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mercoledì 23 settembre 2020

Andersen

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Nasce il 2 aprile 1805 a Odense, in Danimarca, in una famiglia poverissima e fortemente disagiata (padre calzolaio, che preferisce la stravaganza e la musica al lavoro, una madre più vecchia del padre di quindici anni, una sorellastra avuta dalla madre, una bisnonna comune ad entrambi i genitori, una nonna - la madre di lei - che ha avuto tre figli fuori del matrimonio fra i quali uno disturbato psichicamente e una che gestisce una casa di prostituzione). 
Nonostante o grazie a questo substrato sociale, Andersen assorbe, soprattutto dal padre, quelle sollecitazioni fantastiche che gli permetteranno in seguito di divenire lo scrittore che è diventato.
Rimasto orfano di padre a soli undici anni, Han Christian si ritrova ben presto solo con sé stesso (la madre risposata quasi subito, diventerà alcolista), preferendo la solitudine alla compagnia dei coetanei e lasciando libero sfogo alla sua sfrenata fantasia. All'età di quattordici anni lascia la città natale per recarsi a Copenaghen con nel cuore la speranza di diventare attore.
A Copenaghen, Andersen passerà a lavorare in teatri con ruoli di cantante, ballerino, attore, comincerà a frequentare scuole fino a quella di grammatica e latino di Slagelse pagatagli dallo stesso sovrano di Danimarca Federico VI conosciuto fortuitamente e che lo prese subito in simpatia, fino a frequentare l'Università della capitale nella facoltà di filosofia.
Sta di fatto che la sua carriera di scrittore di fiabe si può collocare intorno al 1835 con la sua prima pubblicazione di Fiabe a cui seguiranno con cadenza annuale altre pubblicazioni.

Hans Christian Andersen creò un nuovo modo di scrivere includendo nelle sue storie molti dialoghi e usando un linguaggio comunemente parlato dalla gente del suo tempo.
Andresen descrive nel dettaglio personaggi buoni e cattivi.
I suoi personaggi sfortunati, emarginati e infelici (La Piccola fiammiferaia) o personaggi diversi, presi di mira, scartati, emergono dalle sue fiabe (Il Brutto anatroccolo), quasi a rispecchiare, non poco, tutte le angherie subite nell'infanzia e nella giovinezza.
Andersen scrisse anche novelle autobiografiche, un diario composto da ben dodici volumi e opere per teatro, conquistando grande successo.
Morì a Copenaghen il 4 agosto 1875.

Di Andersen ricordiamo, oltre alle sopracitate Il Brutto Anatroccolo e La Piccola Fiammiferaia o la bambina dei fiammiferi, anche

  • Mignolina
  • La Sirenetta
  • Il soldatino di piombo
  • L'acciarino
  • Il grano saraceno
  • La principessa sul pisello
  • Il bambino cattivo
  • I vestiti nuovi dell'imperatore
  • I cigni selvatici e molte altre      




sinforosa castoro
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venerdì 5 giugno 2020

I Fratelli Grimm

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Jacob Ludwig Carl Grimm e Wilhelm Karl Grimm, noti come Fratrelli Grimm, nascono a Hanau, vicino a Francoforte: Jacob il 4 gennaio 1785 e Wilhelm il 24 febbraio 1786. 
Dopo aver frequentato il ginnasio studiano legge e diventano allievi di un noto giurista del quale rielaborano il pensiero e gli studi di metodologia della scienza e storiografia giuridiche. 
I Grimm avuto un grande peso nella cultura tedesca come linguisti e filologi, addirittura ricordati come "padri fondatori" della germanistica (la disciplina che studia e tramanda la lingua e la letteratura tedesca).
In tutto il mondo, però, i fratelli Grimm si ricordano per le loro fiabe intrise di tradizione popolare tedesca. Le loro storie sono ambientate in luoghi oscuri e paurosi: foreste buie e abitate da creature fantastiche come troll, goblin, streghe.
Il Bettelheim (psicoanalista austriaco, che si occupò soprattutto dell'autismo infantile), nel suo famosissimo libro Il mondo incantato (fra parentesi un libro che consiglio), sostiene che le fiabe dei fratelli Grimm siano rappresentazioni di miti freudiani, di tutti quei passaggi che deve affrontare il bambino o l'io nella sua crescita e nel sviluppo verso una maturazione equilibrata.
Dei Fratelli Grimm ricordiamo alcune delle sue più famose fiabe: 
Dalla rete

  • Biancaneve
  • Hansel e Gretel
  • Il lupo e i sette capretti
  • Il principe ranocchio
  • I musicanti di Brema
  • Raperonzolo
  • Pollicino (nonostante il medesimo titolo non è tratto da quello di Perrault)
  • Cappuccetto Rosso, Rosaspina e Cenerentola sono reinterpretazioni di quelle di Perrault
Dalla rete

I Fratelli Grimm muoiono a Berlino: Jacob il 20 settembre 1863 e Wilhelm il 16 dicembre 1859.

sinforosa castoro
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venerdì 22 maggio 2020

Perrault

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Nasce a Parigi il  12 gennaio 1628 da una famiglia alto-borghese vicina alla Corte di Francia; il padre era un avvocato e il fratello un medico e architetto (si deve a lui la facciata del museo del Louvre). Charles, che aveva anche un fratello gemello ma che morì all'età di sei mesi, studiò legge, prese parte alla creazione dell'Accademia delle Scienze e all'Accademia della Pittura. Nel 1663 fu nominato segretario a vita dell' Académie des Inscriptions et Belles-Lettrese prese parte alle diatribe sulle letterature antiche e attuali dell'epoca. All'età di cinquantadue anni , 1680, pubblicò il volume Racconti e storie del passato con una morale, con sottotitolo I Racconti di mamma Oca scritto a nome del figlio con l'intento di ridargli una reputazione dopo che era stato in carcere a seguito di una rissa. Il libro ebbe un successo che sconfinò gli ambienti letterari, dando, di fatto, inizio a un nuovo modo di fare letteratura. Riscrisse in chiave moderna alcune delle famose fiabe tradizionali rendendole molto popolari nel mondo, tra queste anche fiabe dell'italiano Gianbattista Basile (Giuliano in Campania 15 febbraio 1566 - Giuliano in Campania 23 febbraio 1632)  che fu un letterato, scrittore di epoca barocca e fu il primo a utilizzare la fiaba come forma di espressione letterale; fra le sue fiabe, riscritte da Perrault, si ricorda Cenerentola, La bella addormentata nel bosco e Il gatto sapiente. 
Perrault muore a Parigi il 16 maggio 1703

Di Perrault ricordiamo alcune delle sue più famose fiabe: 

Dalla rete
  • Cappuccetto Rosso
  • Barbablù
  • Pelle d'Asino
  • Pollicino


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sinforosa castoro
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mercoledì 15 aprile 2020

La Fontaine

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Jean de La Fontaine nasce a Chàteau-Thierry l'8 luglio 1621 e muore a Parigi il 13 aprile 1695.
Dopo gli studi in giurisprudenza, un matrimonio, una separazione e un figlio, arriva a Parigi nel 1654. Parigi era allora una città importante per la cultura in generale e per la letteratura in particolare.
La Fontaine frequenta i salotti più importanti dove filosofi, scrittori, intellettuali, nobildonne e membri del governo si ritrovano per discutere argomenti culturali. Le sue favole sono famose e hanno le caratteristiche di quelle di Esopo e Fedro, con una morale sottintesa per far comprendere le innumerevoli sfaccettature della vita reale.
La Fontaine scrisse più di duecentoquaranta favole nel periodo che va dal 1668 al 1694 e furono pubblicate negli ultimi venticinque anni di vita dell'autore. I protagonisti sono gli animali ma anche miti antichi, soprattutto quelli greci.
Oltre alle Favole, La Fontaine scrisse altre opere: esordì nel 1654 con un rifacimento di Eunuque di Terenzio, seguì il poemetto Adonis, scrisse un libretto d'opera, poemi e persino una tragedia.

Ricordiamo solo alcune di queste famose favole:
Dalla rete
  • La cicala e la formica
  • Il lupo e la cicogna
  • Il leone e il pittore
  • Il lupo e la volpe
  • Il leone malato e la volpe
  • I due cani e l'asino.
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sinforosa castoro
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lunedì 30 marzo 2020

Fedro

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Fedro visse nell'antica Roma tra il 20 a.C. e il 50 d.C. ai tempi in cui governava l'imperatore Augusto. Arrivato come schiavo dalla Tracia, apparteneva alla famiglia di Augusto, divenne poi liberto assumendo il nome di  Caio Giulio Fedro: il praenomen  e il nomen del suo patrono (protettore) Augusto.
Fedro raccolse molte favole sugli animali e ne aggiunse anche alcune proprie. Scrisse cinque libri di Fabulae, Phaedri Augusti liberti fabulae Aesopiae, ma ne rimangono molte di meno.
Come in Esopo, le favole di Fedro sono caratterizzate da tutti quegli elementi che distinguono la favola dalla fiaba e cioè da animali parlanti e da una morale che sottende alla storia narrata.
La prepotenza, la vanagloria, la crudeltà, l'ingordigia, l'invidia, l'ipocrisia, la ferocia, la vendetta, la furbizia, l'astuzia... emergono nelle espressioni allegoriche degli animali: il leone, il lupo, il corvo, la volpe, la rana, la pantera, il coccodrillo, il serpente, il cane... a ricordarci un certo tipo di uomini e umanità spesso, purtroppo, deludente e, a mio parere, sempre attuale, perché le Favole sono parabole che raccontano l'essenza senza tempo dell'essere umano.

Si ricordano alcune di queste famose favole:
  • La volpe e l'uva
  • La volpe e la cicogna
  • Il lupo e l'agnello
  • La rana e il bue
  • La volpe e il corvo
  • Il calvo e la mosca
  • Il topo e la rana
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martedì 4 febbraio 2020

Esopo

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Si dice che Esopo sia vissuto nel VI secolo a.C. nell'antica Grecia, che sia stato uno schiavo e poi liberto, tuttavia non si ha prova certa della sua esistenza, alcuni sostengono che sia un personaggio fantastico a cui sono attribuite le famose favole.
Quello che è certo, infatti, è che c'è una collana di favole di animali che passa sotto il nome di Favole di Esopo. (Corpus fabularum Aesopicarum).
Come si è detto in questo Post la favola si differenzia dalla fiaba per svariati elementi.
Le immagini che ci offre Esopo nei suoi racconti semplici e naturali rispecchiano le caratteristiche della favola dove alla fine primeggia una morale.
Imitatori di Esopo furono Fedro e La Fontaine.
Ecco alcune di queste favole che si possono trovare anche in rete.
  • La volpe e il cane
  • Il leone, il cinghiale, gli avvoltoi
  • Il lupo e la capra
  • Il leone chiuso a chiave a l'agricoltore
  • Il leone vecchio e la volpe
  • La vipera e la lima
  • Il leone e la rana La volpe dallo stomaco gonfio
  • Il toro e la zanzara

    Dalla rete
    Busto raffigurante, forse, Esopo, dello scultore Lisippo vissuto in Grecia tra il 360 e il 316 a. C


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    martedì 28 gennaio 2020

    Favola e fiaba

    Spesso si parla di fiaba e favola indistintamente come se fossero la stessa cosa. In realtà i due generi letterari si differenziano nonostante l'etimologia delle due parole sia identica: fabula.
    Quali sono le caratteristiche dell'una e dell'altra?
    • La Fiaba è una narrazione di origine popolare, di solito in prosa e che ha come protagonisti personaggi fantastici come maghi, streghe, fate, giganti, orchi e quant'altro. 
    • La Fiaba non ha una collocazione precisa: i luoghi sono remoti e vaghi.
    • Nella Fiaba i personaggi sono buoni o malvagi, furbi o sciocchi, difficilmente c'è la via di mezzo. 
    • Nella Fiaba l'apoteosi finale è sempre a lieto fine e la morale è sottintesa, mai esplicita.

    Dalla rete 
    • La Favola è una narrazione in prova o in versi i cui protagonisti sono animali antropomorfi (che hanno caratteristiche umane: parlano, ragionano...) o oggetti inanimati che interagiscono con i protagonisti.
    • La Favola ha una collocazione spaziale e gli avvenimenti succedono in ambienti reali.
    • Nella Favola i personaggi non hanno caratteristiche magiche.
    • Nella Favola la morale è sempre esplicita, anche sotto forma di proverbio. 

    Dalla rete 


    sinforosa castoro
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