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lunedì 22 agosto 2016

Gianna Jessen. Sopravvissuta

Questo bellissimo Post me lo ha regalato, parola per parola, la cara amica Betty.
In uno dei suoi commenti a questo Post, ho scoperto questa strabiliante storia, una storia che sa di miracolo o per chi non crede ai miracoli straordinaria, incredibile. Non vi resta che leggerla, ascoltarla e, sarebbe bello, condividerla.
Grazie ancora Betty
A proposito, vi invito a visitare i suoi due bellissimi Blog  2 .

Quando la vita vince nonostante tutto...
Commovente e toccante testimonianza di una donna sopravvissuta all'aborto

Gianna Jessen è una donna minuta, dallo sguardo fiero, ha una luce negli occhi fuori dal comune, e un sorriso accattivante; una donna che è stata capace di trasformare la sua vita in un capolavoro.
Gianna Jessen è nata a Los Angeles in una clinica per aborti legata all'associazione Planned Parenthood.
La clinica aveva consigliato alla madre di Gianna, giunta alle fine del sesto mese di gravidanza, di abortire con aborto salino, una tecnica abortista usata prevalentemente dopo il primo trimestre.
(Essa consiste nell'iniettare nell'utero una soluzione salina che corrode il feto e porta alla sua morte, dovuta, tra l'altro, all'alterazione delle funzioni della placenta.
In seguito, a causa delle contrazioni uterine, il feto viene espulso morto entro le seguenti 24 ore).

A dispetto dei piani umani, Gianna invece vede la luce, la tecnica dell’aborto salino non funziona e lei nasce viva dopo 18 ore.

Per una serie di circostanze fortunate, quali l’assenza del medico che doveva terminare il lavoro e il pietoso gesto di un’infermiera che, anziché adeguarsi a quella che era la pratica comune di allora, cioè quella di sopprimere i sopravvissuti agli aborti per strangolamento o soffocamento, lasciandoli morire, o buttandoli via, la portò in ospedale.
(Per fortuna il 5 maggio del 2002 questa terribile e disumana pratica venne abolita dal presidente Bush firmando la legge di Protezione dei nati vivi).

Gianna alla nascita pesava solo nove etti, e la carenza di ossigeno causata dall'aborto le ha procurato una paralisi cerebrale e muscolare, ma nonostante tutto imparò a camminare con tutore all'età di 3 anni.
La bambina fu adottata a tre anni, e a venti anni, grazie alle cure mediche e alla fisioterapia, riuscì a ottenere la capacità di camminare senza tutore, anche se con molte difficoltà, fino a correre nel 2006 la maratona di New York per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema dell’aborto.
Gianna ha perdonato sua madre per aver tentato di abortirla, il suo dolore si è trasformato in speranza, la sua rabbia in desiderio di realizzare una missione che si sta rivelando la vocazione della sua vita: ottenere la parità di diritti al nascituro così come avviene per la donna che lo ha concepito.
Nonostante la grave paralisi cerebrale, Gianna è sempre stata molto attiva nei movimenti che si oppongono all'aborto e ha raccontato la sua storia al Congresso degli Stati Uniti d'America e alla Camera dei Comuni del Regno Unito.
In questi due video c’è la sua toccante testimonianza, se avete un po’ di tempo (16 minuti), vi consiglio di ascoltarla.








sinforosa castoro

6 commenti:

  1. Grazie a te per la condivisione cara Sinforosa :-)

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  2. Cara Sinforosa, questo post è veramente interessante, certe cose che avvengono non è per caso, ma qualcosa di inspiegabile, che viene dal cielo!!! Grazie di averli condiviso, e grazie pure alla cara Betty, che te lo ha dato. Ciao e buona settimana cara amica, con un abbraccio e un sorriso:) Tomaso

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    Risposte
    1. Vero, Tomaso? Anch'io sono rimasta basita. È una storia bellissima.
      Buona settimana a te, caro Tomaso.
      sinforosa

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  3. Cara e buona la nostra amica Betty.

    ❤️

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  4. Eccome, ma soprattutto attenta alle tematiche che ai più danno fastidio o preferiscono evitare per non "rovinarsi la giornata".
    Ciao e grazie Gianna.
    sinforosa
    sinfiorosa

    RispondiElimina

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