La Rete

LA RETE DIGITALE PUÒ ESSERE UN LUOGO RICCO DI UMANITÀ, NON UNA RETE DI FILI MA DI PERSONE UMANE.
Papa Francesco

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domenica 23 aprile 2017

Scatti 8

Una fotografia può far accendere la fantasia, può far sognare, sconcertare, lasciare allibiti, fare piangere, sorridere. Una fotografia è lo scatto di un frammento di vita reale o una scheggia di immaginazione, è una finestra aperta sul mondo o sulle luci e ombre che si muovono dentro di noi. Una fotografia è tutto un mondo che si racconta in uno scatto.
E allora, questa foto cosa vi suscita? Cosa fa scattare dentro di voi? Dove vi porta? Raccontatelo.


sinforosa castoro

Se ti va vai agli altri scatti

sabato 22 aprile 2017

Scrivere in modo non ostile

Il 17 febbraio scorso è stato firmato a Trieste il Manifesto della comunicazione non ostile per arginare tutti quei linguaggi negativi che spopolano in rete. 
In Parole Ostili si trovano tutte le informazioni utili per sostenere tale progetto.


1.Virtuale è reale
Dico o scrivo in rete solo cose che ho il coraggio di dire di persona.

2. Si è ciò che si comunica
Le parole che scelgo raccontano la persona che sono: mi rappresentano.

3. Le parole danno forma al pensiero
Mi prendo tutto il tempo necessario a esprimere al meglio quel che penso.

4. Prima di parlare bisogna ascoltare
Nessuno ha sempre ragione, neanche io. Ascolto con onestà e apertura.

5. Le parole sono un ponte
Scelgo le parole per comprendere, farmi capire, avvicinarmi agli altri.

6. Le parole hanno conseguenze
So che ogni mia parola può avere conseguenze, piccole o grandi.

7. Condividere è una responsabilità
Condivido testi e immagini solo dopo averli letti, valutati, compresi.

8. Le idee si possono discutere.
Le persone si devono rispettare

Non trasformo chi sostiene opinioni che non condivido in un nemico da annientare.

9. Gli insulti non sono argomenti
Non accetto insulti e aggressività, nemmeno a favore della mia tesi.

10. Anche il silenzio comunica
Quando la scelta migliore è tacere, taccio.






sinforosa castoro

venerdì 21 aprile 2017

Il buffone del re

Un re aveva al suo servizio un buffone di corte che gli riempiva le giornate di battute e scherzi. Un giorno, il re affidò al buffone il suo scettro dicendogli: «Tienilo tu, finché non troverai qualcuno più stupido di te: allora potrai regalarlo a lui».
Qualche anno dopo, il re si ammalò gravemente. Sentendo avvicinarsi la morte, chiamò il buffone, a cui in fondo si era affezionato, e gli disse:
«Parto per un lungo viaggio».
«Quando tornerai? Fra un mese?».
«No», rispose il re, «non tornerò mai più».
«E quali preparativi hai fatto per questa spedizione?», chiese il buffone. 
«Nessuno!», fu la triste risposta.
«Tu parti per sempre», disse il buffone, «e non ti sei preparato per niente? To', prendi lo scettro: ho trovato uno più stupido di me!».
Bruno Ferrero. Quaranta storie nel deserto. Elledici


State svegli dunque, perché non sapete né il giorno né l'ora, dice Gesù. Mt. 25,13. 



sinforosa castoro

giovedì 20 aprile 2017

Mio papà fuma le candele

Il discorso è quello del fumo; si è andati su questo argomento per puro caso. Ci sono mamme e papà che fumano, altri hanno nonni o fratelli e sorelle grandi. La conversazione verte sul danno che può causare il fumo, alcuni parlano di sigarette, altri di pipe o sigarette "finte" (elettroniche) o di sigarette "quelle grosse così" (toscani).
Salta su un bimbo: «Mio papà fuma».
«Ma no, sei sicuro?».
«Sì».
«E il tuo papà cosa fuma?».
«Le candele. Anche mia mamma».

 In questi frangenti ditemi voi come si fa a rimanere seri?  



sinforosa castoro

mercoledì 19 aprile 2017

La farfalla Pasqualina

La farfalla Pasqualina 
si risveglia la mattina
la mattina fa un voletto
fa un voletto sopra il tetto
sopra il tetto con la mamma
Pasqualina fa la nanna.





di sinforosa castoro

martedì 18 aprile 2017

L'altro è altro da me

Il post di Gus mi ha suscitato questa domanda.
Quali sono gli ingredienti per una buona e costruttiva relazione? Ovviamente le variabili sono infinite, ma, scava, scava, scava, ciò che è indispensabile è l'aver acquisito una certa maturità.
Sembra un ingredienti a portata di mano di tutti, ma è veramente così?

La maturità implica la capacità di accettare sé stessi, con i propri limiti e difetti, significa abituarsi a riflettere su sé stessi.
Significa pensare prima di agire (l'esatto opposto di ciò che fa il bambino, che prima agisce e poi pensa).
Significa essere in grado di guardarsi dentro, di mettere in discussione il proprio modo di essere, di pensare, di vedere le realtà quotidiane; non per niente secondo gli antichi filosofi della Grecia l'inizio della maturità era, appunto, la conoscenza di sé.
Chi non è in grado di compiere queste azioni difficilmente sarà capace di entrare in relazione con gli altri e portare avanti un rapporto sincero, trasparente, sereno, schietto e, soprattutto, costruttivo.

L'altro è altro da me. Solo se c'è questa consapevolezza c'è possibilità di condurre una sana relazione improntata al rispetto, al confronto e al dialogo reciproco.




sinforosa castoro

lunedì 17 aprile 2017

Cab Calloway. Minnie the moocher

Cabell Calloway III, o come tutti lo conosciamo Cab Calloway nasce a Rochester il 25 dicembre del 1907 e muore a Hockessin il 18 novembre del 1994. È stato un musicista, cantante e attore. Come non ricordare questo famosissimo pezzo cantato anche nel'indimenticabile film The Blues Brothers.




sinforosa castoro

sabato 15 aprile 2017

Quando si è conosciuto il dolore. Buona Pasqua

Quando si è conosciuto il dolore in tutte le sfumature più atroci, nelle angosce più varie, e si son tese le mani a Dio in mute strazianti implorazioni, in sommesse grida di aiuto; quando si è bevuto il fondo del calice e si è offerta a Dio, per giorni e per anni, la propria croce, confusa con la sua, che la valorizza divinamente, allora Dio ha pietà di noi e ci accoglie nella sua unione.
È il momento in cui, dopo aver esperimentato il valore unico del dolore, dopo aver creduto all'economia della croce ed averne visto gli effetti benefici, Dio mostra in forma più alta e nuova qualcosa che vale più ancora del dolore.
È l’amore agli altri in forma di misericordia, l’amore che fa allargare cuore e braccia ai miserabili, ai pezzenti, agli straziati dalla vita, ai peccatori pentiti.
Un amore che sa accogliere il prossimo sviato, amico, fratello o sconosciuto, e lo perdona infinite volte. L’amore che fa più festa a un peccatore che torna che a mille giusti, e presta a Dio intelligenza e beni per permettergli di dimostrare al figliol prodigo la felicità per il suo ritorno.
Un amore che non misura e non sarà misurato.
È una carità fiorita più abbondante, più universale, più concreta di quella che l’anima possedeva prima. Essa infatti sente nascere in sé sentimenti somiglianti a quelli di Gesù, avverte affiorare sulle sue labbra, per quanti incontra, le divine parole: «Ho misericordia di questa turba» (cfr. Matteo 15, 32). E intavola con tanti peccatori che vengono a lei, perché un po’ immagine di Cristo, colloqui simili a quelli rivolti un giorno da Gesù alla Maddalena, alla samaritana o all'adultera. La misericordia è l’ultima espressione della carità, quella che la compie. E la carità supera il dolore, perché esso è soltanto di questa vita, mentre l’amore perdura anche nell'altra.
Dio preferisce la misericordia al sacrificio.
 Chiara Lubich




Dopo il dolore e la sconfitta della croce, però, c'è la Risurrezione, ed è per l'eternità.
Buona Pasqua a tutti voi e a tutti coloro che vi sono cari e che incontrerete in questi giorni.

sinforosa castoro

venerdì 14 aprile 2017

Il Crocifisso, i crocifissi

Noi tutti eravamo sperduti come un gregge,
ognuno di noi seguiva la sua strada;
il Signore fece ricadere su di lui
l'iniquità di noi tutti.
Maltrattato, si lasciò umiliare
e non aprì la sua bocca;
era come agnello condotto al macello,
come pecora muta di fronte ai suoi tosatori,
e non aprì la sua bocca.
Isaia 53,6-7



In questo venerdì santo tanti sono ancora i crocifissi. Povero tesoro, e come lui tanti, purtroppo.

sinforosa castoro

giovedì 13 aprile 2017

Valore di un libro

Ieri, Patricia ha scritto un post davvero interessante. Penso che questa frase calzi a pennello.

Un libro ben scelto ti salva da qualsiasi cosa, persino da te stesso
Daniel Pennac




sinforosa castoro

mercoledì 12 aprile 2017

Aridità

Oggi, stasera, meglio, non ho nulla da condividere. Perché? Non ne ho la minima idea. Condivido questo: non ho nulla da condividere. Buona serata.                                                                                        
sinforosa castoro 

lunedì 10 aprile 2017

Buon compleanno maestra Anna

La mia maestra è proprio bella
come un sole, no, una stella.
Lei ci accoglie col sorriso
e radioso è il suo viso.
Lei sa fare mille cose:
raccontare e poi cantare, ballare e disegnare.
Ma una cosa più di tutte che la rende assai speciale
è che educa col cuore, perché i bimbi sa amare.



La maestra è quella in mezzo

La maestra è la quinta da sinistra
Tanti auguri maestra Anna
 da tutti i tuoi bambini e anche da me, e da noi tutte,
di cuore.
E voi, lettori, per favore, unitevi a noi.



di sinforosa castoro

domenica 9 aprile 2017

I trionfi dell'asinello


Sono l’asino che ho portato Gesù nel suo ingresso trionfale in Gerusalemme. Un giorno vennero due discepoli di Gesù e dissero al mio padrone: «Il Signore ne ha bisogno». Potete pensare la mia soddisfazione: il grande profeta sa che sono il migliore di tutti e ha scelto proprio me. Lui sì che se ne intende! Mi misero un pregevole mantello sul quale Gesù salì e poi al mio passaggio gettarono mantelli per terra e agitavano rami di palma. E io cominciai il mio viaggio trionfale: quanti applausi ricevetti.
Fu un successo che non avrei mai pensato di ricevere, ma che, tutto sommato, meritavo. Ora però son passati tanti anni da quel giorno, sono vecchio e stanco e ho capito che gli applausi non erano per me, ma per Lui. Che terribile abbaglio. Mi sono sembrato simile agli uomini che si illudono di contare perché ricevono elogi o regali, e allora si danno arie e pensano che tutto giri attorno a loro, dimenticando che ogni dono è provvisorio e viene dato per servire, per essere utili e soprattutto per portare il Signore agli altri. 

sinforosa castoro 

sabato 8 aprile 2017

Preludio. Parte terza

Come vento leggero
la profana sacralità dei magici culti
s'adagia nell'oblio incontrollato
delle acerbe carni.

Camminavo, passi lunghi e veloci
nelle bocche delle strette vie  sacchi neri
orli rovesciati dal tanfo invisibile
sorridevo
tutto scorreva su quella linea scura e piatta
aria fredda, cielo ermetico nell'alba invernale.

Vetrine addobbate ad alberi di Natale, 
vetrini colorati
maschere di faccia eternamente inespressive mi chiudevano lo stomaco
mentre l'esplosione della coscienza ticchettava
ripassavo nei corridoi della mente
ricercando affannosamente il senso della storia passata sopra me.

Ricadevo nell'amalgama di me e ne sfuggivo inorridita
grandi gocce blande varcavano faticosamente la soglia
le fredde guance bagnate
sola, 
tra la folla divertita, 
me ne andavo a passi lunghi e veloci
avevo bisogno di scrivere.


Leggi  la Parte seconda
di sinforosa castoro

venerdì 7 aprile 2017

Fine

TREDICESIMA STAZIONE:
Gesù è deposto dalla croce

QUATTORDICESIMA STAZIONE:
Gesù è deposto nel sepolcro


Tutto è compiuto, tutto è finito. Davanti alla tomba ci si sente smarriti, le domande che si affollano nella mente non trovano risposte, ci si sente attoniti, persi. 
Se il Signore non fosse risorto vana sarebbe la nostra fede, e anche la vita stessa, aggiungo io.



sinforosa castoro

giovedì 6 aprile 2017

Peggy e i germogli

Sinforosaaa, Sinforosaaa, ma dove sei?
«Peggy, arrivo».
«Vieni a vedere, Sinforosa, ci sono i fili d'erba nuovi. Vieniii, vieniii».
«Arrivo, un minuto, ma sei proprio senza pazienza».
«Guarda, Sinforosa!».



«Eh, lo so, Peggy, sono spuntati i germogli».
«Perché?».
Perché in primavera nascono tante piantine nuove ».




«Adesso devo entrare, Peggy, sto preparando la cena».
«Va bene».
«Ehi, rana, hai visto che bei germogli? Poi Sinforosa li mette nell'insalata».









sinforosa castoro

mercoledì 5 aprile 2017

Sono impressionabile

Salone, dopo pranzo. Lui ha cinque anni ed è un poco impressionabile. Arriva trafelato, dal bagno.
  «Maestra, dov'è Rossella? (la collaboratrice)».
«Non lo so, perché?»
Lui fa un profondo respiro e in tono agitato risponde: «In bagno, eh... ».
«Che cosa c'è in bagno?».
  «Una bambina dell'aula lilla ha il sangue sulla pancia».
Ci precipitiamo in bagno.
La bambina in questione è una quattrenne, che fa pipì e ha un un graffietto sulla pancia.



sinforosa castoro

domenica 2 aprile 2017

Vieni fuori

Con questa domenica si conclude la catechesi sul Battesimo.
  • Nella terza domenica di Quaresima il Vangelo ci indicava, in quell'acqua offerta alla Samaritana, l'acqua che toglie la sete, l'acqua che disseta. 
  • La settimana scorsa il Vangelo ci additava la guarigione del cieco nato , e colui che non vedeva ora vede. Lui è la Luce.
  •  In questa domenica, con la risurrezione di Lazzaro, la Parola del Vangelo ci ricorda che in Cristo c'è la vita eterna, offerta a tutti.
  • In quel "Lazzaro vieni fuori" c'è tutta la forza di Gesù che ci dona la possibilità di venir fuori da ogni nostra bruttura, tristezza, angoscia, dolore, sofferenza, delusione; unica condizione è l'avere fede in Lui.

sinforosa castoro

sabato 1 aprile 2017

Santa Maria Egiziaca

È nata nel IV secolo ad Alessandria d'Egitto e all'età di dodici anni fugge da casa. Vive elemosinando e prostituendosi.  All'età di ventinove anni si imbarca su una nave diretta in Terra Santa e arrivata a Gerusalemme partecipa alla festa dell'Esaltazione della croce al santo sepolcro. In quel momento una forza la trattiene e si rende conto di non essere degna di vedere la croce di Gesù. Convertitasi, va a vivere nel deserto oltre il Giordano e qui conduce una vita di stenti e penitenze per ben  quarantasette anni. Fu in quel deserto che il monaco Zosimo, monaco di un monastero palestinese in pellegrinaggio quaresimale, la incontra e le dà l'Eucaristia promettendole che sarebbe ritornato in quel luogo l'anno successivo. Quando l'anno seguente il monaco ritornò la trovò morta con indosso ancora il mantello che le aveva donato l'anno prima. Questo accadde intorno al 421. La tradizione vuole che la sua tomba sia stata scavata da un leone. Santa Maria Egiziaca è venerata dalla chiesa cattolica, ortodossa e copta e si festeggia il 2 aprile.


sinforosa castoro

venerdì 31 marzo 2017

Silenzio

DECIMA STAZIONE:
Gesù è spogliato delle vesti

UNDICESIMA STAZIONE:
Gesù è inchiodato sulla Croce

DODICESIMA STAZIONE:
Gesù muore sulla Croce

Gesù è spogliato dalle vesti, è inchiodato sulla croce e muore. Tutto è compiuto. Il Signore, nel cui nome ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra, è morto, morto come un malfattore qualunque e la Madre è lì, ai piedi della croce. Il silenzio cala sulla terra. Il Dio del mondo è morto.





sinforosa castoro

giovedì 30 marzo 2017

Buon compleanno CEE

«Bambini, sapete che sabato è stato il compleanno dell'Europa. Chi sa cosa vuole dire Europa?».
«Io no».
«Sì, è uno stato».
«Bravissimo, hai quasi indovinato.
«Bambini, l'Europa è un paese grande grande, formato da tanti paesi, tanti stati. Come si chiama dove viviamo noi? No, non la città, il nostro stato? Noi siamo in Ita...».
«Italia».
«Bravissimo. La città dove viviamo si trova in Italia e l'Italia si trova in Europa. Guardate su questo libro. Vedete quanti stati? Tutti questi paesi, stati, formano un Continente. È così che si chiama l'Europa, è un Continente e nel mondo ce ne sono cinque: America, Africa, Asia, Europa e Oceania. Dentro ai Continenti ci sono tanti... ».
«Stati».
«Bravissimi e dentro agli Stati ci sono tantissime... ?».
«Città».
«Bravissimi. Perché secondo voi l'Europa ha fatto il compleanno?».
«Perché ha cinque anni».
«No, no».
«Perché ha compiuto gli anni».
«No, bimbi, adesso ve lo dico. Tanti anni fa, alcuni signori che avevano studiato tanto e che avevano visto la guerra, perché tanti anni fa in Italia e in altri stati c'era la guerra. Allora, loro non volevano più vedere la guerra. La guerra è una cosa bella?».
«Nooo, e poi la guerra si spara».
«Certo, bambini, la guerra è bruttissima perché tante persone muoiono e poi la guerra distrugge tutto e, infatti, c'era tutto distrutto e allora quei signori hanno pensato che non si dovesse mai più fare la guerra e che se gli stati si fossero messi insieme sarebbe stato più bello e nessuno sarebbe più stato nemico di nessuno. A voi piace di più giocare da soli o con gli amici?».
«Con gli amici».
«Certo, con gli amici i giochi sono più belli».
«Io porto sempre gli animali e li do a loro».
«È vero, vi scambiate i giocattoli e i libri; loro hanno fatto lo stesso. All'inizio erano solo sei, gli stati che hanno fatto come un patto di amicizia, ma adesso sono così (e mostro loro le mani aperte e ripetute), sono tanti o pochi?».
«Tanti».
«È vero, e sabato, i signori che rappresentano tutti questi stati si sono ritrovati a Roma... ».
«Io sono andato a Roma, ho visto il Papa».
«Certo, sei andato quando eri piccolino, con la mamma e il papà. Bambini, Roma, che è una città grande e bellissima, è la città più importante dell'Italia, è la nostra capitale. Ogni stato ha la sua capitale. Allora, sabato, a Roma, sono arrivati i signori per ricordare quando quei signori, che adesso sono morti, perché sono passati tanti e tanti anni, hanno deciso di fare quel patto di amicizia e così hanno fatto una grande festa e hanno firmato un registro...».
«Come quello con su i nostri nomi».
«Sì, più o meno come quello e ognuno ha messo il proprio nome e ha detto che vuole continuare a stare insieme a tutti gli altri per fare tante cose belle per tutti gli abitanti dell'Europa e quindi anche per noi, vero?».
«Eh, sì, e poi hanno mangiato anche la torta».
«Sì, bambini, penso proprio che abbiano mangiato anche la torta. Sapete che la nostra città ha una bandiera... ».
«Sì, quella che è lì».
«Sì, proprio quella e anche l'Italia ha la bandiera»
«Sì quella che c'è fuori... ».
«È vero e fuori ce n'è un'altra... ».
«Quella con tutte le stelle».
«Proprio quella. Quella, bimbi,  è la bandiera dell'Europa, vi piace?».
«Sììì».
«Allora adesso facciamo una piccola bandiera dell'Europa anche noi»...
E il gioco incomincia.






sinforosa castoro

mercoledì 29 marzo 2017

Sole e nuvole

L'importante è avere il sole dentro, tanto le nuvole sono solo passeggere.
M. Gentilini




sinforosa castoro

martedì 28 marzo 2017

Primavera

Primavera che mi guardi da lassù
fra i tuoi raggi qualche goccia cade giù
sono gocce che profumano di sole
sono gocce che dissetano le viole
qualche stelo e fiorellino spunta già
sopra i prati e nelle aiuole di città.




di sinforosa castoro

lunedì 27 marzo 2017

La nonna di Marta è come la Francia

Lui ha cinque anni e da sempre ha un'aria un poco sognante, incantata. Mentre sta svolgendo la sua attività, si alza, mi si avvicina e mi dice:
«Sinforosa, sai che la Francia è come la nonna di Marta?».
«Ah, perché, la nonna di Marta è francese? Vuoi dire questo?».
Lui mi guarda stranito: «No! Perché si chiama Francia».
«Ah!».
E ritorna alla sua attività.



sinforosa castoro


domenica 26 marzo 2017

La campanellina

C'è una campanellina dai bei color
sbocciata stamattina sui prati in fior
un noioso calabron 
gira intorno e fa ron-ron
e la campanllina fa don-don-don
e la campanllina fa don-don-don.

E c'è un bel grilletto che nel passar
si ferma un momentino a curiosar
calabrone fa ron-ron
il grilletto fa cri-cri
e la campanellina fa din-din-din
e la campanellina fa din-din-din.

E c'è un bimbo brutto che nel passar
la bella campanella vuole schiacciar
via di qua fa il calabrone
il grilletto fa cri-cri
e la campanellina fa din-din-din
e la campanellina fa din-din-din.





Questa canzoncina, che piace tanto ai bambini, è cantata e mimata. 
Qualcuno se la ricorda?


sinforosa castoro

sabato 25 marzo 2017

Trattati di Roma 1957-2017

Oggi, nella sala degli Orazi e Curiazi, in Campidoglio, si sono ritrovati i capi di stato che fanno parte dell' Unione Europea in ricordo dei Trattati di Roma firmati nella stessa sala e in questo stesso giorno, 25 marzo, nel 1957. Allora i paesi erano solamente sei: Francia, Germania, Italia, Belgio, Olanda, Lussemburgo, oggi, in quella sala, erano molti di più. Il cammino è stato lungo sessant'anni e in sessant'anni tante cose sono cambiate e tante ne cambieranno nei prossimi anni.
Oggi, dalle parole udite prima delle firme, c'è stato un mix di celebrazione e futuro, un desiderio di rilancio verso il futuro di questa Unione Europea, vecchia e giovane di sessant'anni.
Il motto della giornata si può riassumere in muoviamoci e cominciamo a fare qualcosa insieme, cominciando da una unica difesa e dal rilancio della crescita e del lavoro.
Una piccola osservazione che vorrei evidenziare. Nella Costituzione europea, nata per sostituire, incorporare i vari trattati esistenti e per dare un assetto politico circa le sue istituzioni e competenze, non si è voluto fare accenno alle radici cristiane dell'intera Europa (ricordo il rammarico dell'allora papa Giovanni Paolo II). Ebbene, mi fa sorridere che la nascita della CEE sia avvenuta nel giorno dell'Annunciazione (25 marzo) e che la bandiera europea, formata da dodici stelle, sia stata definitivamente adottata l'8 dicembre 1955, festa dell'Immacolata Concezione .  Che Maria ci abbia messo il suo zampino? Eh... le donne, hanno strategie impensabili.




sinforosa castoro

venerdì 24 marzo 2017

Giustificati

SETTIMA STAZIONE:
 Gesù cade per la seconda volta

OTTAVA STAZIONE:
Gesù incontra le donne di Gerusalemme

NONA STAZIONE:
Gesù cade per la terza volta


In queste tre stazioni della Via Crucis vediamo Gesù stremato che cede sotto il peso della croce, ma, tuttavia, non la lascia. Chissà quanto gli sarà sembrato lungo quel tragitto che lo separavano dal luogo della fine del dolore, e mancavano ormai solo una cinquantina di passi per raggiungere la vetta del Calvario.
Gesù, nonostante la sofferenza fisica, psicologica e morale, ha la forza per consolare le donne che gli si fanno incontro e che piangono vedendo tale e tanto dolore. Le invita a riflettere sui peccati che sono la causa della passione.
È grazie al Suo dolore, alla Sua passione, che siamo stati giustificati.



sinforosa castoro

giovedì 23 marzo 2017

Fede-luce-tenebra

In un certo qual modo il post di oggi è strettamente legato a questo post, almeno per me.

La fede è un intreccio di luce e di tenebra: possiede abbastanza splendore per ammettere, abbastanza oscurità per rifiutare, abbastanza ragioni per obiettare, abbastanza luce per sopportare il buio che c’è in essa, abbastanza speranze per contrastare la disperazione, abbastanza amore per tollerare la sua solitudine e le sue mortificazioni. Se non avete che luce, vi limitate all'evidenza; se non avete che oscurità, siete immersi nell'ignoto. Solo la fede fa avanzare. Louis Evely (1910-1985)




sinforosa castoro

martedì 21 marzo 2017

Vita-luce

Un po' di sole, un po' di grigio, un momento si è nella luce, dopo qualche attimo ci si ritrova in ombra e immediatamente dopo in penombra. Gli occhi si adattano e anche la mente e l'anima a questi sbalzi di luci e ombre o no?
La vita è proprio un alternarsi di luci, ombre e penombre fino a toccare il buio, il buio più assoluto e anche a spalancare gli occhi, più che si può, con il buio pesto si barcolla e si avanza a tentoni. Il buio, denso, spesso, totale disorienta, confonde, turba, scombussola...  acceca, sì, acceca, tuttavia è allora che si inizia a riconoscere quelle che sono le sfumature della luce, della vita.




sinforosa castoro

lunedì 20 marzo 2017

Sfida 19 Fede

Era famoso il Romanzo in sei parole scritto da Hemingway per vincere una scommessa: «For sale: baby shoes, never worn» (Vendesi: scarpe per neonato, mai indossate).




Chi ha voglia di partecipare? Un racconto in tre parole con tema Fede
Questi sono i miei. Quali preferite?

Linfa di vita
Significato al vivere
Affidarsi con fiducia



sinforosa castoro


Vai a leggere anche la Sfida 18 e partecipa

sabato 18 marzo 2017

Padre, Giuseppe e papà

Domani sarà una domenica speciale, ben tre feste significative in una sola giornata: III° domenica di Quaresima, festa di san Giuseppe e festa del papà. In un certo qual modo queste feste sono collegate fra loro.
La Quaresima ci invita a moltiplicare preghiere, silenzio interiore, attenzioni verso chi ci è prossimo. San Giuseppe ci dimostra come questo sia possibile, poiché tutta la sua vita terrena fu orientata a compiere la volontà di Dio in completo abbandono alla Sua volontà e il papà, che sia ancora fra noi o già nella beatitudine, è un segno tangibile dell'amore del Padre celeste, o così dovrebbe essere.


O san Giuseppe, custode di Gesù, sposo castissimo di Maria, che hai trascorso la vita nell'adempimento perfetto del dovere, sostentando col lavoro delle mani la sacra Famiglia di Nazareth, proteggi propizio coloro che, fidenti, a te si rivolgono! 
Tu conosci le loro aspirazioni, le loro angustie, le loro speranze, ed essi a te ricorrono, perché sanno di trovare in te chi li capisce e protegge. 
Anche tu hai sperimentato la prova, la fatica, la stanchezza; ma, pure in mezzo alle preoccupazioni della vita materiale; il tuo animo, ricolmo della più profonda pace, esultò di gioia inenarrabile con l'intimità col Figlio di Dio, a te affidato, e con Maria, sua dolcissima madre. 
Comprendano i tuoi protetti che essi non sono soli nel loro lavoro, ma sappiano scoprire Gesù accanto a sé, accoglierlo con la grazia e custodirlo fedelmente, come tu hai fatto. E ottieni che in ogni famiglia, in ogni officina, in ogni laboratorio, ovunque un cristiano lavora, tutto sia santificato nella carità, nella pazienza, nella giustizia, nella ricerca del ben fare, affinché abbondanti discendano i doni della celeste predilezione. S. Giovanni XXIII

sinforosa castoro

venerdì 17 marzo 2017

Farsi prossimo

TERZA STAZIONE:
 Gesù cade la prima volta

QUARTA STAZIONE:
Gesù incontra sua Madre

QUINTA STAZIONE:
Gesù è aiutato da Simone di Cirene a portare la croce

SESTA STAZIONE:
La Veronica asciuga il volto di Gesù

Queste stazioni della Via Crucis ci mostrano il Figlio di Dio che cade sotto il peso della croce. Tanta è la sofferenza che Gesù prova che cadrà altre due volte, ma la sua sofferenza è pari pari a quella della Madre, che vede il Figlio così tanto sofferente.
Da sempre il dolore dei figli è il dolore delle madri stesse, e cosa non farebbero, le madri, per togliere ogni dolore ai figli.
In questo sofferto dolore, tuttavia, Gesù incontra coloro che gli tenderanno una mano, che si faranno suo prossimo.
Il dolore supportato è dolore addolcito. È un invito a farci prossimo verso il dolore altrui.


sinforosa castoro

giovedì 16 marzo 2017

Alternanza

È uno dei tanti giochi che facciamo a scuola: l'alternanza.
Si parte facendo una bella e lunga fila di bambini che si alternano: un piccolo, un grande, un piccolo, un grande...
Si continua con l'alternare una forma quadrata, una triangolare, una quadrata, una triangolare...
Per poi approdare sul foglio e alternare un fiore alto, uno basso, uno alto, uno basso e magari associare un determinato colore a quelli alti e un altro colore a quelli bassi.
Bravissimi





sinforosa castoro

mercoledì 15 marzo 2017

Il papà

In questi giorni nella scuola c'è fermento che ruota attorno alla figura del papà: conversazioni, disegni, ritratti, realizzazione di doni, poesie, filastrocche, canzoni e chi più ne ha...

Salone, ore 13.15. Loro cinque hanno tra i quattro e cinque anni e sono attorno a noi.
«Di' un po' a questa maestra che lavoro fa il tuo papà?».
«Aiuta la mamma».
«E il tuo?».
«L'architetto».
«e la mamma?» (che è insegnante).
«Lava i piatti».
«E il tuo papà?».
«Lavora sulla strada».
«E il tuo?».
«Non lo so».
«E il tuo?».
«Fa le pizze»... E si potrebbe andare avanti per un altro centinaio di volte, fra realtà e fantasie.






















sinforosa castoro

lunedì 13 marzo 2017

La gallina coccodé

La gallina coccodé
salta il fosso sai perché
salta il fosso la mattina
la mia tenera gallina.

La gallina coccodé
fa un ovetto sai perché
un ovetto ogni mattina
la mia tenera gallina.

La gallina coccodé
quando è sera vien da me
vien da me fino a mattina 
la mia tenera gallina.



di sinforosa castoro

domenica 12 marzo 2017

Ascoltatelo

Il Vangelo di questa domenica, Mt. 17,1-9, ci presenta la Trasfigurazione di Gesù sul monte Tabor.
  • Nella Sacra Scrittura i monti sono i luoghi della rivelazione. Come fu per Mosè sul Sinai, per Elia sull'Oreb, il Signore sul Tabor si trasfigura, anticipando ciò che sarà la sua, e nostra, vita dopo essere stato sfigurato dalla morte di croce.
  • La fede ci assicura che dopo la croce, che spetta a tutti, la nostra vita sarà trasfigurata.
  • La voce di Dio, che si ode sul monte, ci indica la via:  Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo». 
  • Ascoltare Gesù significa anzitutto fissare lo sguardo su di Lui per poi divenire ciò che si fissa.

Dalla rete

sinforosa castoro

sabato 11 marzo 2017

L'amore

Quando l'amore vi chiama seguitelo. Anche se le sue vie sono dure e scoscese. E quando le sue ali vi avvolgono, affidatevi a lui. Anche se la sua lama nascosta tra le piume potrebbe ferirvi. E quando vi parla, abbiate fiducia in lui. Anche se la sua voce può infrangere i vostri sogni come il vento del nord devasta un giardino. Perché l'amore come vi incorona, allo stesso modo può crocifiggervi. E come vi fa fiorire, allo stesso modo vi recide. Allo stesso modo in cui ascende alle vostre sommità e accarezza i vostri rami più teneri che fremono nel sole, così può scendere fino alle vostre radici e scuoterle fin dove si aggrappano alla terra.
Come covoni di grano vi raccoglie intorno a sè.
Vi batte fino a spogliarvi.
Vi setaccia per liberarvi dai vostri gusci.
Vi macina fino a ridurvi in farina.
Vi impasta rendendovi malleabili.
Poi vi affida alla sua sacra fiamma, per rendervi pane sacro per il sacro banchetto di Dio.
Tutto questo vi farà l'amore perché conosciate i segreti del vostro cuore, e perché in quella conoscenza diveniate un frammento del cuore della vita.
Ma se nella vostra paura dell'amore cercherete solo il piacere e la pace, allora meglio farete a coprire la vostra nudità e ad abbandonare l'aia dell'amore per il mondo senza stagioni dove potrete ridere, ma non tutte le vostre risate, e piangere, ma non tutte le vostre lacrime.
L'amore non dà nulla se non se stesso, e non prende che da se stesso.
L'amore non possiede, né può essere posseduto. Perché l'amore basta all'amore. E non potete pensare di comandare il cammino dell'amore: se vi trova degni, è lui a dirigere il vostro cammino. L'amore non ha altro desiderio che realizzare se stesso. 
Da Il Profeta di Gibran Khalil Gibran




sinforosa castoro

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