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martedì 31 ottobre 2017

La maestra più carina che c'era in tutta la scuola, la mia maestra

Oggi avevo in mente un post su halloween: storia, usanze, ricette e invece... Invece il commento di un caro lettore, il poliedrico e un poco folle (mi perdonerà) Vincenzo Iacoponi autore di un bellissimo blog che vi invito a visitare, mi ha fatto cambiare idea. Il suo commento al post di ieri è così bello, sincero, diretto che mi ha fatto un piacere immenso e con me, scommetto, tutte le maestre che avranno la fortuna di leggerlo. Le sue parole sono davvero vere per la stragrande maggioranza di noi maestre e dei nostri ex-alunni, ex-alunne, perché l'affetto, l'amore che si instaura fra maestra e bambino/a è autentico e come tale attraversa il tempo.
Potrebbe diventare un Manifesto intitolato: Le Maestre dell'infanzia.
Grazie mille, Vincenzo, anche a nome di tutte le maestre del mondo

"Invidio te, Sinfo, come invidiai mia cognata e adesso mia figlia e le mie due nipoti. Perché fate il mestiere più bello del mondo. Educatrici di marmocchi. Poi i marmocchi crescono, diventano uomini e donne, le maestre invecchino, ma i marmocchi quando capita loro di incontrare la maestra tornano bambini innocenti per quell'attimo, quei cinque minuti che sempre vorrebbero prolungare all'infinito. Ho visto la mia maestra cogli occhi lucidi mentre mi guardava grande e grosso come ero diventato ed io la vedevo ancora così giovane e carinissima "la maestra più carina che c'era in tutta la scuola", la mia maestra.
Non sono potuto andare ad accompagnarla nel suo ultimo viaggio, ma quando vado a casa porto sempre un mazzetto di fiori sul suo ultimo indirizzo.
È ancora carina adesso dentro di me
". Iacoponi Vincenzo




sinforosa castoro



giovedì 17 agosto 2017

Il mio luogo dell'anima

In questi giorni in cui le immagini dei media ci mostrano persone che vengono vendute all'asta come fossero bestie, immagini che richiamano alla mente antichi mostruosi ricordi di una storia che non sembra ancora passata, il commento di Maris a questo post mi sembra il più esauriente possibie.
Grazie Maris per questa tua bella riflessione che sottoscrivo appieno a cui aggiungerei solo che fra venti, trent'anni sono convinta che anche queste remore cadranno.
Con questo penso che si possa ritenere concluso un argomento che si è rincorso di post in post. 
Grazie a tutti.
 .............................
Cara Sinforosa, ho letto ciò che hanno scritto nei commenti precedenti e percepisco quel timore che ho in cuore io stessa: cioè la grande differenza dettata dalla fede religiosa.
Non si tratta di colore della pelle o di usanze e tradizioni in generale. Quelle diversità lì sono un'occasione per fare esperienze nuove, conoscere, far tesoro di ciò che c'è di nuovo e inusuale per noi in ogni singola nazione dello stesso continente o in ogni razza se si parla di altri continenti.
Purtroppo ci sono cose legate al credo religoso, invece, che sono totalmente fuori dall'ottica di chi ha a cuore anche solo i più basilari diritti civili e umani. Gli estremismi in genere (non solo in campo religoso) mi fanno paura. E c'è poco da fare: gli integralisti islamici sono quelli che spaventano di più. Credo che ci siano musulmani che sono ottime persone, non tutti sono estremisti è ovvio. Ma di fondo la mentalità è davvero troppo lontana da quella che possiamo accettare o che almeno io sento che potrei accettare, sia in prima persona sia come madre.
Ti dirò comunque che se per assurdo non fossi già sposata e dovessi scegliere io se formare una coppia con un musulmano forse potrei valutare la cosa, perchè starei scegliendo per me stessa, ma sento che se capitasse a uno dei miei figli (specie la femminuccia) avrei cento volte più difficoltà ad accettarlo perchè non vorrei mai accadesse loro di trovarsi in una situazione così complicata e delicata.
Lo scambio interculturale e anche interreligoso sento che sia possibile molto più a livello di amicizia, perchè non implica un coinvolgimento totale come nel caso di matrimonio o convivenza che sia.
Comprendo che l'apertura è necessaria perchè il mondo sta cambiando e i confini si fanno sempre più labili, quindi è giusto dare e avere possibilità di viaggiare, lavorare, vivere esperienze di scambio su più piani. Ma per l'unione di due persone, per la formazione di una famiglia è tutto molto molto più complicato.
L'amore non ha un solo colore della pelle, questo lo so e lo credo: ma se oltre al colore è diversa anche l'idea di libertà, reciproco rispetto e uguale dignità tra uomo e donna dettata da cultura e religione, allora no...non vedo possibilità.
Spero di aver reso l'idea di ciò che ho in cuore sull'argomento, non è facile mettere su carta sensazioni e pensieri con tante sfumature. Il rischio di fare discriminazione è dietro l'angolo, lo so e mi rattrista perchè non voglio farlo. Ma i timori ci sono, ecco. Perdona la lunghezza del commento, davvero eccessiva.
Un caro saluto, buona giornata.



sinforosa castoro

lunedì 18 luglio 2016

Poster

Grazie di cuore a TE per gli auguri e per il "poster": bellissimo.
Consiglio. Visitate questo sito





sinforosa castoro

venerdì 8 luglio 2016

Devozione

Piemonte. Aprile 1944, la guerra incombe. Una mamma, con il suo piccolo stretto fra le braccia, cerca di raggiungere la casa della madre e delle sorelle. Per farlo deve percorrere una collina, alture di sant'Anna di Avagnina, dove c’è un accampamento di partigiani. A un tratto un aereo, a bassa quota, inizia a mitragliare l’accampamento. La mamma si getta in un rigagnolo, proteggendo col suo corpo il piccolino e incomincia a pregare sant'Anna: 
«Proteggi il mio bambino. Proteggi il mio bambino». 
Molti saranno i morti e i feriti, ma la mamma col suo bimbo sono salvi.
Fortuna? Destino? Il caso? Chissà! Ma quella donna, quella mamma, in quella salvezza, vede la mano di Dio che, attraverso sant'Anna invocata con fiducia perseverante, salva la sua vita e soprattutto quella del suo bambino neonato. Questa è un fatto vero accaduto sessantadue anni fa e come questo tanti ce ne sarebbero da raccontare. E questa è anche testimonianza di una fede antica e granitica, la fede dei nostri padri, dei nostri nonni e che oggi, purtroppo, va via via dissolvendosi. Quella donna, quella mamma, si chiamava Maria (n.b. la figlia di sant'Anna era Maria santissima) ed era la nonna (e quel bimbo neonato il padre) di una cara lettrice che ha voluto condividere con me, e con tutti voi, questa favola-vera a lieto fine. Valeria, la lettrice, prosegue nel dirci che da quel giorno sant'Anna diventa l'Angelo Custode della sua famiglia e la santa non mancherà, anche in seguito, di elargire grazie su grazie a questa famiglia devota a lei. 
Grazie Valeria da parte di tutti noi e che sant'Anna interceda, per tutti noi.



Santuario sant'Anna di Vinadio. m. 2010






sinforosa castoro

lunedì 25 gennaio 2016

Scandali

Ho ricevuto una mail di un lettore che mi rimprovera di non parlare mai dei difetti degli uomini di chiesa, e della chiesa, ma solamente dei pregi degli uni e dell'altra. Il lettore vuole rimanere anonimo e io rispetto questo suo desiderio, tuttavia mi sento di rispondere pubblicamente perché quello che dico a lui, magari, può rispondere anche a perplessità di altri lettori.

Caro lettore, non ho mai pubblicato post che esaltano i pregi degli uomini di chiesa. Semmai ho pubblicato post sulla Sacra Scrittura, sui documenti della Chiesa e su alcuni santi.
A ogni modo, venendo alla tua domanda. Anch'io, come penso tutti i cristiani, sono dispiaciuta per i peccati degli uomini di chiesa - peccati di oggi e di ieri - dico dispiaciuta, mai scandalizzata, perché anche l'uomo di chiesa è un essere umano proprio come me e te e quindi peccatore. Quanti papà e mamme di famiglia tradiscono il sacramento del matrimonio eppure il loro "peccato" passa quasi inosservato. Io penso che i Sacramenti siano tutti della medesima importanza davanti a Dio. Anzi, mentre il prete può avere la dispensa dalla Chiesa e ritornare allo stato laicale, il Sacramento del matrimonio è indissolubile, tranne in casi eccezionali per il quale si può ottenere l'annullamento. Allora, cerchiamo di non notare la pagliuzza nell'occhio del fratello e non vedere, invece, la trave che alberga nel nostro occhio. Insomma, anziché scandalizzarci (come dici tu) preghiamo per i nostri e altrui peccati e perdoniamo, sempre, tutti, cominciando a perdonare noi stessi, perché il Signore lo fa.
Ciao e grazie.


sinforosa castoro

martedì 11 agosto 2015

5 domande a Sinforosa

Una cara amica di Blog, che vuole rimanere anonima "... perché non voglio che pensano che sono curiosa" - a proposito, cara amica, la curiosità non è peccato - mi pone cinque domande e mi chiede se me la sento di rispondere. Perché no!
1 Sinforosa, nei tuoi articoli parli spesso di Dio, ma che posto ha nella tua vita?
2 Da maestra di scuola materna, dacci una fotografia dei bambini.
3 Quali sono le tue letture preferite?
4 Quali sono i tuoi hobby preferiti?
5 Quali sono i tuoi luoghi preferiti?

Allora, cara amica, cerco di risponderti e di essere sintetica per non annoiare i lettori.

Sinforosa, nei tuoi articoli parli spesso di Dio, ma che posto ha nella tua vita?
Come dici bene tu, in molti dei miei post salta fuori il legame che sento di avere con Dio, che nel mio caso specifico è il Dio dei cristiani e cioè il Dio trinitario, che è Padre, Figlio e Spirito Santo. Dico questo perché molti cristiani fanno del cristianesimo una specie di Woodstok (pace-amore-libertà), come del resto si fa con certi santi. In realtà il Signore è esigente, altroché! Ci esorta a essere "santi come Dio è santo", ci interpella dicendoci "O siete con me o contro di me", ci comanda "amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi" e lui è morto per noi, ci invita a perdonare, sempre. In una parola o si è apostoli o apostati, non ci sono mezze misure.
Mi domandi che posto ha nella mia vita. In verità posso dire, senza mezzi termini, che il Signore è il fil rouge di tutta la mia esistenza - anche se non si finisce mai di diventare cristiani - e che quindi è inevitabile farlo trasparire in ciò che penso, vivo e... scrivo. So che questo non a tutti i lettori garba, così come è nella vita vera, ma questo è.
Da maestra di scuola materna, dacci una fotografia dei bambini.
Fondamentalmente i bambini e le bambine sono sempre "uguali" nei loro bisogni, manifestazioni, spontaneità, creatività. Tuttavia negli ultimi anni, non si può che constatare che è sempre più difficile gestire questi bambini, perché alla base c'è una errata gestione da parte dei genitori. Non dimentichiamo che sempre più bambini sono figli di coppie separate o divorziate, di coppie in difficoltà economiche, lavorative. Sempre più bambini, fin dai primi mesi di vita, sono affidati alle istituzioni, magari dalle 7.30 del mattino alle 18 o 19 di sera; in famiglia ci stanno poco e niente, i genitori non hanno tempo, a fine giornata sono tesi, preoccupati. Senza colpevolizzare nessuno, mancherebbe altro, anche perché vale molto più la qualità del tempo passato con un bambino che la quantità, i genitori, tuttavia, dovrebbero comprendere, ancor più oggi, che il loro compito è ancor più prezioso e urgente per l'educazione e la crescita dei propri figli. Nessuna istituzione, anche quella più organizzata e "buona" può sostituire una mamma e un papà. I bambini hanno bisogno delle attenzioni, del dialogo, "di fare cose" insieme a mamma e papà, più che degli oggetti che mamma e papà regalano loro, magari quotidianamente. E poi c'è bisogno che mamma e papà sappiano dire dei bei NO, senza sentirsi in colpa, senza tornare indietro. Certo, non con la violenza o l'autorità, tipica di anni fa, ma con estrema autorevolezza e fermezza. Anzi, dirò di più, i bambini hanno bisogno di sentirsi "contenuti" e cioè di sentire che gli adulti che gli stanno intorno diano loro dei limiti. Questo li fa sentire sicuri e protetti.
Quali sono le tue letture preferite?
Quand'ero giovane ero più selettiva. Preferivo le cosiddette "letture impegnate". Col passare degli anni sono diventata onnivora, leggo di tutto. Prima di dormire, però, mi butto su letture leggere, per non appesantire il sonno.
Quali sono i tuoi hobby preferiti?
Mi diletto un po' in tante cose: leggere, scrivere, cucinare, dipingere, suonare la chitarra, ascoltare musica, uncinetto, maglia, cucito, découpage, creare oggetti. Per farla breve, non so stare con le mani in mano, ma, sia chiaro, sono una frana in tutte queste cose.
Quali sono i tuoi luoghi preferiti?
Quand'ero giovane ogni luogo mi andava bene. Col passare degli anni, che dire, non saprei rinunciare all'alta montagna, ma anche al movimento e al caos della città. Il mare lo preferisco in inverno, mentre il viaggio inteso come andare o in luoghi lontani o in luoghi inesplorati anche se a portata di mano mi crea in po' di ansia, anche se so già, ancor prima di partire, che sarà una esperienza fantastica, perché viaggiare allarga gli orizzonti. Ma il luogo in assoluto preferito è la mia casa.






sinforosa castoro

giovedì 4 dicembre 2014

La mia collega parte seconda

Cara Maestra Maria nel tuo scritto ho percepito non solo la sofferenza e l'insofferenza che racconti, ma anche una specie di rimpianto per quella tua collega che fu. È probabile che gli anni passati nella scuola - oggi sono davvero tanti, quarantadue e più - ed eventuali problemi personali, uniti a un carattere già "suscettibile", come tu descrivi, abbiamo cambiato in peggio quella persona che tu hai sempre considerato anche amica. Certo sei stata molto paziente nel cercare di dare un'immagine positiva anche quando positiva non era, poi, è naturale, si soccombe. Purtroppo, di persone come quella tua collega ce ne sono tantissime e in ogni ambiente lavorativo, e questo, inevitabilmente, condiziona tutto l'andamento del lavoro. In ambito scolastico poi è ancora peggio, perché i bambini, come dice bene una lettrice in risposta al post, assorbono gli umori degli adulti, e quando questi sono di rivalsa, invidia, rabbia, scontentezza perenne, non possono che fare male, ma la psicologia ci viene in aiuto nel dare un nome a questi sintomi; forse quella tua collega dovrebbe farsi aiutare da qualche specialista nell'affrontare i suoi problemi e magari risolverli, perché, non dimentichiamolo, la prima a star male penso proprio sia stata lei. Ritornando al discorso, la scuola è un po' come una famiglia e la coppia delle insegnanti diventa un punto di riferimento importante per i bambini. Quanto più c'è serenità e collaborazione fra le insegnanti, tanto più i bambini respirano un'aria positiva, serena. Ora, sono contenta per te e per la vostra scuola, pare che la nuova collega abbia spazzato via tutte le nebbie e il sole brilli di nuovo su di voi, a volte basta davvero poco. Auguro a te e alle tue colleghe tanti anni gioiosi in compagnia dei vostri bambini. Mi raccomando, vieni ancora a trovarmi e raccontaci, se vuoi.

  
sinforosa castoro

lunedì 1 dicembre 2014

La mia collega

Cari lettori, che ne dite?
Carissima Sinforosa, 
ho letto il tuo post e mi piace, come quello precedente, tuttavia non è sempre facile. Io sono una maestra come te e per anni ho avuto una collega che ho sempre considerato anche amica. Non so se a lei ho dato qualcosa, lei certamente mi ha dato molto, all'inizio però, poi mano mano gli anni passavano era diventata sempre più scontenta, polemica. In verità queste caratteristiche le aveva sempre manifestate, ma io cercavo di farle "cambiare discorso" e allora ci si divertiva e si era capaci anche di ridere. Gli ultimi anni invece sono stati molto, molto faticosi. Iniziava già dal mattino ad avercela col mondo intero: con il vestito della collega, col modo di parlare della collega, col modo di fare della collega, con l'attività che faceva la collega, con gli addobbi delle aule che faceva la collega, con la realizzazione delle feste che organizzavano le colleghe, con i regalini per mamma e papà fatti fare dalle colleghe, col comportamento della collega quando... Insomma, ogni parola, azione, atteggiamento era da lei criticato e giudicato, chissà perché, sempre negativamente. Io cercavo di prendere le difese di questa o quella collega dicendo che ognuno ha il diritto di fare, parlare e pensare come vuole, ma queste mie parole erano il pretesto per mandarla su tutte le furie e il bello è che a quel punto andavo anch'io su tutte le furie. Lei mi mandava letteralmente fuori dei gangheri. Le critiche, ovviamente, erano anche per me. Ero addirittura arrivata a inibire gli atteggiamenti spontanei di affetto dei bambini nei miei confronti per non irritarla. Qualche anno fa è andata in pensione e, nonostante tutto, ero preoccupata: chissà come sarebbe stato con la nuova collega? Ebbene, la nuova collega mi ha fatto rinascere. E’ una collega, gioiosa, attiva, positiva, con lei si può parlare liberamente e in serenità, non c’è bisogno di calibrare le parole, non si rischia di essere fraintesi e buttare in piedi una discussione infinita. Insomma, in classe, ma anche nella scuola – a detta di tutte le colleghe – si respira un’aria leggera. Si comunica, si scherza, si collabora, si fa a gara nell'apprezzare le doti altrui. Ho rivisto la collega in pensione e mi ha chiesto come andava. Nonostante sapessi già la sua reazione, non ho voluto negarle che la collega è veramente in gamba. Come da copione lei ha cominciato a lanciare critiche a me, alla collega, alla scuola. Pazienza, non glielo detto per offenderla, ma solo per rispondere liberamente alla sua domanda. Ciao Maestra Sinforosa 
Maestra Maria su Fare spazio all'altro
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sinforosa castoro

sabato 16 agosto 2014

Il Mito di Dedalo e Icaro ai bambini di cinque anni?

Una collega mi ha lasciato un commento su un post su Dedalo e Icaro chiedendomi come faccio a farmi ascoltare dai bambini, soprattutto con una storia così lunga.
Allora, anzitutto devo ammettere che io amo molto parlare con i bambini. Molto probabilmente è una cosa che fanno tutte le maestre, ma spesso, molte, troppe maestre, parlano quando devono "spiegare" un lavoro, che poi i bambini dovranno realizzare - che sia una scheda o un attività grafico- pittorico logica -, ma per il resto della giornata "il parlare con i bambini" spesso si riduce al richiamo, all'invito, al comando, alla lettura di qualche storia ecc.
Quando io ammetto di parlare molto con i bambini intendo il raccontarmi, l'ascoltarli e il portarli a ragionare sulle cose dette e ascoltate, oltre tutte quelle occasioni di cui detto sopra .
Sembrano cose ovvie, ma se facciamo un attento esame di coscienza, colleghe, non tutte noi maestre lo facciamo come modus vivendi o sbaglio?  
Il parlare, ascoltare e ragionare, innesca una serie di comportamenti fra allievo e insegnante, che, a mio parere, stanno alla base dell'ascolto, della comprensione di un testo, della capacità di saper rispondere e addirittura della capacità di saper ripetere autonomamente una storia ascoltata; quello che poi alla Primaria si chiama il riassunto.
Tutti noi sappiamo raccontare una fiaba o favola breve, ma quando c'è di mezzo un libro intero le cose possono complicarsi un po'. Per quanto mi riguarda, io, difficilmente leggo integralmente un testo, perché, ovviamente, i bambini si stancherebbero, anche se leggere alcuni spezzoni direttamente dal libro mi permette di chiarire ai bimbi il significato di parole a loro sconosciute e di cui loro sono ghiottissimi. Ecco allora l'importanza di leggere anteprima il libro in modo di coniugare la lettura e il racconto per ravvivare man mano l'attenzione dei bambini.
Finito il "pezzo" stabilito per quel giorno, ma anche durante il "pezzo" stabilito, ecco affiorare domande, considerazioni, ragionamenti sui personaggi, sulle scelte dei personaggi, sulla storia e chi più ne ha più ne metta. Io utilizzo sempre un caro vecchio registratore, per non perdermi nulla di quelle suggestioni linguistiche, e ciò che viene fuori è semplicemente strabiliante, per bambini di quell'età.
Poi, è ovvio, c'è il dopo-racconto, con tutte quelle attività didattiche che noi maestre conosciamo così bene. 
E qui, tutte noi siamo davvero maestre:
Attività creative- manipolative: Illustrazioni grafico-pittoriche-plastiche. Realizzazione di cartelloni che illustrano la storia in sequenze temporali. Realizzazione del nostro libro personale della storia.
Risposte a domande precise: Chi è il protagonista? Chi è l'antagonista? Quando si svolge la storia? Dove si svolge la storia? Cosa ci insegna la storia? Come si conclude la storia?
Giochi emotivi: In quale personaggio vorresti trasformarti? Cosa avresti fatto tu al suo posto?
Giochi di pre-scrittura e pre-lettura: Le parole della storia. Riconoscimento delle parole e/o lettere uguali. Accoppiamo la parola alla figura corrispondente.
Giochi linguistici: Inventiamo le rime. Inventiamo una filastrocca. Inventiamo un finale diverso, alla storia.
Giochi logici-spazio-temporali: Dettati logici spazio-temporali e... molto, molto altro ancora.
Cara collega spero di esserti stata di aiuto.
Se ti interessa ho raccontato anche Pinocchio, integralmente. Lo trovi nell'etichetta Pinocchio ecc.








Copertine dei libri realizzati dai bimbi di anni 5.
sinforosa castoro

giovedì 29 maggio 2014

Cosa succede ai figli quando papà è lontano?

Cara Valeria il tuo commento al mio post mi è piaciuto così tanto che ne ho fatto un post, perché sono convinta che ci sono tante famiglie che vivono la tua stessa situazione, per motivi di lavoro o per altri motivi, certo, ma sta di fatto che i bambini e le bambine hanno bisogno della vicinanza di tutti e due i genitori, non c'è niente da fare.
Diamo voce a chi vuole offrirci una testimonianza al riguardo, perché ogni vissuto arricchisce chi lo riceve
Ciao Valeria e grazie per lo spunto
sinforosa


Quando mio marito per motivi di lavoro sta giorni e giorni a lavorare fuori, la mia bambina soffre tantissimo, tutte le volte che lo sente al telefono si commuove e piange, dorme con me nel lettone e al posto del papà ci mette un peluche a forma di cavallino, "perché così sento il calore di papà", mi ha detto.
Eppure qui da noi il lavoro è sempre meno e ci troviamo ad accettare lavori in Francia. Bella la filastrocca, che mi ha toccato molto e mi ha permesso di raccontarti questo particolare della mia vita
ciao Valeria


La mia mamma e il mio papà che sorridono (E. A.)

Valeria è una cara lettrice che contribuisce, insieme agli altri lettori, ad arricchire questo mio spazio virtuale.
Vi consiglio di visitare il suo bellissimo blog.

sinforosa castoro

venerdì 23 maggio 2014

Tommaso il cane ficcanaso

Una lettrice, Patricia Moll, del bel blog: http://hermioneat.blogspot.it, mi invia questa bella filastrocca della sua bambina ormai ventiquattrenne. 
Grazie mille Patricia e grazie anche a te Valeria.

Tommaso, il cane ficcanaso,
metteva il naso dappertutto.
Un giorno, tornando dalla spesa,
la mamma ha messo un pacchetto 
con sopra un bel fiocchetto.
Tommaso l'ha guardato
poi ha annusato.
Eccì! Ecci! 
Chi ha messo il pepe lì?




sinforosa castoro

giovedì 27 febbraio 2014

La maestra Sinforosa

In rete si fanno incontri, perché la rete, come la vita, è un luogo, seppur virtuale, dove dietro a ogni firma, a ogni parola, ogni proposta, ogni immagine c'è una persona vera, tutto un mondo, vero. La rete, quindi, è un mezzo - e non un fine - per comunicare, sorridere, magari piangere e, perché no, diventare amici. Amici di rete, appunto.
Patricia è un'amica di rete e proprio l'altro giorno ha dedicato ai miei bambini e alla loro maestra, la sottoscritta, una filastrocca bellissima che ho gradito infinitamente. Grazie mille Patricia.
Ve la propongo con i consueti meravigliosi disegni dei miei bambini che mi ritraggono in loro compagnia e vi rimando al blog di Patricia: http://hermioneat.blogspot.it

La maestra sinforosa
C'è una maestra allegra e briosa
che di nome fa Sinforosa
Al mattino dalla finestra
aspetta i suoi bimbi "Ciao maestra"
Lei li prende tutti per mano
in un girotondo che porta lontano
poi stanchi si gettan per terra
viva la pace abbasso la guerra
e tutti insieme cantano in coro
chi trova un amico trova un tesoro
Poi la pappa la nanna e il disegno
e un foglio bianco diventa un regno.
Con la fantasia fan case e bambini
lupi mansueti e bei gattini.
Disegnano il sole e tutte le stelle
così non pensano alle marachelle.
Ma dietro ad ogni storia c'è una morale
questo va bene e questo fa male
E alla fine della giornata
pure la maestra sorride beata.
I suoi bambini sono contenti
e hanno imparato il nome dei denti
i suoi bambini sono felici
han fatto il mare pieno di alici
I suoi bambini usano l'italiano con gusto
e danno ad ogni cosa il nome giusto
Sanno però che non si fa lo sgambetto
dopo aver litigato con l'amichetto
Sanno che le mani servono per le carezze
mangiare scrivere e sollevare le tazze
e non si usano per fare a botte
perché quelle son cose brutte.
Myrtilla



sinforosa castoro

sabato 22 febbraio 2014

La maestra Laura mi scrive

Ho ricevuto un commento da una collega che si firma Maestra Laura. Mi pone domande interessanti, non solo per lei, penso, ma anche per altri lettori che magari si chiedono le stesse cose. Vorrei dare una risposta esauriente nella speranza che la Maestra Laura si rifaccia viva


Cara Sinforosa sono una maestra di scuola d'infanzia e sono rimasta un po' male nel vedere che nel tuo blog non proponi lavoretti o schede. Io visito spesso blog di insegnanti, per avere idee nuove, ma nel tuo blog non trovo tutto questo, come mai? Forse non trovi utile questo genere di materiale? Alcune canzoncine che hai postato le conosco anch'io... Maestra Laura su 
Anonimo
alle 16.52
Cara collega
anzitutto mi fa tanto piacere averti nel mio piccolo spazio.
Dunque, da come puoi leggere nel sottotitolo del blog, il mio non è un blog sulla scuola dell'infanzia e questo lo metto ben in chiaro cosicché una persona che si affaccia su SINFOROSA CASTORO sa già cosa può trovare. Lo dico a chiare lettere anche nel mio profilo, quando avviso i lettori che Sinforosa Castoro non è uno dei tanti, ma tanti, bellissimi blog sulla scuola dell'infanzia.
Detto questo, cara Laura, i lavoretti e le schede, che molti altri bellissimi blog propongono, è vero, da me, forse, non ne troverai molti, per non dire mai, non perché non apprezzi tale genere di attività, tutt'altro. I "lavoretti" e le cosiddette schede le utilizzo anch'io, ogni tanto, però.
Io preferisco di gran lunga far lavorare i bambini e le bambine con le loro stesse capacità, nel senso che le schede le "costruiscono" loro, i lavoretti, poi, sono piccoli doni magari sghembi ma fatti completamente da loro. Vedi, per Natale, Pasqua, la Festa del papà e della mamma, vedo colleghe affaccendarsi per creare lavoretti ad hoc, ma quello che realizzano i bimbi è davvero poco o niente.
No no, se un dono deve essere, molto meglio un semplicissimo e imperfetto lavoro fatto da mani di bambino che un dono bello e perfetto fatto dall'insegnante, almeno io la vedo così.
Ti prometto, però, che mostrerò un po' di più i lavoretti che realizzano i miei bambini.
Un'altra cosa vorrei farti presente, nella mia sezione mi occupo principalmente di attività linguistiche, creative e drammatiche, oltre che logiche, sicché abituo e "alleno" i bambini e bambine a ragionare, parlare, comunicare, considerare, riflettere, tutte cose, queste, che hanno poco a che fare con schede già precostituite, pur belle che siano.
Per i quatrenni e cinquenni, per esempio, utilizzo molto i dettati a carattere topologico-spaziale oltre che temporale e quindi via libera a racconti in sequenze temporali, a dettati sui concetti spaziali e logici: vicino-lontano, in alto, in basso, di lato, chiuso, aperto, sopra sotto e così via.
Spero di aver risposto esaurientemente alle tue domande e, mi raccomando, fatti sentire ancora e magari raccontami qualcosa di te, ne sarei felice.
Ciao















sinforosa castoro 

lunedì 20 gennaio 2014

Ma, a scuola si fa catechismo?

Un lettore o lettrice mi ha lasciato un commento al post Nasce Gesù: Ma a scuola si fa catechismo? Mi domanda.
Rispondo con piacere a questa domanda e spero di chiarire anche ad altri lettori cosa si intende per Insegnamento della Religione Cattolica nella scuola pubblica.
L'ora di religione nella scuola dell'infanzia, come in ogni altro ordine di scuola, non mira alla preparazione dei bambini ai sacramenti dell'iniziazione cristiana, questo, semmai, è il compito del catechismo che si svolge in parrocchia e in primis in famiglia.
L'insegnamento della religione cattolica, a scuola, ha uno scopo ben preciso: portare i bambini, fin dalla più tenera età, e i ragazzi, alla conoscenza e alla bellezza della fede in Gesù Cristo, evidenziando il rapporto di questa fede con  le altre discipline scolastiche e con la vita di tutti i giorni.
È ovvio che si rende necessario anche far conoscere ai bambini, tenendo conto della loro età, alcuni contenuti della Bibbia e nello specifico dei Vangeli (la vita di Gesù, Maria e Giuseppe, parabole, miracoli...), la vita dei santi e della Chiesa.
È vero, i contenuti sono simili a quelli trattati nel catechismo, ma l'approccio è, e deve essere, totalmente diverso. L'insegnamento scolastico si  propone di evidenziare, con serietà e competenza, la bellezza del messaggio cristiano per far sì che i bambini, e i ragazzi poi, possano sentirsi liberi di scegliere se continuare o no coltivare questa conoscenza.
Caro lettore o lettrice spero di aver risposto esaurientemente alla tua perplessità.



sinforosa castoro

sabato 28 dicembre 2013

Mio marito se ne va

In questo clima di festa, ho ricevuto un messaggio da una lettrice (che vuole rimanere anonima, ma che mi chiede di parlare del suo caso) che mi informa che in questi giorni, mentre lei si trova dai parenti con i figli, suo marito sta facendo le valigie per trasferirsi nella nuova casa, un piccolo appartamento arredato alla bell'e meglio, trovato dopo parecchie ricerche e che rientra nel suo budget, perché i due si sono separati.
"I miei figli maggiori sembra che abbiano capito, ma la piccola!...".
Già, la piccola, che a soli quattro anni si sente dire che mamma e papà non vanno più d'accordo e così il papà se ne va in un'altra casa ma che lei potrà andare a trovarlo e lui, il papà, verrà senz'altro a trovarla nella casa di famiglia. Ma che dolore!
Cara amica, penso di capire che cosa passa nel tuo cuore di sposa e di mamma e proprio in questi giorni in cui in tutto il mondo, reale e virtuale, tutti si scambiano auguri di buone feste. Se siete arrivati a questo punto, come mi racconti, è perché le hai provate tutte, ma tutte e questo dovrebbe darti un senso di sollievo.
Ora i tuoi-vostri figli hanno ancora più bisogno di tutta l'attenzione, la delicatezza e l'amore... vostro, sì perché in ogni caso voi rimanete i genitori di questi figli e anche il loro padre, nonostante gli errori commessi, rimane a tutti gli effetti il loro padre, non dimenticarlo mai, anche se ti risulterà difficile attuarlo, soprattutto nei primi tempi.
Al rientro delle vacanze di Natale troverete la casa un po' più vuota. I figli grandi, anche se ti danno l'impressione di aver capito, avranno tuttavia bisogno di adattarsi alla nuova situazione, avranno bisogno di tempo e di rimuginare su tutta la vicenda; sii paziente, con loro. La "piccola" farà domande su domande, vorrà il suo papà, e tu dovrai saper far fronte a tutto.
Cerca l'aiuto anche in quello che era tuo marito e magari di una persona che sappia supportare con te i pesi gravosi che la situazione richiede, penso a uno psicologo. Non vergognarti di chiedere aiuto ad amiche, colleghe e parenti disposti ad ascoltarti. E per ultimo, ma non per importanza, chiedi aiuto anche nella preghiera. Non so se tu sei donna di fede, tuttavia, credimi, la preghiera aiuta, dona forza e speranza. Sappi chiedere il dono della sapienza e del discernimento, in ambito parrocchiale ci sono associazioni predisposte a trattare problemi legati a una separazione; non esitare a contattarle.
Fatti forza, mi raccomando.
Un abbraccio a te e un caro saluto ai tuoi figli.

sinforosa castoro

giovedì 29 agosto 2013

Sono depressa

Oggi è decisamente una giornata NO. Nel giro di poche ore mi son sorte un mucchio di paure che mi riportano a un tempo non troppo lontano. Ti ricordi come sono stata male? Un male profondo che rasentava il non senso verso tutto ciò che facevo e che dovevo fare. Se a questo poi aggiungo gli attacchi di panico provati allora, puoi ben capire di cosa sto parlando (anche se sono convinta che chi non ha mai provato simili sofferenze faccia fatica a comprendere). Ecco, ho il timore-terrore che la storia possa ripetersi. Perché?
Forse perché ho in vista delle novità sul lavoro e in famiglia che mi creano paura, incognite, ansia. Nuovi colleghi, nuovi incarichi, mio marito che se ne andrà per un po' di tempo all'estero e quei figli (che già allora erano rimasti disorientati da quel mio atteggiamento nuovo e inconsueto; ma come? la loro super-mamma-efficientissima che aveva paura persino ad andare a fare la spesa nel solito negozio sotto-casa) che non voglio più far preoccupare a causa mia. Chi non ha vissuto queste realtà non ha idea del potere che ha la mente, un potere immenso, potente e prepotente, un potere che sconvolge ogni singola fibra del tuo corpo, sì, perché in quei frangenti, ricordo benissimo, anche il mio organismo andava in tilt: tachicardia, mancamenti, fiato corto, disturbi gastrici, intestinali, terrore di poter morire lì su i due piedi e consapevolezza che nessuno, ma nessuno, dico, può venire in tuo aiuto, credimi, è terrore, allo stato puro. Oddio! Non farmici pensare... 

È solo un pezzo di lettera che una cara amica mi ha spedito con tanto di busta e francobollo, mi ha lasciata di stucco, senza parole. Datemi una mano.


sinforosa castoro

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