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mercoledì 28 settembre 2016

Tutto ciò che riesci a immaginare è reale o no

Questo è un Post che ha fatto riflettere molti lettori. I loro interventi sono stati davvero puntuali nella loro diversità. Ivana, tuttavia, mi ha dato lo spunto per una riflessione ulteriore. Ivana dice: Virtuale? Reale? Qualunque cosa, idea, colore, emozione riesci a immaginare è reale. 
Questa sua affermazione, mi ha ricordato questa frase presa da un conosciutissimo libro:

"«Mi dica un'ultima cosa» chiese Harry. «È vero? O sta succedendo dentro la mia testa?».
Silente gli sorrise e la sua voce risuonò alta e forte nelle orecchie di Harry anche se la nebbiolina luminosa stava calando di nuovo e nascondeva la sua sagoma.
«Certo che sta succedendo dentro la tua testa, Harry. Ma perché diavolo dovrebbe voler dire che non è vero?».". J.K.Rowling Harry Potter e i doni della morte

E a voi, questa affermazione cosa vi dice?


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sinforosa castoro

martedì 27 settembre 2016

Fiaba. Favola

Spesso si parla di fiaba e favola indistintamente come se fossero la stessa cosa. In realtà i due generi letterari si differenziano nonostante l'etimologia delle due parole sia identica: fabula.
Quali sono le caratteristiche dell'una e dell'altra?

  • La Fiaba è una narrazione di origine popolare, di solito in prosa e che ha come protagonisti personaggi fantastici come maghi, streghe, fate, giganti, orchi e quant'altro. 
  • La Fiaba non ha una collocazione precisa: i luoghi sono remoti e vaghi.
  • Nella Fiaba i personaggi sono buoni o malvagi, furbi o sciocchi, difficilmente c'è la via di mezzo. 
  • Nella Fiaba l'apoteosi finale è sempre a lieto fine e la morale è sottintesa, mai esplicita.

  • La Favola è una narrazione in prova o in versi i cui protagonisti sono animali antropomorfi (che hanno caratteristiche umane: parlano, ragionano...) o oggetti inanimati che interagiscono con i protagonisti.
  • La Favola ha una collocazione spaziale e gli avvenimenti succedono in ambienti reali.
  • Nella Favola i personaggi non hanno caratteristiche magiche.
  • Nella Favola la morale è sempre esplicita, anche sotto forma di proverbio. 
Continua...


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sinforosa castoro

domenica 25 settembre 2016

Il ricco epulone

C'era un uomo ricco, che vestiva di porpora e di bisso e tutti i giorni banchettava lautamente.
Un mendicante, di nome Lazzaro, giaceva alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi di quello che cadeva dalla mensa del ricco. Perfino i cani venivano a leccare le sue piaghe.
Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno di Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando nell'inferno tra i tormenti, levò gli occhi e vide di lontano Abramo e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: «Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell'acqua la punta del dito e bagnarmi la lingua, perché questa fiamma mi tortura». 
Ma Abramo rispose: «Figlio, ricordati che hai ricevuto i tuoi beni durante la vita e Lazzaro parimenti i suoi mali; ora invece lui è consolato e tu sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stabilito un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi non possono, né di costì si può attraversare fino a noi». E quegli replicò: «Allora, Padre, ti prego di mandarlo a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca, perché non vengano anch'essi in questo luogo di tormento». Ma Abramo rispose: «Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro».
E lui: «No, padre Abramo, ma se qualcuno dai morti andrà da loro, si ravvederanno».
Abramo rispose: «Se non ascoltano Mosè e i Profeti, neanche se uno risuscitasse dai morti saranno persuasi». Lc 16,19-31

  • Il povero ha un nome: Lazzaro. Il ricco non ha nome.
  • Il povero è lo stesso Gesù, che, povero e piagato, sta alla porta a lesinare le nostre briciole di amore.
  • Il povero è anche colui che bussa ogni giorno alla porta del nostro cuore per lesinare una briciola di pane o di amore.
  • Tre righe per descrivere la vita di questo mondo e tutte le altre per descrivere la vita dell'altro mondo.
  • La vita di questo mondo è importante, sicuramente, anche perché ne abbiamo solo una, ma non deve diventare il fine della nostra vita bensì il mezzo per guadagnare quella che non finisce, quella eterna.
  • Il ricco chiede ad Abramo di mandare Lazzaro ad avvertire i fratelli perché si convertano.
  • La vera fede non si alimenta di sensazionalità (miracolo) o di paura (paura della condanna, dell'inferno). La vera fede si alimenta di amore, amore al Signore e al fratello.

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sinforosa castoro

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