Giusto vive ai tempi degli imperatori Diocleziano e Massimiano.
Noto a Trieste per la sua carità verso i poveri è denunciato da alcuni suoi concittadini perché cristiano. Secondo la legge di Roma il giudice ha l'obbligo di verificare di persona l'accusa.
Giusto viene convocato nello studio del magistrato e invitato a sacrificare agli dei di Roma, secondo l’ordine imperiale che impone a tutti i cristiani di testimoniare la propria fedeltà al sovrano (anzi, ai quattro sovrani) sacrificando agli dei di Roma, tra i quali Diocleziano, che colloca ormai anche sé stesso.
Davanti al fermo rifiuto del futuro santo, il magistrato lo fa rinchiudere in carcere affinché rifletta. Giusto rimane fermo sulle sue decisioni: non si piegherà mai agli dei. Subisce così la tortura e Manazio lo condanna a morte per annegamento.
Giusto è gettato in mare davanti a Trieste legato a pesi che lo trascinano subito in fondo. Ma poi i legami si sciolgono e il corpo del martire riemerge finendo sulla spiaggia. Accorrono un sacerdote e un gruppo di cristiani, che rendono le estreme cure alla salma e poi le danno sepoltura vicino al luogo del ritrovamento.
Martirizzato intorno al 290-303, Giusto è sepolto nella cattedrale costruita in cima al colle dove precedentemente era un tempio dedicato alla Triade capitolina, Giove, Giunone e Minerva.
La sua memoria è il 2 novembre.
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Grazie per queste notizie su S. Giusto da Trieste. Ti auguro un buon mese di Novembre.
RispondiEliminaAn interesting post. I read it with interest.
RispondiEliminaSinfo, greetings to you! I wish you a good, pleasant new week!