mercoledì 4 febbraio 2026

Santa Giuseppina Bakitha

Bakhita, nome datole dai suoi rapitori, che significa fortunata, nasce nel Sudan intorno al 1869 in una bella famiglia con tanti fratelli e sorelle. 
I negrieri la rapiscono all'età di sette-otto anni e la fanno camminare per giorni allontanandola sempre più dal suo paese. 
La vendono come schiava a una ricca famiglia dove la piccola viene maltrattata. Altri padroni comprano la bambina che la fanno lavorare duramente, picchiandola e facendole subire tremendi supplizi e crudeli tatuaggi.
Finalmente nel 1882, a Kartum, viene comprata dal console italiano Callisto Legnani, un uomo buono che non la percuote e non la punisce. Nel 1885 il Console viene richiamato in Italia e porta con sé anche Bakhita, che ha ormai quindici anni. Ma ancora una volta Bakhita cambia padrone perché la bambina dell’amico del Console Legnani, Augusto Michieli, la vuole per sé. Bakitha viene "regalata" e si trasferisce in Veneto dove fa da bambinaia a Mimmina la figlia di Micheli. 
Quando la famiglia Micheli si sposta sul Mar Rosso, Mimmina e Bakhita vengono affidate alle Suore Canossiane dell'Istituto dei Catecumeni di Venezia. A quel tempo Bakhita non conosce la fede cristiana. Ed è qui, nell'Istituto Canossiano, che Bakhita chiede e ottiene di conoscere quel Dio che fin da bambina sentiva in cuore senza sapere chi fosse. Così a vent’anni decide di diventare cristiana cattolica. Matura il desiderio di rimanere per sempre in Italia e farsi suora, chiedendo di essere battezzata e ammessa tra le suore canossiane.
Dopo una disputa con i padroni che non vogliono lasciarla libera, Bakhita, grazie all’intervento del cardinale di Venezia che si appella al procuratore del re, il 29 settembre 1889 viene dichiarata libera cittadina italiana. 
Bakhita riceve il Battesimo e diventa suora con il nome di Giuseppina e svolge umili mansioni presso il Convento delle Canossiane a Schio (Vicenza).
Gli inizi sono difficili poiché la gente ha timore della sua pelle nera. Poi, grazie alla sua bontà e alla sua fede suor Giuseppina è amata da tutti. 
Bakhita è considerata un esempio di perdono e conversione, avendo descritto la sua dolorosa esperienza come la via che l'ha portata alla fede cristiana.
Bakitha muore l'8 febbraio del 1947 dopo aver rivissuto nell'agonia la  crudeltà della schiavitù. Per cinquant'anni ha ricoperto compiti umili e semplici offerti con generosità e semplicità. Proclamata patrona d'Africa e Santa il 1 ottobre 2000 da San Giovanni Paolo II, la sua memoria si celebra l'8 febbraio.

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sinforosa castoro

8 commenti:

  1. Interesting story. I've heard Bakhita's story before. A unique person...
    Sinfo, I salute you!

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    1. Thank you for your attention. Yes, like all of us, the lives of the saints are unique and unrepeatable.
      sinforosa

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  2. Una vita drammatica! Trovo estremamente crudele che sia stata allontanata dai suoi cari, venduta e comprata da più persone, fino ad arrivare dalle Suore Canossiane di Venezia ! Ecco è la patrona dell'Africa, non lo sapevo! Ciao cara.

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    1. È proprio vero che le vie di Dio sono infinite, leggendo la vita di questa santa non si può che vedere la mano di Dio che, nonostante la sua vita tribolata, l'ha condotta fino alla santità. Ciao Mirtillo, buona giornata e grazie. Un abbraccio.
      sinforosa

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  3. bellissima storia quella di Giuseppina: sono molto legato a questa santa!!!

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    1. Pensa che invece io non la conoscevo nei dettagli. Grazie Luigi, buona serata.
      sinforosa

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  4. Ciao Sinforosa, anni fa era andata in onda una bella serie su questa Santa, che mi aveva permesso di conoscerla per la prima volta... buona giornata :-)

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    1. Me la sono persa, peccato. Grazie a te e buona serata.
      sinforosa

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