La Rete

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Papa Francesco

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giovedì 31 luglio 2014

La castagna Bartoldina

Fra i boschi su in montagna
ho trovato una castagna
lei è bella e piccolina 
e si chiama Bartoldina.
Lei mi fa:
«Per il bosco ho vagato 
e nessuno ho più trovato,
or raccoglimi se vuoi 
e, su, portami ai bimbi tuoi».
L'ho raccolta, poverina,
la castagna Bartoldina.
Or nel cesto della scuola
non è più tutta sola:
con il grano e i funghetti,
foglie, piume e legnetti
parla e gioca in compagnia
e sorride in allegria.


Pasta di pane colorata con tempera, su carta.
E.A. anni 4


di sinforosa castoro

mercoledì 30 luglio 2014

In montagna

In montagna.
In montagna si è soli con la natura, potente e prepotente.
In montagna, dietro una curva si intravvedono scorci inaspettati.
In montagna, si fanno incontri, a volte un po' strani.
In montagna, ci si saluta tutti, come se ci si conoscesse da una vita.
In montagna, si assapora il silenzio.
In montagna, il silenzio spesso è assordante.
In montagna, si fanno incontri ravvicinati con gli animali.
In montagna, il tempo si dilata.
In montagna, la luce cambia di minuto in minuto.
In montagna, si pensa di più.
In montagna, ci si avvicina di più al cielo.
In montagna, i problemi di casa appaiono così piccoli.
In montagna si può piangere di gioia, ma anche di dolore.
In montagna, ogni volta, ci si lascia un pezzetto di cuore.


sinforosa castoro

martedì 29 luglio 2014

Vacanze

Fra nuvole e pioggia sono tornata. Grazie a tutti coloro che mi hanno augurato Buone Vacanze. In realtà le mie vacanze proseguono, qui, a casa, certo non è come essere fra i miei adorati monti, tuttavia...Com'è stato il tempo? Non bello: grigio e nuvole e a non finire, condite da pioggia battente, ma appena usciva un goccino di asciutto me ne andavo a zonzo di qua e di là.
Pian pianino riprendiamo il nostro appuntamento.



sinforosa castoro

giovedì 10 luglio 2014

Bye

Care lettrici e lettori, me ne vado.
Ciao ciao a tutti voi, di cuore, a...
dopo.




sinforosa castoro

mercoledì 9 luglio 2014

Maestra

Io conosco una maestra
fantasiosa e assai lesta,
mille cose lei sa fare
e i bambini sa incantare.
Lei racconta e fa scenette,
burattini e marionette,
passeggiate e iniziative
che poi prendono mille vie.
Ai bimbi ha insegnato
e col cuore ha educato
alla gioia e contentezza
fra un bacio e una carezza.
I tuoi bimbi, sai maestra,
ti portan dentro il cuore,
perché tu, nella lor vita,
sei stata un raggio di sole.



di sinforosa castoro

lunedì 7 luglio 2014

L'arca di Noè

Dopo il racconto biblico, i bambini raccontano la storia di Noè attraverso le immagini.
Attività pittorica.
Attività grafica.
Ritaglio e incollatura.








sinforosa castoro

domenica 6 luglio 2014

Peggy acrobata

Ciao amici, mi vedete? Mi sono arrampicata da sola, sono brava, vero?





Opsh! Devo stare molto attenta altrimenti finisco nel torrente.


Patapunfete sono finita sull'erba, soffice e profumata.

sinforosa castoro

venerdì 4 luglio 2014

martedì 1 luglio 2014

Voglio stare con te

Primo giorno di vacanza.
Anche quest'anno la scuola è finita. Sembrano frasi fatte, che si ripetono ogni anno regolarmente, ma questa è la verità: anche quest'anno è volato. Vo-la-to.
Il post di ieri ha suscitato tante belle e gratificanti risposte in voi lettori, risposte che mi danno la dimensione delle emozioni.
Già, le emozioni.
Ieri una bimba, che andrà in prima primaria e che solitamente è briosa e frizzante come una bibita estiva, è rimasta quasi tutto il giorno accanto a noi insegnati. Con una scusa o con  l'altra non si schiodava dalla seggiola piazzata fra di noi, e anche a invitarla ad andare a giocare non c'era verso di smuoverla.
«Voglio rimanere qui. Io non voglio andare nell'altra scuola».
Insomma, era triste, questa è la parola giusta (non bisogna temere di chiamare le cose col loro nome). Anche i bambini, man mano crescono, cominciano a dare un nome a ciò che si muove dentro di loro.
Arrivano a tre anni e piangono perché vogliono, giustamente, la mamma. E se chiedi loro perché strillano e si dimenano ti rispondono semplicemente: «Voglio la mamma» e istintivamente, convulsamente, senza tanti preamboli, buttano fuori tutta quella loro disperazione, tutto quel loro rifiuto.
A quattro anni non strillano più per la mancanza momentanea della mamma, magari lo fanno perché vogliono il giocattolo che ha in mano il compagno, e senza tanta misericordia se lo prendono, il giocattolo, costi quel che costi. Ma a cinque-sei anni il bambino comincia ad analizzare, anche se in modo ancora molto rudimentale, il perché di quelle sensazioni, emozioni di gioia o di tristezza, di perdita o di abbandono, di desiderio o di rifiuto che brucia dentro di loro ed è allora che incominciano a percepire la sofferenza, il dolore, quel mondo altro-da-sé. Insomma, a quest'età il bambino incomincia a crescere fuori dal suo egocentrismo primario. Crescere è diventare sempre più consapevole di ciò che ti accade dentro. Si passa dall'essere un individuo estremamente istintivo e incontrollato a diventare un individuo sempre più riflessivo e controllato. Ma crescere è anche aprirsi a nuove avventure, nuove esperienze. E dunque... evviva il diventare grandi.
A proposito, a quella bimba ho ricordato che era del tutto normale sentirsi un po' tristi perché si lasciava la scuola, la maestra e i compagni che si conoscevano da tanti anni (per un bimbo di sei anni, tre anni sono tanti), ma che avrebbe conosciuto un'altra maestra che le avrebbe insegnato tante bellissime cose che Sinforosa non conosce nemmeno e che avrebbe incontrato tanti nuovi compagni con cui si sarebbe divertita tantissimo e poi, le ho detto:
«... verrai a trovarci e così ti farò conoscere i bimbi nuovi».
«Ma dopo loro si siedono sulle nostre panchine?».
«Certo. Quando sei arrivata tu e avevi tre anni, anche tu ti sei seduta sulle panchine dove si erano seduti altri bambini».
«Quelli che andavano in prima?».
«Sì, quelli che andavano in prima, come te, adesso». E mi ha abbracciato.


sinforosa castoro