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sabato 14 febbraio 2026

Una persona consapevole non espone tutta la sua vita sui social

Perché oggigiorno c'è l'esigenza di rendere pubblico ogni aspetto della vita? Vedo genitori che rendono pubbliche le varie fasi di crescita dei figli e per pubblico intendo che rendono palese aspetti che fino a ieri erano strettamente personali e che oggi sono date in pasto, forse inconsapevolmente, al mondo intero. E questo vale per ogni fase ed episodio della vita: dal grembo materno alla morte, dal compleanno all'anniversario, dal diventare maggiorenni alla laurea. Un susseguirsi di fatti, eventi tutti resi pubblici a tutti, ma perché? Che bisogno c'è? Persino "i morti" oggigiorno vanno in rete, con tutto lo stuolo di commenti sul sito delle onoranze funebri. Fortunatamente ci sono ancora onoranze funebri che fanno dell'ultimo saluto al congiunto defunto un aspetto privato e non social, così come fortunatamente ognuno di noi può scegliere di mantenere una stretta privacy nonostante sia "social".

Dalla rete
Io correggerei la frase in questo modo
UNA PERSONA CONSAPEVOLE NON ESPONE TUTTA LA SUA VITA SUI SOCIAL

sinforosa castoro


36 commenti:

  1. Questo è il motivo per cui preferisco il blog ai social.
    Il blog ha un ritmo tutto suo, le cose che scrivi non sono veloci ma meditate e soprattutto è solo una piccola parte di noi quella che andiamo a "svelare"

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    1. Premesso che anche il Blog è un social e che ciascuno fa come meglio crede (la mia non vuole essere una critica ma solamente uno spunto di riflessione, ci mancherebbe), mi domando cosa spinge una persona a dire tutto di sé, a mettere in pubblico tutto ciò che fa parte del suo privato. Tutto ciò che fa, che vive, che vede viene pubblicato. Tutte le persone che fanno parte della sua vita (soprattutto se si tratta di minori) sono rese palesi. Senza parlare di foto di sé e dei propri familiari che spopolano in ogni dove: nascite, matrimoni, feste, compleanni, successi, insuccessi. Un vero diario quotidiano reso pubblico. È così per la stragrande maggioranza di persone che usano i social e dei servizi social, prendiamone atto.
      Ciao Stefania, grazie per il tuo contributo. Buona serata.
      sinforosa

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  2. Me lo chiedo anch'io, e su di me e come sto sui social ho riflettuto molto negli ultimi anni. Magari molte cose, in passato, le condividevo perché dieci, quindici anni fa i social erano ambienti diversi. Ma oggi? Oggi anch'io trovo insensato e pericoloso sovraesporsi così e mettere in piazza anche gli altri, magari chi non può decidere, come appunto bambini piccoli o defunti. Assurdo.

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    1. Concordo pienamente con il tuo pensiero: è insensato e assurdo, e per i minori e per coloro che non hanno autorizzato a finire sui social è anche irrispettoso. Cautela dovrebbe essere la parola d’ordine quando si tratta di social, qualunque sia, cominciando da wathsapp fino all’AI. Saluti belli e buon domenica.
      sinforosa

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  3. Uma pessoa conscienciosa nem deveria usar as redes sociais. Por isso prefiro ser um personagem de HQ. rsrsrsrs

    FELIZ VALENTINE'S DAY!

    Nova tirinha publicada. 😺

    Abraços 🐾 Garfield Tirinhas Oficial.

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    1. E você tem razão, Garfield. Mesmo que eu não use quadrinhos, não existe, e nunca existirá, nada na internet (fotos ou dados sensíveis) sobre mim.
      Bom domingo. Abraços.
      sinforosa

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  4. Non mi piacciono i social media. Li uso solo quando devo fare gli auguri a qualcuno per il suo compleanno o per una festività. Non condivido nulla dei miei figli o nipoti sui miei blog.

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    1. Il problema non sono i social in sè bensì l'uso che se ne fa. Una persona può utilizzarli e mantenere ugualmente la propria privacy e quella dei propri cari. Certo ci vuole costante attenzione alle parole, immagini e tutto ciò che si pubblica, cosa che non molti fanno.
      Personalmente ho poche regole semplici che seguo da quando sono in rete per tutelare "la vera vita".
      Buona domenica Irina
      sinforosa

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  5. L'esigenza di rendere pubblici e di condividere aspetti della propria vita esiste da sempre, da ben prima che arrivassero i social media, ed è prevalentemente di natura psicologica. Il problema è che con l'avvento di internet e dei social questa esigenza ha raggiunto livelli preoccupanti. Una volta la condivisione di ogni aspetto della vita era limitata ai familiari, agli amici, ai colleghi, a qualche conoscente e tutto finiva lì. Oggi la platea è potenzialmente infinita e richiederebbe prudenza e consapevolezza relativamente alla potenzialità dei social media, prudenza e consapevolezza che molti, purtroppo, non hanno.
    Oggi, rispetto a una volta, quando la condivisione era più limitata e ristretta, tutto è diventato istantaneo, globale e persistente: una foto, un post o un video rimangono online e possono essere visti da chiunque, spesso per anni. C'è anche un discorso di pressione sociale che è aumentata: tutti "raccontano tutto" e ci si sente spinti a fare lo stesso. I meccanismi di like, condivisione e commento incentivano la pubblicazione costante, creando un ciclo quasi automatico di sovraesposizione.
    Quindi la differenza principale è la scala, la rapidità e la pressione sociale. La tendenza a voler mostrare sé stessi esiste da sempre, ma i social l’hanno amplificata.
    È uscito recentemente un libro molto interessante che affronta proprio questi argomenti: L'era della dopamina. Lo consiglio a chi vuole approfondire queste tematiche.
    Ciao sinforosa.

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    1. Grazie Andrea, sia per la segnalazione del libro che per le tue parole che fanno una lettura puntuale della situazione attuale di questo fenomeno. Una volta c'era il diario personale, molti di questi diari erano dotati addirittura di un lucchetto, oggi il diario personale è di dominio pubblico globale. Forse coloro che utilizzano la rete come fosse un album fotografico di famiglia non si rendono conto di cosa significhi davvero pubblicare foto, video, dati sensibili alla mercé del mondo intero. È preoccupante. Grazie e buona domenica Andrea
      sinforosa

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  6. Buongiorno Sinforosa. Comprendo il tuo pensiero. Non è mai piaciuta, anche a me, tanta sovraesposizione del proprio vivere. Molto dipende dalle circostanze, dalle motivazioni personali e tanto altro. Credo, però, che ormai ci sia più consapevolezza. Sempre meno persone raccontano tutto di sé. Almeno mi è parso così. Forse, quelli più a rischio sono i giovanissimi. Però hai fatto bene a scriverne. Perché in tanti non comprendono ancora quanto sia pericoloso esporsi tanto. Ciao carissima.

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    1. Cara Pia, penso soprattutto ai minori e a chi non desidera apparire sui vari social e che invece viene catapultato in rete anche a sua insaputa.
      Sui vari social vedo genitori che pubblicano ogni attimo della vita dei figli. Persone che pubblicano ogni frazione della propria vita, felice o sofferente che sia. È troppo e troppo poco discusso questo fenomeno che invade la privacy di chi non ha dato consenso a tutto questo. Dopodiché ognuno sceglie cosa condividere di sè e della propria vita. Grazie cara, buona domenica.
      sinforosa

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  7. Grazie per questo post che condivido .Credo che si confonda il senso di libertà propria con quella di chi per motivi anagrafici non può ancora scegliere per conto suo.Se non erro la soglia del consenso digitale è fissata a 14 anni. Sotto questa fascia di età un bambino non ha la capacità giuridica e la consapevolezza mentale di vendere i propri dati personali alle piattaforme. Quando un genitore espone il proprio figlio sui social non sta estendendo la libertà del figlio, ma sta tecnicamente autorizzando lo sfruttamento commerciale della sua identità prima che lui possa capirne il valore. Con tutto quello poi che succede anche dietro una foto innocua di un bambino ,io sarei seriamente preoccupata.

    Buona serata

    L.

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    1. Purtroppo c'è scarsa consapevolezza di questi potenti mezzi di comunicazione che sono i social e li si usa con estrema leggerezza. Grazie L. per il tuo contributo. Buona serata.
      sinforosa

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  8. In my opinion, not everything in life is for sale or made public. Greetings!

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    1. Sono assolutamente d'accordo. Ciao Anna, buona serata.
      sinforosa

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  9. Sono d'accordo con te e aggiungo che non mi piacciono affatto neanche i programmi televisivi in cui si mettono in piazza i fatti propri. Ti abbraccio.

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    1. È vero, e quanti programmi televisivi sono basati sul mettere in piazza la propria vita. Ma lì, sotto sotto, forse, c'e un desiderio di visibilità, di poter dire "sono stato in quel tal programma", come se questo fosse un valore aggiunto alla propria vita. Sono tante le sfaccettature di questo fenomeno, dobbiamo prenderne atto e cercare di fare scelte "adulte e responsabili ". Ciao Rosa, grazie e buona settimana. Un abbraccio.
      sinforosa

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  10. Ho postato un saluto a mia moglie sul blog. Con piena consapevolezza, senza pruderie o protagonismi fuori luogo. Un omaggio su un mezzo che spesso l'ha vista protagonista di vita in comune.
    Ovvio ci sono spesso utilizzi sconsiderati dei social. Soprattutto riguardo i minori.

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    1. Anche qui ti porgo le mie più sentite condoglianze. Penso di sapere esattamente come stai vivendo questo momento di immenso dolore. È un dolore che purtroppo è tanto più grande quanto più è l'amore per la persona che ci ha lasciato. È una sofferenza inspiegabile a parole e senza confini.
      Come dici bene tu ci sono persone che purtroppo non hanno consapevolezza "dell'oceano infido" che è la rete e la utizzano con troppa spontaneità e superficiità. Un abbraccio Franco. Grazie.
      sinforosa

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  11. Perfettamente d'accordo Per scelta non metto immagini, ma spesso parlo di me nel blog, confidando nell'anonimato. Per me raccontare è terapeutico, ma mai quando invade ambiti strettamente personali, propri e altrui.

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    1. Ciao Dolcezze, è ovvio che ogni nostro post, su questa piattaforma o su altre, parli e racconti di noi, delle nostre sensibilità, preferenze, in definitiva di ciò che siamo. Ma un conto è farlo nella modalità che dici, altro è consegnare alla rete nomi, date, immagini, cronaca di vita quotidiana, che oltretutto oltre a ledere la propria privacy e quella di altri e dopo essere stata visionata - in pratica può raggiungere il mondo intero - rimane in rete per sempre: a che pro? Grazie per il tuo contributo. Buona giornata.
      sinforosa

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  12. Io amo la privacy, difficilmente espongo la mia vita privata.
    Sereno giorno.

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    1. E dal mio punto di vista fai benissimo. Saluti belli Cavaliere.
      sinforosa

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  13. sono sempre stata una persona molto riservata e non ho mai capito il bisogno che hanno alcuni di mettere in piazza la loro vita attimo per attimo , coinvolgendo anche amici parenti ecc…a loro insaputa. E’ come darsi in pasto e dare in pasto senza alcun rispetto .
    baci
    eos

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    1. Presumo che tali persone non siano consapevoli del danno che fanno a sè stesse e ai propri cari. Grazie Eos. Buona serata.
      sinforosa

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  14. Ciao Sinfo. Ho letto il post e ti do ragione. Ormai non si riesce più a tener privato nulla sui social ed è ben per questo che li ho un po' mollati da tempo. Entro ogni tanto per pubblicare qualche post che riguardano i miei blog e basta. Meglio così, mi sento molto più libera e tranquilla. Ti lascio un saluto e un sorriso. 🌹

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    1. Ciao Vivì, che bello risentirti. Sì, ci sono alcune piattaforme social che sono veri e propri diari online dove la privacy è completamente sparita. Personalmente non amo questo genere di comunicazione. Grazie, buona giornata e un abbraccio grande.
      sinforosa

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  15. Gli individui che per apparire rendono pubbliche le cose che non confesserebbero nemmeno ai loro familiari, mi fanno solo pena.
    Buon weekend, un abbraccio
    enrico

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    1. Si, c’è anche quell’aspetto assolutamente assurdo. Ciao Enrico buona domenica a te. Un abbraccio.
      sinforosa

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  16. Io sono sempre stata contraria all'esposizione della propria vita sui social , non sono neanche interessata a ciò che di privato pubblicano gli altri. Mi sembra un modo per cercare di mostrare solo il bello di se stessi , per ingelosire gli altri, ma, a me, sembra , una cosa meschina. I fatti, le foto privati , devono restare privati. Vacanze, cene... ma a me cosa interessa ??!! Idem per i defunti , altra cosa squallida, il dolore va vissuto in privato , non sui social !! Ciao carissima.

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    1. Secondo me molti pubblicano la loro vita privata in automatico, senza pensare assolutamente alle conseguenze di quell’atto.
      Si va in un luogo non per vederlo ma per fare uno scatto e metterlo sui social.
      Si va in giro e la preoccupazione è fare selfie su selfie per pubblicarli. Tutti gli aspetti della propria vita sono ormai orientati alla pubblicazione, da quando si è nel ventre materno fino a quando si finisce nel ventre della terra. Si spera in un po’ più di consapevolezza da parte di tutti. Buona notte Mirtillo. Grazie.
      sinforosa

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  17. Ci penso spesso anche io. Mi sembra molto sbagliato mettere in mostra la tua vita in questo modo. La mamma rimane incinta e lo informa già in tutto il mondo. In precedenza era un sacramento, il bambino era protetto da occhi estranei. E ora anche le immagini dagli ultrasuoni possono essere esposte su Internet. Tutto intorno è una fiera di vanità solida. È triste...

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    1. Scusami Julia, mi stavo dimenticando del tuo commento, che condivido appieno, soprattutto quando ci sono di mezzo bambini e persone che non vogliono e non desiderano raccontare in rete aspetti privati della loro vita: date, immagini, eventi...
      Un abbraccio e grazie.
      sinforosa

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  18. Io penso sia smania di protagonismo. Certi argomenti che magari non vengono trattati nemmeno in ambito familiare, sono “sputtanati” in Rete in cerca di consensi.
    Buona giornata, un abbraccio
    enrico

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    Risposte
    1. Chissà! Di sicuro costoro non hanno assolutamente idea in che mani consegnano i loro fatti personali. Ciao Enrico, grazie e buona giornata.
      sinforosa

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