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sabato 8 luglio 2017

Riso e pianto

Gironzolando di qua e di là si leggono davvero dei bei post e proprio questi due post mi hanno suggerito una riflessione e una rilettura di due atteggiamenti comuni a molte persone: il sorriso e il pianto.
Patrica ci mette in guardia dal giudicare le apparenze: un sorriso è veramente tale o nasconde una sofferenza? Mentre Gus, in questo post, ci parla del pianto.
Andando un po' più a fondo e partendo dal pianto.
Seneca diceva che Non c'è motivo più grande per piangere del non poter piangere.

  • Il pianto stimola le endorfine nel cervello, ormoni che alleviano il dolore e donano pace e rilassamento.
  • Chi non teme di piangere è una persona certamente più libera da quei condizionamenti socio-culturali che indicano nel pianto un punto di debolezza. 
  • Chi piange è una persona che lascia libertà alle proprie emozioni, non le reprime, non le nasconde, non si vergogna di provare tristezza/paura/angoscia.
  • Col pianto il soggetto si mette a nudo. È un modo implicito per chiedere aiuto.
Il sorriso, invece, può essere davvero segno di serenità e benessere, ma anche di sofferenza trattenuta, di sofferenza mascherata per un senso di disagio, di pudore ed è ovvio che un sorriso del genere non farà altro che tenere alla larga coloro che invece potrebbero aiutare.
  •  C'è chi preferisce mascherare la propria sofferenza, il proprio disagio perché non riesce a individuare qual è il proprio disagio.
  •  C'è chi lo maschera per un senso di vergogna. (quante persone ancor oggi non vogliono far trapelare uno stato di depressione, di malessere psicologico).
  • C'è chi lo fa per non preoccupare i propri cari.
  • C'è chi sfugge al malessere caricandosi di lavoro e lavoro e lavoro. 
Tutti questi atteggiamenti non fanno che "coprire", "accantonare" le emozioni negative, che non scompaiono per magia da sole e che prima o poi vengono a galla, e allora bisognerà guardarle in faccia apertamente per poterle riconoscerle, accettarle e risolvere.
Vi rimando a questi post.






sinforosa castoro

14 commenti:

  1. Ottimo post Sinforosa.
    Hai detto verità inconfutabili.
    Piangere stanca ma alla fine fa sentire un po' meglio. Sorridere se di sorriso reale e sincero si tratta dà lo stesso risultato ma senza stancare.
    Purtroppo, però, al giorno d'oggi ci sono poche persone disposte a capire e ammettere che un'altra persona possa provare dolore. Manca troppo spesso la voglia di comprendere o almeno cercare di farlo. Mettersi nei panni altrui non è semplice ma buttare in un angolo il dolore di terzi e riderci sopra è da disgraziati.
    Eppure quanti sono a farlo? Quanti se ne fregano delle sofferenze atrui?
    A me è capitato di sentir dire: piange perchè ha il cancro (curabile per fortuna!) ma che pìange a fare? Tanto ormai per quello che le resa da vivere...
    Giuro che mi sono allontanata perchè non gliene avrei dee quattro ma gliene avrei date otto e anche di più.

    Ecco! Forse questo è anche uno dei motivi per cui a volte c'è chi sorride quando avrebbe voglia di disperarsi. Non per nascondere a se stessa la verità (l'amica in questione la conosceva benissimo) ma per non farsi prendere per i fondelli da un'insensibile (e sono buona a casa tua) di tale risma.

    Con gli anni e le esperienze di vita, molte triste e nient'affatto piacevoli, ho imparato che nessuno va giudicato a priori. Nessuno va giudicato punto e basta.
    Ciao stella, buon fine settimana

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    1. Altre sfaccettature dell'argomento, grazie per il contributo. Concordo: evitare giudizi.
      Buona calda serata.
      sinforosa

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  2. Dimenticavo! Grazie per la citazione! :*)

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    1. Grazie a te per lo spunto.
      Ciao ciao.
      sinforosa

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  3. Cara Sinforosa, una cosa molto interessante, il riso e il pianto!!!
    Che non a mai pianto non sa cosa vuol dire amare, e che ride è perché conosce la felicità, questo è quello che penso, io.
    Ciao e bon fine settimana con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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  4. Grazie Tomaso per le tue parole dirette, semplici e vere.
    Buona serata.
    sinforosa

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  5. Interessante il tuo post. Io sono una persona che sorride molto..per dovere al lavoro e per piacere nella vita privata. Mi piace vedere le persone sorridere. Piangere piango poco..solo quando sto davvero male. Buona serata

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  6. Grazie Francesca, quello che dici è vero; quanto si sorride per dovere!
    Grazie del tuo passaggio, ti aspetto ancora. Buona domenica.
    sinforosa

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  7. "Non c'è motivo più grande per piangere del non poter piangere".

    Vero. Io sono una vittima di questa situazione. E' un processo chimico bloccato dalla ragione. Inoltre, basta qualche lacrima e mi scoppia un terribile mal di testa.

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    1. Dovresti riuscire a sbloccare quella ragione che la fa da padrona.
      Buona domenica, Gus.
      sinforosa

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  8. Perdonami ma il tuo post sembra sottolineare soprattutto il sorriso finto, quello per nascondere, quello fasullo, quello che mimetizza sofferenza.
    Sicuramente è un aspetto, ma c'è tanta gente che sorride davvero. Sorride perché il sorriso è un'arma micidiale, la migliore.
    Ed è la stessa gente che piange serenamente quando si commuove, quando ne ha bisogno.
    Sorrisi e lacrime esistono. C'è anche ipocrisia attorno a loro, come chi ne fa uso smodato come Veltroni nel suo ultimo film. La realtà è che dovremmo farne molto più uso. Siamo tutti troppo legati nel nostro mondo, timorosi di offrire segni di debolezza, di resa. Dovremmo essere più naturali. Come siamo stati creati, e non come avremmo voluto essere stati creati, dal Dio a nostra immagine che veneriamo.

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  9. Grazie mille Franco per questo ulteriore contributo all' argomento. Concordo, dovremmo sbloccarci ed essere più, io direi, come i bambini che, generalmente, non tutti, purtroppo , piangono e ridono ogni volta che sentono sorgere in loro queste due naturalissime emozioni.
    Buona giornata.
    sinforosa

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    1. Ecco.. come i bambini. E non c'è nulla di più lontano dal bambino che un uomo adulto.

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