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sabato 27 maggio 2017

Ti voglio bene

Stavo parlando con una cara persona a cui voglio bene e ci si domandava come mai una frase di sole tre parole, semplice come acqua di sorgente: ti voglio bene, si faccia sempre più fatica a pronunciarla. 
Per quale motivo si ha come una sorte di pudore a dire: ti voglio bene? Eppure basterebbe davvero poco per superare questo blocco. Ma cosa significa questa semplice frase? 
Ti voglio bene, voglio il tuo bene. Insomma, non è altro che un programma di amore, che include, ovviamente, attenzione, rispetto, condivisione di gioie e sofferenze, senza dimenticare un pizzico di ironia e una manciata abbondante di allegria.



sinforosa castoro

14 commenti:

  1. Che bella cosa, e quanto è vero sopratutto

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    1. Già.
      Buona fine di domenica, Massimiliano.
      sinforosa

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  2. Cara Sinforosa, che bel pensiero!!! sai dire ti voglio bene è bello!
    Ciao e buon fine settimana con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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    1. È bello, Tomaso, ma è una frase un po' in disuso, purtroppo.
      Buona fine di domenica a te.
      sinforosa

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  3. Perché l'amore è provvisorio e "ti voglio bene" diventa troppo impegnativo.
    Ciao sinforosa.

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    1. È probabile, Gus, oggigiorno si ha paura anche dei sentimenti più belli.
      Buona serata di domenica.
      sinforosa

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  4. Hai proprio ragione cara Sinforosa.
    Bisognerebbe dirla più spesso.
    Perché è una frase che dice tanto e dirla o riceverla scalda il cuore.
    Un abbraccio
    Maria

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    1. Hai detto bene, Maria, dirla e riceverla scalda il cuore.
      Un abbraccio.
      sinforosa

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  5. Forse non siamo più capaci a guardarci dentro, a capirci e di conseguenza non troviamo quelle 3 parole dentro di noi
    Buon fine settimana!

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    1. O forse le diamo per scontate sia nell'offrirle che nel riceverle e invece...
      Un abbraccio, Patricia.
      sinforosa

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  6. Siamo arrivati al TVB, oppure -ancora più clamoroso- ai cuoricini. Consolati Sinforò, c'è una coppia di parole che viene usata sempre meno oppure solo in certi momenti che scorrono più veloci di tutti: ti amo.
    Sempre più spesso si usa solo nella foga dell'orgasmo, quando lei è l'unica donna al mondo e lui l'unico uomo.
    Poi c'è chi si gira dall'altra parte, chi si accende una sigaretta, chi beve una bibita gelata, chi un attimo dopo già ronfa. E il "ti amo"? Rimandato al prossimo orgasmo.
    Quel che è pegio siamo noi uomini a farne il maggior uso, le donne molto meno.

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    1. In quel caso sarebbe opportuno non pronunciarle in quanto risultano un po' "inquinate". Bisogna avere il coraggio di dirle a sangue freddo e guardando l'altro negli occhi.
      Ciao Vincenzo e buona fine di serata domenicale.
      sinforosa

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  7. Ha ragione Gus.. un ti voglio bene è più impegnativo dei ti amo strappati tra i sudori delle lenzuola.
    Un ti voglio bene è consapevole, e presuppone impegno vero. Reale. E qui ci vogliamo tutti sempre meno bene. Anche noi stessi.

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