maestra, cioè comoda, che possa rincorrere un bambino in corridoio, sedersi per terra a fare un cerchio per giocare e, soprattutto, ricevere lacrime e altri prodotti secreti (ma non tanto segreti) da piccoli occhi e nasi generosi.
La maestra è tale se dotata di bambini.
I bambini, quando c’è la maestra, diventano alunni, anche se spesso si sbagliano e la chiamano mamma. Se è un maestro, però, non lo chiamano papà. Chissà perché.

Ci sono maestre bionde, more, perfino rosse e con le lentiggini; alcune sono ricce, altre lisce, altre portano la coda. Ma tutte, proprio tutte, hanno la voce alta, forte e chiara. La voce della maestra si abbassa quando racconta una storia o vuole fare la misteriosa. Quando invece la maestra urla, allora sono cavoli amari.
La maestra è fatta per passare ai bambini tutte le cose che sa. Se guardi bene dentro la maestra, ci trovi le tabelline, il teorema di Pitagora, la prova del nove, I Sumeri, Romolo e Remo, il congiuntivo, il gerundio, il Passero solitario e Rio Bo.
Una maestra si può dividere per venti e anche ventotto bambini, e ce n’è sempre per tutti. Quando la maestra ha finito tutto quello che ti doveva insegnare, diventa la maestra di qualche altro bambino. Allora ti capita di incontrarla al supermercato o in chiesa o all'ufficio postale e la saluti un po’ vergognoso, lei invece vorrebbe abbracciarti.
La maestra si ricorda per sempre le facce dei suoi alunni. Quando sei grande e cerchi le cose imparate, una poesia, il nome di un fiume, la storia di Pinocchio o quanto è alto il monte Bianco, basta che chiudi gli occhi e le trovi tutte là, come ce le ha messe la tua maestra.
In fila per due, i piccolini davanti, senza spingere… 
da Come funziona la maestra






sinforosa castoro

sabato 6 maggio 2017

Parole legate 4. Gocce

Le gocce bagnano la terra
la terra assetata
assetata di nuovo e di antico
di antico come il mondo 
come il mondo che muta
che muta e rimane 
rimane quello di ieri e di domani
domani sorgerà il sole
il sole che riscalda e illumina
illumina facendo scorgere tutte le brutture
le brutture che svaniranno
svaniranno solo se l'uomo sarà capace di pace
di pace e rispetto 
rispetto verso tutti
tutti: dai più piccoli dei piccoli ai più grandi dei grandi
grandi come le gocce
le gocce bagnano la terra.



di sinforosa castoro

Vai ad altre parole legate

venerdì 5 maggio 2017

Amici utili

Confucio disse: 
tre tipi di amici sono utili, e tre tipi sono dannosi. 
Quando gli amici sono onesti, sinceri o intelligenti, sono utili. 
Quando gli amici sono falsi, adulatori o opportunisti, sono dannosi. 




sinforosa castoro

giovedì 4 maggio 2017

Stanchezza

Tre delicatissimi fiorellini 
per questa serata più invernale che primaverile
 in cui la stanchezza piano piano avvolge tutto... 





sinforosa castoro

mercoledì 3 maggio 2017

Bob Marley. One Love

Trentasei anni fa,
esattamente l'11 maggio 1981
ci lasciava questo grande e irripetibile artista che aveva allora trentasei anni.




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martedì 2 maggio 2017

Creazione

Un pezzo di carta e mentre si chiacchiera con la maestra si crea...



































Ed ecco un omino bellissimo...

sinforosa castoro

lunedì 1 maggio 2017

Santa Eustella (Stella)

Siamo nel III secolo. Eustella è figlia di un funzionario del pretore delle Gallie. Si converte al cristianesimo da san Eutropio, vescovo di Saintouge, che subirà il martirio per decapitazione a causa della sua fede. 
Eustella, era un compito pietoso, e rischioso, quello che i cristiani facevano per i loro martiri, raccoglie il corpo del vescovo e gli dà sepoltura. L'agiografia aurea ci tramanda che fu il padre stesso, rimasto pagano, a denunciarla e pare che anch'essa subì il martirio per decapitazione, mentre sul luogo del martirio scaturì una sorgente d'acqua. La sua festa ricorre l'11 maggio.



sinforosa castoro

domenica 30 aprile 2017

Lettera a Diogneto.

Dalla Lettera a Diogneto
Testo cristiano in greco antico di autore anonimo risalente alla seconda metà del II secolo
V. Il mistero cristiano


1. I cristiani né per regione, né per voce, né per costumi sono da distinguere dagli altri uomini. 
2. Infatti, non abitano città proprie, né usano un gergo che si differenzia, né conducono un genere di vita speciale. 
3. La loro dottrina non è nella scoperta del pensiero di uomini multiformi, né essi aderiscono ad una corrente filosofica umana, come fanno gli altri. 
4. Vivendo in città greche e barbare, come a ciascuno è capitato, e adeguandosi ai costumi del luogo nel vestito, nel cibo e nel resto, testimoniano un metodo di vita sociale mirabile e indubbiamente paradossale. 
5. Vivono nella loro patria, ma come forestieri; partecipano a tutto come cittadini e da tutto sono distaccati come stranieri. Ogni patria straniera è patria loro, e ogni patria è straniera. 
6.  Si sposano come tutti e generano figli, ma non gettano i neonati. 
7.  Mettono in comune la mensa, ma non il letto. 
8.  Sono nella carne, ma non vivono secondo la carne. 
9.  Dimorano nella terra, ma hanno la loro cittadinanza nel cielo. 
10. Obbediscono alle leggi stabilite, e con la loro vita superano le leggi. 
11. Amano tutti, e da tutti vengono perseguitati. 
12. Non sono conosciuti, e vengono condannati. Sono uccisi, e riprendono a vivere. 
13. Sono poveri, e fanno ricchi molti; mancano di tutto, e di tutto abbondano. 
14. Sono disprezzati, e nei disprezzi hanno gloria. Sono oltraggiati e proclamati giusti. 
15. Sono ingiuriati e benedicono; sono maltrattati ed onorano. 
16. Facendo del bene vengono puniti come malfattori; condannati gioiscono come se ricevessero la vita. 
17. Dai giudei sono combattuti come stranieri, e dai greci perseguitati, e coloro che li odiano non saprebbero dire il motivo dell'odio.


sinforosa castoro

sabato 29 aprile 2017

La mia ragazza

Loro vanno per i sei anni, sono seduti al tavolino accanto alla cattedra, intenti a disegnare e conversare. A un certo punto la mia attenzione è catturata da una frase detta da uno dei due:
«La mia ragazza... ».
Dopo alcune frasi di botta e risposta intervengo. «Ma, tu hai la ragazza?».
Lui si gira e mi guarda con fare stupito: «Sì» mi dice, convinto.
«E come si chiama?».
«Marta».
«Marta dell'aula Verde?».
«No, non quella lì».
«Ah, è un'altra?».
«Sì».
Si rigira verso il compagno e riprende la conversazione. Li lascio alle loro confidenze.



sinforosa castoro

giovedì 27 aprile 2017

Le mille giornate della giornata di una donna

Dopo una giornata lunghissima, e non ancora terminata, mi viene in mente una riflessione fatta da una cara amica e collega: di quante giornate è formata la giornata di una donna?



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mercoledì 26 aprile 2017

Eugenio Finardi. Amore diverso

Dopo la notizia straziante e drammatica di quel giovane padre che impicca in diretta rete la figlia di undici mesi e poi si impicca, voglio dedicare a tutti i bambini e bambine questa dolcissima canzone di Eugenio Finardi: evviva la speranza.




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martedì 25 aprile 2017

La Libertà

La Libertà è cosa seria, è assai preziosa la Libertà. Non ci è data per diritto di nascita, luogo o ceto sociale. È costata lacrime e sangue, la Libertà, lacrime e sangue di famiglie, uomini, donne, giovani e persino vecchi e bambini, la Libertà.
La guerra, l'occupazione, la deportazione, i campi di concentramento, la fame, la morte non sono entità morte e sepolte per sempre. Stanno tutte quatte quatte dietro l'angolo e si alimentano di paura, orgoglio, interessi, egoismi, ideologie bizzarre frutto di ignoranza e degrado.
Va trattata con cautela, estrema cautela, la Libertà, perché essa è cosa assai seria e preziosa.



sinforosa castoro

lunedì 24 aprile 2017

Hans Christian Andersen

Nasce il 2 aprile 1805 a Odense, in Danimarca, in una famiglia poverissima e fortemente disagiata (padre calzolaio, che preferisce la stravaganza e la musica al lavoro, una madre più vecchia del padre di quindici anni, una sorellastra avuta dalla madre, una bisnonna comune ad entrambi i genitori, una nonna - la madre di lei - che ha avuto tre figli fuori del matrimonio fra i quali uno disturbato psichicamente e una che gestisce una casa di prostituzione). Nonostante, o grazie, a questo substrato sociale, Andersen assorbe, soprattutto dal padre, quelle sollecitazioni fantastiche che gli permetteranno in seguito di divenire lo scrittore che è diventato.
Rimasto orfano di padre a soli undici anni, Han Christian si ritrova ben presto solo con sé stesso (la madre risposata quasi subito, diventerà alcolista), preferendo la solitudine alla compagnia dei coetanei e lasciando libero sfogo alla sua sfrenata fantasia. All'età di quattordici anni lascia la città natale per recarsi a Copenaghen con nel cuore la speranza di diventare attore.
A Copenaghen, Andersen passerà a lavorare in teatri con ruoli di cantante, ballerino, attore, comincerà a frequentare scuole fino a quella di grammatica e latino di Slagelse pagatagli dallo stesso sovrano di Danimarca Federico VI conosciuto fortuitamente e che lo prese subito in simpatia, fino a frequentare l'Università della capitale nella facoltà di filosofia.
Sta di fatto che la sua carriera di scrittore di fiabe si può collocare intorno al 1835 con la sua prima pubblicazione di Fiabe a cui seguiranno con cadenza annuale altre pubblicazioni.

Hans Christian Andersen creò un nuovo modo di scrivere includendo nelle sue storie molti dialoghi e usando un linguaggio comunemente parlato dalla gente del suo tempo.
Andresen descrive nel dettaglio personaggi buoni e cattivi  I suoi personaggi sfortunati, emarginati e infelici (La Piccola fiammiferaia) o personaggi diversi, presi di mira, scartati, emergono dalle sue fiabe (Il Brutto anatroccolo), quasi a rispecchiare, non poco, tutte le angherie subite nell'infanzia e nella giovinezza.
Andersen scrisse anche novelle autobiografiche, un diario composto da ben dodici volumi e opere per teatro, conquistando grande successo.
Morì a Copenaghen il 4 agosto 1875.

Di Andersen ricordiamo, oltre alle sopracitate Il Brutto Anatroccolo e La Piccola Fiammiferaia o la bambina dei fiammiferi, anche

  • Mignolina
  • La Sirenetta
  • Il soldatino di piombo
  • L'acciarino
  • Il grano saracrno
  • La principessa sul pisello
  • Il bambino cattivo
  • I vestiti nuovi dell'imperatore
  • I cigni selvatici e molte altre      


sinforosa castoro
Leggi anche la Sesta parte e commenta, se vuoi.

domenica 23 aprile 2017

Scatti 8

Una fotografia può far accendere la fantasia, può far sognare, sconcertare, lasciare allibiti, fare piangere, sorridere. Una fotografia è lo scatto di un frammento di vita reale o una scheggia di immaginazione, è una finestra aperta sul mondo o sulle luci e ombre che si muovono dentro di noi. Una fotografia è tutto un mondo che si racconta in uno scatto.
E allora, questa foto cosa vi suscita? Cosa fa scattare dentro di voi? Dove vi porta? Raccontatelo.


sinforosa castoro

Se ti va vai agli altri scatti

sabato 22 aprile 2017

Scrivere in modo non ostile

Il 17 febbraio scorso è stato firmato a Trieste il Manifesto della comunicazione non ostile per arginare tutti quei linguaggi negativi che spopolano in rete. 
In Parole Ostili si trovano tutte le informazioni utili per sostenere tale progetto.

Il Manifesto
della comunicazione non ostile

1.Virtuale è reale
Dico o scrivo in rete solo cose che ho il coraggio di dire di persona.

2. Si è ciò che si comunica
Le parole che scelgo raccontano la persona che sono: mi rappresentano.

3. Le parole danno forma al pensiero
Mi prendo tutto il tempo necessario a esprimere al meglio quel che penso.

4. Prima di parlare bisogna ascoltare
Nessuno ha sempre ragione, neanche io. Ascolto con onestà e apertura.

5. Le parole sono un ponte
Scelgo le parole per comprendere, farmi capire, avvicinarmi agli altri.

6. Le parole hanno conseguenze
So che ogni mia parola può avere conseguenze, piccole o grandi.

7. Condividere è una responsabilità
Condivido testi e immagini solo dopo averli letti, valutati, compresi.

8. Le idee si possono discutere.

Le persone si devono rispettare

Non trasformo chi sostiene opinioni che non condivido in un nemico da annientare.

9. Gli insulti non sono argomenti
Non accetto insulti e aggressività, nemmeno a favore della mia tesi.

10. Anche il silenzio comunica
Quando la scelta migliore è tacere, taccio.






sinforosa castoro

venerdì 21 aprile 2017

Il buffone del re

Un re aveva al suo servizio un buffone di corte che gli riempiva le giornate di battute e scherzi. Un giorno, il re affidò al buffone il suo scettro dicendogli: «Tienilo tu, finché non troverai qualcuno più stupido di te: allora potrai regalarlo a lui».
Qualche anno dopo, il re si ammalò gravemente. Sentendo avvicinarsi la morte, chiamò il buffone, a cui in fondo si era affezionato, e gli disse:
«Parto per un lungo viaggio».
«Quando tornerai? Fra un mese?».
«No», rispose il re, «non tornerò mai più».
«E quali preparativi hai fatto per questa spedizione?», chiese il buffone. 
«Nessuno!», fu la triste risposta.
«Tu parti per sempre», disse il buffone, «e non ti sei preparato per niente? To', prendi lo scettro: ho trovato uno più stupido di me!».
Bruno Ferrero. Quaranta storie nel deserto. Elledici


State svegli dunque, perché non sapete né il giorno né l'ora, dice Gesù. Mt. 25,13. 



sinforosa castoro

giovedì 20 aprile 2017

Mio papà fuma le candele

Il discorso è quello del fumo; si è andati su questo argomento per puro caso. Ci sono mamme e papà che fumano, altri hanno nonni o fratelli e sorelle grandi. La conversazione verte sul danno che può causare il fumo, alcuni parlano di sigarette, altri di pipe o sigarette "finte" (elettroniche) o di sigarette "quelle grosse così" (toscani).
Salta su un bimbo: «Mio papà fuma».
«Ma no, sei sicuro?».
«Sì».
«E il tuo papà cosa fuma?».
«Le candele. Anche mia mamma».

 In questi frangenti ditemi voi come si fa a rimanere seri?  



sinforosa castoro

mercoledì 19 aprile 2017

La farfalla Pasqualina

La farfalla Pasqualina 
si risveglia la mattina
la mattina fa un voletto
fa un voletto sopra il tetto
sopra il tetto con la mamma
Pasqualina fa la nanna.





di sinforosa castoro

martedì 18 aprile 2017

L'altro è altro da me

Il post di Gus mi ha suscitato questa domanda.
Quali sono gli ingredienti per una buona e costruttiva relazione? Ovviamente le variabili sono infinite, ma, scava, scava, scava, ciò che è indispensabile è l'aver acquisito una certa maturità.
Sembra un ingredienti a portata di mano di tutti, ma è veramente così?

La maturità implica la capacità di accettare sé stessi, con i propri limiti e difetti, significa abituarsi a riflettere su sé stessi.
Significa pensare prima di agire (l'esatto opposto di ciò che fa il bambino, che prima agisce e poi pensa).
Significa essere in grado di guardarsi dentro, di mettere in discussione il proprio modo di essere, di pensare, di vedere le realtà quotidiane; non per niente secondo gli antichi filosofi della Grecia l'inizio della maturità era, appunto, la conoscenza di sé.
Chi non è in grado di compiere queste azioni difficilmente sarà capace di entrare in relazione con gli altri e portare avanti un rapporto sincero, trasparente, sereno, schietto e, soprattutto, costruttivo.

L'altro è altro da me. Solo se c'è questa consapevolezza c'è possibilità di condurre una sana relazione improntata al rispetto, al confronto e al dialogo reciproco.




sinforosa castoro

lunedì 17 aprile 2017

Cab Calloway. Minnie the moocher

Cabell Calloway III, o come tutti lo conosciamo Cab Calloway nasce a Rochester il 25 dicembre del 1907 e muore a Hockessin il 18 novembre del 1994. È stato un musicista, cantante e attore. Come non ricordare questo famosissimo pezzo cantato anche nell'indimenticabile film The Blues Brothers.




sinforosa castoro

sabato 15 aprile 2017

Quando si è conosciuto il dolore. Buona Pasqua

Quando si è conosciuto il dolore in tutte le sfumature più atroci, nelle angosce più varie, e si son tese le mani a Dio in mute strazianti implorazioni, in sommesse grida di aiuto; quando si è bevuto il fondo del calice e si è offerta a Dio, per giorni e per anni, la propria croce, confusa con la sua, che la valorizza divinamente, allora Dio ha pietà di noi e ci accoglie nella sua unione.
È il momento in cui, dopo aver esperimentato il valore unico del dolore, dopo aver creduto all'economia della croce ed averne visto gli effetti benefici, Dio mostra in forma più alta e nuova qualcosa che vale più ancora del dolore.
È l’amore agli altri in forma di misericordia, l’amore che fa allargare cuore e braccia ai miserabili, ai pezzenti, agli straziati dalla vita, ai peccatori pentiti.
Un amore che sa accogliere il prossimo sviato, amico, fratello o sconosciuto, e lo perdona infinite volte. L’amore che fa più festa a un peccatore che torna che a mille giusti, e presta a Dio intelligenza e beni per permettergli di dimostrare al figliol prodigo la felicità per il suo ritorno.
Un amore che non misura e non sarà misurato.
È una carità fiorita più abbondante, più universale, più concreta di quella che l’anima possedeva prima. Essa infatti sente nascere in sé sentimenti somiglianti a quelli di Gesù, avverte affiorare sulle sue labbra, per quanti incontra, le divine parole: «Ho misericordia di questa turba» (cfr. Matteo 15, 32). E intavola con tanti peccatori che vengono a lei, perché un po’ immagine di Cristo, colloqui simili a quelli rivolti un giorno da Gesù alla Maddalena, alla samaritana o all'adultera. La misericordia è l’ultima espressione della carità, quella che la compie. E la carità supera il dolore, perché esso è soltanto di questa vita, mentre l’amore perdura anche nell'altra.
Dio preferisce la misericordia al sacrificio.
 Chiara Lubich




Dopo il dolore e la sconfitta della croce, però, c'è la Risurrezione, ed è per l'eternità.
Buona Pasqua a tutti voi e a tutti coloro che vi sono cari e che incontrerete in questi giorni.

sinforosa castoro

venerdì 14 aprile 2017

Il Crocifisso, i crocifissi

Noi tutti eravamo sperduti come un gregge,
ognuno di noi seguiva la sua strada;
il Signore fece ricadere su di lui
l'iniquità di noi tutti.
Maltrattato, si lasciò umiliare
e non aprì la sua bocca;
era come agnello condotto al macello,
come pecora muta di fronte ai suoi tosatori,
e non aprì la sua bocca.
Isaia 53,6-7



In questo venerdì santo tanti sono ancora i crocifissi. Povero tesoro, e come lui tanti, purtroppo.

sinforosa castoro

giovedì 13 aprile 2017

Valore di un libro

Ieri, Patricia ha scritto un post davvero interessante. Penso che questa frase calzi a pennello.

Un libro ben scelto ti salva da qualsiasi cosa, persino da te stesso
Daniel Pennac




sinforosa castoro

mercoledì 12 aprile 2017

Aridità

Oggi, stasera, meglio, non ho nulla da condividere. Perché? Non ne ho la minima idea. Condivido questo: non ho nulla da condividere. Buona serata.                                                                                        
sinforosa castoro 

lunedì 10 aprile 2017

Buon compleanno maestra Anna

La mia maestra è proprio bella
come un sole, no, una stella.
Lei ci accoglie col sorriso
e radioso è il suo viso.
Lei sa fare mille cose:
raccontare e poi cantare, ballare e disegnare.
Ma una cosa più di tutte che la rende assai speciale
è che educa col cuore, perché i bimbi sa amare.



La maestra è quella in mezzo

La maestra è la quinta da sinistra
Tanti auguri maestra Anna
 da tutti i tuoi bambini e anche da me, e da noi tutte,
di cuore.
E voi, lettori, per favore, unitevi a noi.



di sinforosa castoro

domenica 9 aprile 2017

I trionfi dell'asinello


Sono l’asino che ho portato Gesù nel suo ingresso trionfale in Gerusalemme. Un giorno vennero due discepoli di Gesù e dissero al mio padrone: «Il Signore ne ha bisogno». Potete pensare la mia soddisfazione: il grande profeta sa che sono il migliore di tutti e ha scelto proprio me. Lui sì che se ne intende! Mi misero un pregevole mantello sul quale Gesù salì e poi al mio passaggio gettarono mantelli per terra e agitavano rami di palma. E io cominciai il mio viaggio trionfale: quanti applausi ricevetti.
Fu un successo che non avrei mai pensato di ricevere, ma che, tutto sommato, meritavo. Ora però son passati tanti anni da quel giorno, sono vecchio e stanco e ho capito che gli applausi non erano per me, ma per Lui. Che terribile abbaglio. Mi sono sembrato simile agli uomini che si illudono di contare perché ricevono elogi o regali, e allora si danno arie e pensano che tutto giri attorno a loro, dimenticando che ogni dono è provvisorio e viene dato per servire, per essere utili e soprattutto per portare il Signore agli altri. 

sinforosa castoro 

sabato 8 aprile 2017

Preludio. Parte terza

Come vento leggero
la profana sacralità dei magici culti
s'adagia nell'oblio incontrollato
delle acerbe carni.

Camminavo, passi lunghi e veloci
nelle bocche delle strette vie  sacchi neri
orli rovesciati dal tanfo invisibile
sorridevo
tutto scorreva su quella linea scura e piatta
aria fredda, cielo ermetico nell'alba invernale.

Vetrine addobbate ad alberi di Natale, 
vetrini colorati
maschere di faccia eternamente inespressive mi chiudevano lo stomaco
mentre l'esplosione della coscienza ticchettava
ripassavo nei corridoi della mente
ricercando affannosamente il senso della storia passata sopra me.

Ricadevo nell'amalgama di me e ne sfuggivo inorridita
grandi gocce blande varcavano faticosamente la soglia
le fredde guance bagnate
sola, 
tra la folla divertita, 
me ne andavo a passi lunghi e veloci
avevo bisogno di scrivere.


Leggi  la Parte seconda
di sinforosa castoro

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