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giovedì 16 aprile 2026

Quando non è necessario dialogare con tutti

"Non date ciò che è santo ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con i piedi e poi si rivoltino per sbranarvi". Matteo 7,6.

"Con il diavolo non si dialoga". Con lui "non si deve discutere mai". Così ha fatto Gesù nel deserto: "lo ha cacciato via". E alle sue provocazioni ha risposto solo con le parole della Sacra Scrittura". 
Papa Francesco

Chiarificatore è  l'articolo intero.

Trovo queste due espressioni non solo conseguenziali e complementari, ma anche utilissime per orientarci nella vita reale e virtuale.

Dalla rete

sinforosa castoro

lunedì 16 maggio 2022

Fare nuove tutte le cose

 …Io, Giovanni, vidi un cielo nuovo e una terra nuova…
…e Colui che sedeva sul trono disse: "Ecco, io faccio nuove tutte le cose". Apocalisse 21:1-5

Noi abbiamo un concetto dell'aggettivo "NUOVO" che non corrisponde a quello della Sacra Scrittura. Quando qualcosa si rompe - che sia oggetto, relazione, situazione - cosa facciamo? Lo/la sostituiamo, punto. 

Ma NUOVO per la Scrittura non significa SOSTITUIRE, bensì RINNOVARE, RENDERE NUOVO.
      ⭐️ "Ecco, io faccio nuove tutte le cose". Apocalisse 21:1-5

Così promette il Signore.
📍 Come? Non lo sappiamo. 
📍Quando? Non lo sappiamo, ma abbiamo la sua promessa.

➡️Da un' omelia di oggi, domenica 15 maggio 2022 V di Pasqua.

Dalla rete
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domenica 8 maggio 2022

Quanto siamo amati

In quel tempo, Gesù disse: «Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano.
Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola». Vangelo di oggi, domenica 8 maggio 2022,

Queste due frasi in grassetto sono meravigliose: niente e nessuno ci strapperà dalle mani di Dio, di Gesù. 
Quanta consolazione e sicurezza ci danno queste parole. 
Per il Signore siamo così preziosi e lui ci ama così tanto che niente e nessuno, nemmeno i nostri peccati, potrà separarci da Lui.
Non è come l'amore di una mamma a cui nulla e nessuno potrà strappare i suoi figli dal suo cuore? Io penso e sento che è così.
Siamo amati così tanto che non dovremmo aver paura di nulla.

sinforosa castoro

venerdì 15 aprile 2022

Le sue parole

In croce Gesù  riassume tutta quella che è stata la sua missione e cioè il dialogo continuo e incessante con il Padre e l'amore misericordioso e totale per ciascuno di noi. 
«Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno»
«In verità ti dico, oggi sarai con me nel paradiso».
«Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito». 
dal Vangelo di Luca


Dalla rete

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domenica 11 luglio 2021

Diamoci da fare

In quei giorni, Amasìa, [sacerdote di Betel,] disse ad Amos: "Vattene, veggente, ritìrati nella terra di Giuda; là mangerai il tuo pane e là potrai profetizzare, ma a Betel non profetizzare più, perché questo è il santuario del re ed è il tempio del regno".
Amos rispose ad Amasìa e disse: "Non ero profeta né figlio di profeta; ero un mandriano e coltivavo piante di sicomòro. Il Signore mi prese, mi chiamò mentre seguivo il gregge. Il Signore mi disse:
Va', profetizza al mio popolo Israele". Am 7, 12-15
  • La Prima Lettura di oggi ci indica le modalità che Dio ha per scegliere coloro che devono parlare di Lui, dai più vicini ai più lontani.

Diamoci da fare, non abbiamo più scuse. 

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domenica 7 marzo 2021

Le speranze di un Padre

In quei giorni, Dio pronunciò tutte queste parole: «Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile: Non avrai altri dei di fronte a me.
Non pronuncerai invano il nome del Signore, tuo Dio, perché il Signore non lascia impunito chi pronuncia il suo nome invano.
Ricordati del giorno del sabato per santificarlo.
Onora tuo padre e tua madre, perché si prolunghino i tuoi giorni nel paese che il Signore, tuo Dio, ti dà.
Non ucciderai.
Non commetterai adulterio.
Non ruberai.
Non pronuncerai falsa testimonianza contro il tuo prossimo.
Non desidererai la casa del tuo prossimo. Non desidererai la moglie del tuo prossimo, né il suo schiavo né la sua schiava, né il suo bue né il suo asino, né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo». 
Esodo 20, 1-3.7-8.12-17

La prima lettura di questa domenica, che tutti noi conosciamo e che ci risuona nelle orecchie come i Comandi, gli imperativi di Dio, in realtà  sono i sogni, le speranze e le certezze di un Padre che guardando la pochezza di tutti noi, suoi figli - come un padre e una madre terrena guardano, sperano e vedono già cosa diventerà quel loro figlio neonato incapace di ogni cosa - sa che potranno realizzare la pienezza della loro umanità, la pienezza della loro vita arrivando a non uccidere, a non commettere adulterio, a non rubare, a non pronunciare falsa testimonianza contro il prossimo, a non desiderare nulla che appartenga al prossimo. Non deludiamo le speranze del Padre comune.

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domenica 10 gennaio 2021

Seguire Colui che è disceso

Giordano = Che discende (il fiume Giordano ha la sua sorgente a circa 2700 metri sul monte Hermon e poi precipita fino al lago di Tiberiane per sfociare nel Mar Morto, a 400 metri sotto il livello del mare, in un luogo dove non esiste vita). 
Il Signore Gesù è disceso in colui che discende e qui ha ricevuto il Battesimo.
Gesù è il disceso: da Dio si è fatto uomo e la sua vita è stata una continua discesa verso i più poveri, ultimi, derelitti, ammalati, esclusi.
Scendiamo dai nostri piedistalli e seguiamo Colui che è disceso per raggiungere tutti, anche ciascuno di noi.

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domenica 29 novembre 2020

Vicinanza e vigilanza

Oggi, prima domenica di Avvento, accendiamo la prima candela della corona dell’Avvento, candela detta del Profeta. Ricorda il profeta Michea che aveva predetto che il Messia sarebbe nato a Betlemme. La prima candela simboleggia la speranza.

Dalla rete
A tutti l’invito di andare a leggere l’omelia di Papa Francesco di questa domenica 29 novembre 2020 che
io ho cercato di sintetizzare in questa scheda.

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lunedì 23 novembre 2020

Opere di misericordia

Ieri, Festa di Cristo Re dell’Universo, ultima domenica dell’anno Liturgico, il Papa ci ha esortato a vivere una vita non banale, a vivere una vita spesa per gli altri, soprattutto i più poveri, i più bisognosi nei quali si cela il Signore. “Le opere di misericordia rendono lode al Signore” e tutti noi saremo giudicati sulle opere di misericordia che avremo messo in atto in questo tempo che ci è donato. 
Nel Vangelo di ieri Mt. 25,31-46 le opere di misericordia sono ben descritte: “ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”.



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domenica 15 novembre 2020

La più grande povertà da combattere è la nostra povertà d'amore

Come dunque servire secondo i desideri di Dio? Il padrone lo spiega al servo infedele: «Avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l’interesse» (v. 27). Chi sono per noi questi “banchieri”, in grado di procurare un interesse duraturo? Sono i poveri. Non dimenticate: i poveri sono al centro del Vangelo; il Vangelo non si capisce senza i poveri. I poveri sono nella stessa personalità di Gesù, che essendo ricco annientò sé stesso, si è fatto povero, si è fatto peccato, la povertà più brutta. 
I poveri ci garantiscono una rendita eterna e già ora ci permettono di arricchirci nell’amore. Perché la più grande povertà da combattere è la nostra povertà d’amore. La più grande povertà da combattere è la nostra povertà d’amore.
Domenica 15 novembre 2020
Giornata Mondiale dei Poveri



Dalla rete

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domenica 18 ottobre 2020

La salvezza può arrivare a sorpresa

Fra le letture di oggi la Prima è davvero illuminante, presa da Isaia 45,1. 4, 6. Buona lettura.




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sabato 4 aprile 2020

Dios existe, claro

Ho ricevuto questo video su wazz e mi è piaciuto molto nella sua semplicità. 
Complimenti all'autore

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domenica 22 marzo 2020

Credo, Signore

Il Vangelo di oggi, quarta domenica di Quaresima, il Vangelo del cieco nato,  ci regala due immagini bellissime.
Davanti alla domanda atavica dei suoi discepoli :
«Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?».
   Gesù risponde perentorio:  «Né lui ha peccato né i suoi genitori... ».

Che a nessuno venga in mente che le sofferenze e le calamità ci siano date da Dio. Dio non è un Padre-Padrone-Vendicativo, Dio è un Padre buono.

Leggendo il capitolo nove di Giovanni scopriamo che Dio è colui che squarcia le tenebre più fitte. 

Il momento che il mondo sta vivendo è un momento difficilissimo.
Alla lunga non basterà la sola buona volontà, bisognerà attingere alla Luce. 
Rileggere il Vangelo di oggi potrebbe rivelarsi davvero illuminante.


Dalla rete

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domenica 29 dicembre 2019

Famiglia

Oggi, prima domenica dopo il santo Natale, la Liturgia ci fa riflettere sulla Sacra Famiglia, la famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe, una famiglia ordinaria nella sua straordinarietà. 
A Giuseppe, che la Scrittura chiama “uomo giusto”, è chiesto di fuggire in Egitto a causa della collera di re Erode che vuole uccidere il Bambino. 
  • Che strani i disegni di Dio! In Egitto gli viene detto di andare, l’Egitto, acerrimo nemico di Israele, da sempre.
  • A Giuseppe viene chiesto di rimanere in una situazione fuori da ogni logica: quando viene a sapere della maternità della sua sposa e ora. Ora gli viene chiesto di fuggire da una situazione a cui non può far fronte. Giuseppe si fida di Dio, contro ogni logica di “buon senso”.
  • Ed ecco che morto Erode, di nuovo Giuseppe è chiamato a rimettersi in viaggio:  “prendi il bambino e sua madre e ritorna in terra di Israele”... e si stabilirono a Nazareth.
Osea lo aveva profetizzato “... Dall’Egitto ho chiamato mio figlio...” 

 “Sarà chiamato Nazareno”: il significato del soprannome attribuito a Gesù è riconducibile a tre possibili termini: “nazur” che significa preservato, superstite (cfr. Isaia 49,6: “per ricondurre i superstiti di Israele”); “nezer”: germoglio, nel senso messianico (cfr. Isaia 11,1: “un germoglio spunterà dal tronco di Iesse”); “nazir”: nazireo, che significa consacrato, anche sinonimo di “santo” (cfr. Giudici 13,5-7). Suor Emanuela Basiolo
  • Prendere a modello questa Famiglia significa abbandonarsi fiduciosi ai disegni di Dio per ciascuno di noi, per ogni nostra famiglia.
  • Significa lasciarsi guidare dallo Spirito Santo.
  • Significa saper riconoscere (ascoltare la voce di Dio in noi) le situazioni in cui siamo chiamati a “restare”, nonostante tutto, e riconoscere quelle da cui fuggire, perché non possiamo far fronte.
  • Significa saper mettere in atto amore, attenzione, rispetto, perdono, ascolto nel nostro vivere quotidiano, in famiglia e ovunque il Signore ci chiami a vivere.


Dalla rete
I Magi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse:
<Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Dall’Egitto ho chiamato mio figlio».
Morto Erode, ecco, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre e va’ nella terra d’Israele; sono morti infatti quelli che cercavano di uccidere il bambino».
Egli si alzò, prese il bambino e sua madre ed entrò nella terra d’Israele. Ma, quando venne a sapere che nella Giudea regnava Archelao al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nella regione della Galilea e andò ad abitare in una città chiamata Nàzaret, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo dei profeti: «Sarà chiamato Nazareno».

Matteo2,13-15; 19-23

sinforosa castoro

domenica 24 novembre 2019

Ultimo dell'anno

Giudizio universale 
affresco di Giotto
1306
Fa parte del ciclo della Cappella degli Scrovegni
Padova

 
Dalla rete

Ultimo giorno dell'Anno Liturgico
Cristo 
Re dell'universo
Principio e fine
del Tempo

"... poiché per mezzo di lui
sono state create tutte le cose,
quelle nei cieli e quelle sulla terra,
quelle visibili e quelle invisibili:
Troni, Dominazioni,
Principati e Potestà.
Tutte le cose sono state create
per mezzo di lui e in vista di lui.
Egli è prima di tutte le cose
e tutte sussistono in lui..."
Colossesi 1,16

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domenica 4 agosto 2019

Tenetevi lontani dalla cupidigia

In quel tempo, uno della folla disse a Gesù: «Maestro, di’a mio fratello che divida con me l’eredità». Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?».
E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell'abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede».
Poi disse loro una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: “Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? Farò così – disse –: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; riposati, mangia, bevi e divertiti!”. Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?”. Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio».
Lc. 12,13-21 
  • "Le ricchezze, i beni, le cose" in sé non sono un male, anzi, tutto sta che posto occupano nella nostra vita.
  • "... Tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell'abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede...".
  • Il Signore ci ha donato le persone da amare e le cose da usare, troppo spesso noi amiamo le cose, le ricchezze, i beni e usiamo le persone.

Dalla rete
sinforosa castoro

domenica 19 maggio 2019

Amatevi come io ho amato

Quando Giuda fu uscito dal cenacolo, Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito.
Figlioli, ancora per poco sono con voi. Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri.
Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri». Gv. 13,31-35
  • In questa domenica il Signore svela il cuore del Vangelo. Bella scoperta, tutti i cristiani e anche coloro che si reputano agnostici sanno che il comandamento del Vangelo è l'amore, ma di che tipo di amore si tratta? Il Signore, ed è questa la novità evangelica, specifica "amate come io ho amato voi". È quel come la misura. E sappiamo che "quel come" significa un amore infinito, illimitato, verso Dio e il prossimo in egual misura perché sono due facce della stessa medaglia, (in altre parti del Vangelo il Signore mette in guardia coloro che dicono di amare Dio ma poi non amano il prossimo). 
  • Quindi per amare come Lui ci ha amato non è certo sufficiente sapere, conoscere il concetto, ci vuole qualcosa in più. Che cosa? La volontà, sì, certo, ma anche quella non è sufficiente, lo sperimentiamo tutti i giorni e in svariate situazioni. Per amare di quell'amore ci vuole una forza incredibile, una forza che solo il Signore può dare perché umanamente impossibile, ci vuole una forza divina.
  • Per "andare oltre" le offese, per riuscire a perdonare, per saper vedere nel nemico il volto di un amico, per affrontare le piccole o grandi croci quotidiane e della vita non è sufficiente conoscere il Vangelo, non è sufficiente nemmeno metterci la nostra buona volontà o la nostra forza...
  • Per amare come Lui ci ha amato non possiamo fare altro che accogliere in noi Lui, nel pane eucaristico, accogliere il suo Santo Spirito che è anche spirito di fortezza.


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domenica 7 aprile 2019

V domenica di Quaresima. L'adultera

Dalla rete

In quel tempo, Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro.
Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo. Giovanni 8,1-11


  • La donna è posta in mezzo; singolare in un tempo e in una cultura dove la donna era relegata ai margini
  • Coloro che la giudicano e che invocano la pena stabilita da Mosè, la lapidazione, magari sono corresponsabili del suo peccato, ma a loro che importa?
  • Gesù, alla domanda provocatoria, lo volevano mettere alla prova, non risponde, piuttosto si mette a scrivere per terra (di Gesù non abbiamo nessuno scritto se non quelle parole tracciate sulla terra) e  li mette nella condizione di fare un'autocritica "Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei". A uno a uno se ne vanno.
  • Rimangono nel mezzo solo Gesù e la donna, "La misera e la Misericordia", ci ricorda sant'Agostino.
  • Dinanzi alla luce di quello sguardo non giudicatore bensì amorevole e fiducioso, dinanzi a quell'invito, che è una vera missione: "Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch'io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più»." la donna, l'adultera, la peccatrice (ognuno di noi, peccatore) inizia una nuova vita verso la vera Vita. 
  • Gesù, Dio, perché Gesù è il vero volto di Dio, non condanna il peccatore "Non voglio la morte del peccatore ma che si converta", bensì l'atteggiamento di coloro sempre pronti a puntare il dito contro, pronti a giudicare il peccato altrui senza badare al proprio, che alberga in ciascuno.


    sinforosa castoro

domenica 24 marzo 2019

Una lunga storia d'amore

Questa frase l’ho inserita in un mio commento a un post, ma non ricordo più di quale blog, pazienza:
L’Antico Testamento è una lunga e tortuosa storia d’amore fra Dio e l’uomo, una storia che ha il suo culmine, il suo apice nella morte e risurrezione di Gesù Cristo. E le letture odierne ci regalano qualche stilla di questo grande e infinito amore misericordioso.
Per non annoiarvi, chi lo desidererà andrà a documentarsi personalmente, traccerò solo minuscoli spunti partendo dalla Prima Lettura fino al Vangelo, passando per il Salmo e la Seconda Lettura.

Prima Lettura Esodo 3,1-8a. 13-15
Mosè, tutti conosciamo le vicissitudini e la storia straordinaria di questo uomo, si trova a condurre al pascolo il gregge di Ietro, suo suocero, sacerdote di Madian, e ... E incontra Dio, che gli parla e gli dà una missione da compiere, perché vuole salvare il suo Popolo dalla schiavitù dell'Egitto:
“Ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto e ho udito il suo grido a causa dei suoi sorveglianti; conosco infatti le sue sofferenze. Sono sceso per liberarlo dalla mano dell'Egitto e per farlo uscire da questo paese verso un paese bello e spazioso, verso un paese dove scorre latte e miele..."Pensiamo al "disegno di Dio per questo uomo": dall'abbandono forzato della sua mamma biologica, al palazzo del faraone, al deserto e di nuovo in quella terra martoriata a condurre il Popolo fuori del paese d'Egitto verso quella Terra Promessa dove "scorre latte e miele". Una meravigliosa storia d'amore, solo a pensarci.

Seconda Lettura 1° Corinti 10,1-6. 10-12
San Paolo invita i cristiani di Corinto a riflettere sui gesti amorevoli di Dio verso il suo Popolo e sulle conseguenze che hanno prodotto il loro perseverare nel peccato: non hanno raggiunto la Terra Promessa.
"Non mormorate, come mormorarono alcuni di essi, e caddero vittime dello sterminatore. Tutte queste cose però accaddero a loro come esempio, e sono state scritte per ammonimento nostro, di noi per i quali è arrivata la fine dei tempi. Quindi, chi crede di stare in piedi, guardi di non cadere".

Vangelo Luca 13,1-9
Gli Ebrei erano abituati a legare fatti tragici e sofferenze ai peccati commessi dalle vittime. Gesù, vero volto di Dio Padre, lo nega con assoluta decisione e invita tutti, piuttosto, alla conversione del cuore, perché chi non si converte va verso la morte senza salvezza. 
Nonostante non ci sia più tempo, Dio, che conosce il cuore dell'uomo, attraverso Gesù rivela tutta la sua misericordia, la sua pazienza e bontà concedendo all'uomo il tempo necessario per ravvedersi. 
"... Un tale aveva un fico piantato nella vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: Ecco, son tre anni che vengo a cercare frutti su questo fico, ma non ne trovo. Taglialo. Perché deve sfruttare il terreno? Ma quegli rispose: Padrone, lascialo ancora quest'anno finché io gli zappi attorno e vi metta il concime e vedremo se porterà frutto e vedremo se porterà frutto per l'avvenire; se no, lo taglierai".
Se questa non è una lunga e paziente storia d'amore, ditemi voi!

Salmo 102
Benedici il Signore, anima mia,
quanto è in me benedica il suo santo nome.
Benedici il Signore, anima mia,
non dimenticare tutti i suoi benefici.

Egli perdona tutte le tue colpe,
guarisce tutte le tue infermità,
salva dalla fossa la tua vita,
ti circonda di bontà e misericordia.

Il Signore compie cose giuste,
difende i diritti di tutti gli oppressi.
Ha fatto conoscere a Mosè le sue vie,
le sue opere ai figli d’Israele.

Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all'ira e grande nell'amore.
Perché quanto il cielo è alto sulla terra,
così la sua misericordia è potente su quelli che lo temono.


Dalla rete.
Stanza di Eliodoro
Mosè davanti al roveto ardente
Musei Vaticani. Roma



sinforosa castoro

domenica 10 marzo 2019

L'uomo del diavolo e l'uomo di Dio

Prima domenica di Quaresima 
Nel deserto Gesù è tentato dal diavolo

Solo brevissimi spunti di riflessioni sul Vangelo odierno e poi lasciamo agire lo Spirito Santo.

  • Il deserto è il luogo della pedagogia di Dio: nel deserto, luogo di solitudine e di distacco da tanto superfluo che ci circonda, di silenzio dalle tante voci che ci circondano, la voce del Signore si fa sentire limpida e cristallina, ci interpella e ci fa ritornare all'essenziale, ci fa rifare il look del cuore, dell'anima, della mente, delle intenzioni che ci muovono nella quotidianità.
  • Il diavolo, che non è un'entità fantascientifica come sovente abbiamo a pensare, bensì, come richiama spesso il Santo Padre Francesco un'essenza personale, principe di questo mondo, l'accusatore, il divisore per eccellenza, inizia un "dialogo" con Gesù, ma Gesù non si mette a dialogare con lui, perché col diavolo non si dialoga (Papa Francesco). Gesù risponde unicamente citando le parole della Scrittura.
  • Nelle tentazioni si evidenziano le due tipologie di uomo quello che ha per maestro il diavolo e quello che ha per maestro Gesù.  
  • L'uomo che ha per maestro il diavolo è un uomo che vuole far prevalere la sua supremazia, su tutto e tutti. È un uomo che vuole avere tutto e tutti ai suoi piedi. È un uomo che vuole che le cose siano unicamente come lui le stabilisce. È un uomo che che cova odio, cattiveria, collera, invidia e difatti: "...il diavolo come leone ruggente va in giro cercando chi divorare". In definitiva è un uomo schiavo.
  • Ebbene, Gesù non ci sta e propone un'altra tipologia di uomo. L'uomo che ha per maestro Gesù è un uomo che sa che la propria vita non dipende da sé ma da Dio. È un uomo che sa che c'è ben altro e ben di più del proprio successo, della propria auto-affermazione, della propria visibilità. È un uomo che non ha bisogno di spettacolarità, di gesti plateali per far vedere che esiste, perché chi possiede Dio ha già tutto. "Nulla ti turbi, nulla ti spaventi chi ha Dio nulla gli manca" S. Teresa d'Avila. In definitiva è un uomo libero. 
A noi la scelta.


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