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venerdì 31 maggio 2013

Viva la scuola dell'infanzia

A scuola è tempo di Feste di Fine Anno: bambini e bambine eccitati, traslochi di sedie e tavoli, diplomi, canti e balletti, scenette e musiche, mostre pittoriche e doni speciali, genitori commossi e maestre su di giri...
La Scuola dell'Infanzia è anche questo: un brulicare di attività e obiettivi raggiunti, ma, soprattutto, un intrecciarsi di emozioni e sentimenti che fanno di questa scuola una delle più belle in assoluto.
Al termine dei tre anni trascorsi, i bambini e le bambine non sono più quei piccoli cuccioli che le mamme ci hanno affidato, magari titubanti o in lacrime, sono diventati bambini e bambine che hanno fatto talmente tante e svariate esperienze - esperienze emotivamente indimenticabili - che sono ormai pronti per spiccare un nuovo volo.





















sinforosa castoro

giovedì 30 maggio 2013

Una gocciolina

Una gocciolina, due goccioline,
tre goccioline, quattro goccioline,
tutte le manine,
le manine insieme.

Pioggia a catinelle,
nuvole blu blu,
cielo scuro scuro
che suona il tamburo.

No, non è un tamburo,
sono tuoni e lampi,
nuvoloni neri
che si fanno avanti.

Una gocciolina, due goccioline,
tre goccioline, quattro goccioline,
tutte le manine,
le manine insieme.

p.s. La filastrocca, che può essere anche cantata, è accompagnata dai gesti.


di sinforosa castoro

mercoledì 29 maggio 2013

Ave Maria

«Maestra, sai che mia mamma mi ha fatto imparare la preghiera in rumeno?».
«Che bello e che brava, la tua mamma! Che preghiera è?».
«Eh, la preghiera!».
«Vuoi dirla a tutti?».
«Sì».
E incomincia a recitare a memoria quella che sembra una preghiera dedicata a Maria.
«Forse è l'Ave Maria?» faccio io.
«Mmmh?!», risponde lui inarcando le sopracciglia.
«Bambini, chi di voi fa sentire a Ovidio l'Ave Maria in italiano?».
Tutti fanno facce un po' perplesse.
«Nessuno sa l'Ave Maria? Vi ricordate che qualche settimana fa abbiamo parlato di Maria... ».
«Che è la mamma di Gesù».
«Proprio così, bravo Giulio, e vi ho fatto sentire la preghiera dell'Ave Maria. Vi ricordate che la prima parte di questa preghiera sono le parole che l'Angelo Gabriele le ha detto quando è andato da lei per chiederle se voleva diventare la mamma di Gesù e le parole di sua cugina Elisabetta quando... ».
«Quando è andata a trovarla, perché era un po' vecchia e era incinta».
«Bravissimo. La seconda parte, invece, sono le parole che hanno "inventato" le persone per chiedere a Maria di stare loro sempre vicina. Adesso cerchiamo di ripeterla insieme, così la impariamo per bene. E poi dite alle vostre mamme di farvela imparare. Maria è contenta se voi la pregate, perché è un modo per dirle quanto le volete bene. D'accordo?».
«Io glielo dico a mia mamma».
«Anch'io... ».
«Bravissimi... Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne... ».


sinforosa castoro

martedì 28 maggio 2013

Torino: 13 Luglio 1979

Ma chi è costui? E io che non sapevo ancora che eri dietro l'angolo.







Da YouTube
Sinforosa Castoro

lunedì 27 maggio 2013

La Fede

Un ragazzino, al ritorno dall'orto, lascia la strada principale per arrivare prima a casa. Ma si smarrisce in un bosco fittissimo. Giunge la notte, in cielo brilla uno spicchio di luna sottile come una lama. Gira e rigira, il ragazzo non trova la via principale. Si siede, disperato e stanco sotto un albero. Ed ecco, sente dei passi tra le foglie cadute.
In quel buio, quasi assoluto, vede venirgli incontro una vecchina.
«Ti sei perso?». Domanda la donna. «Se vuoi posso farti da guida».
Il ragazzino si alza, guarda la vecchina e si accorge che è cieca: «Come puoi guidarmi tu che abiti in tenebre più fitte di queste?».
Risponde la vecchina: «Dammi la mano, non farmi domande».
Il ragazzo, non molto convinto, dà la mano alla donna. La vecchina procede spedita, con passo sicuro, evitando radici e tronchi di alberi. Dopo pochi minuti arrivano entrambi fuori dal bosco, sulla strada principale. La vecchina saluta e sta per procedere oltre, ma il ragazzo la trattiene per un braccio e dice: «Grazie. E... tante scuse. Ma... toglimi una curiosità. Come hai fatto a portarmi fuori dalle tenebre del bosco tu che vivi nelle tenebre? Chi sei?».
La vecchina sorride e risponde: «Sono la fede, figlio mio, ogni volta che devi attraversare il bosco del dolore o la valle della solitudine, affidati a me. Troverai la luce».
Da Pianeta Bimbi e Maria e i bambini - Ed. Paoline.


sinforosa castoro

domenica 26 maggio 2013

L'agnello

Dopo che Dio ebbe creato gli animali si accorse che erano nate rivalità fra di loro.
Alcuni, i più forti e i più arroganti vessavano gli altri e li facevano soffrire. In particolare notò l'agnello che era proprio senza difese. Lo mandò a chiamare.
«Non ti piacerebbe avere qualcosa per difenderti?».
«Certamente» rispose quello.
«Che ne dici di un paio di zanne acuminate?».
«Mi diventerebbe più difficile brucare l'erba tenera, appena nata».
«Che ne dici di due poderosi artigli?».
«Finirei per usarli a sproposito!».
«Se ti dessi una saliva avvelenata?».
«Finirei per essere odiato come i serpenti».
«Che ne dici allora di due robuste corna?».
«Ma allora chi mi accarezzerebbe più?».
«Ma allora tu non vuoi proprio fare del male ad alcuno?».
«No, Signore, non vorrei proprio!».
Dio allora pensò di dargli come arma la dolcezza.
Da allora l'agnello usa come arma di difesa la sua dolcezza e un Rabbi galileo lo ha preso come modello per sé e ancor oggi tutti i suoi seguaci lo chiamano l'Agnello di Dio.
Il far soffrire non è mai una capacità di cui vantarsi.
Dalla bella rivista: Presenza Cristiana del Collegio Missionario di Andria.




 sinforosa castoro

venerdì 24 maggio 2013

Consiglio

«Maestra ma perché sei tutta bagnata?».
«Eh, perché pioveva tanto».
«Ma non sei venuta con la macchina?».
«No, sono arrivata in bici».
«Ma perché non sei venuta in macchina che non ti bagnavi?».
«Hai ragione, ma lo sai che io preferisco la bici».
«Eh, ma con la macchina vai dentro e devi solo girare il timone... ».
«Il volante».
«Si... e non ti bagni mica».
«Domani se pioverà ancora verrò in macchina».
«Ecco, sì» e se ne va a giocare, soddisfatto.


 sinforosa castoro

giovedì 23 maggio 2013

Maestra, la mia mamma è morta

Erano giorni che mi domandavo quando sarebbe ritornata e in cuor mio speravo di non esserci. Certo, non sarebbe cambiato niente, prima o poi avrei dovuto affrontarla e affrontare la cosa, solo avrei preso tempo, avrei riordinato le idee e controllato, forse, meglio le emozioni. Dopo il fattaccio era stata a casa, ma quella mattina...
Me ne stavo seduta con alcuni bambini a raccontare qualcosa quando lei è entrata con la mano nella mano al papà. Era vestita con una gonnellina e un maglioncino candido come la neve e teneva in mano un pupazzetto di un colore così sgargiante che il mio primo pensiero fu: odierà per sempre quel colore.
Saluto il papà con una mano aperta sventolante (ci saremmo parlati in seguito) e resto inchiodata alla seggiolina col cuore che va all'impazzata: e adesso casa faccio? cosa le dico?
Lei viene a sedersi proprio accanto a me, la saluto come se niente fosse e chiedo notizie di quel pupazzetto nuovo: «Me l'ha regalato la mia nonna».
«È proprio carino» rispondo, tacendo quel mio pensiero.
Gli altri bambini se ne vanno a giocare e a ballare; c'è una musica assordante che invade il salone. Rimaniamo sole, noi due e, nonostante tutta quella baraonda, ce ne stiamo lì in un silenzio assordante.
Passano alcuni minuti, che a me sembrano ore, poi lei si alza, oddio!,

mercoledì 22 maggio 2013

Nostra Aetate Parte II°

Le diverse religioni non cristiane
" ... La Chiesa nulla rigetta di quanto è vero e santo in queste religioni (Induismo e Buddismo). Essa considera con sincero rispetto quei modi di agire e di vivere, quei precetti e quelle dottrine che, quantunque in molti punti differiscano da quanto essa stessa crede e propone, tuttavia non raramente riflettono un raggio di quella verità che illumina tutti gli uomini.
Essa però annuncia, ed è tenuta ad annunciare, il Cristo che è «via, verità e vita» (Gv.14,6) in cui gli uomini devono trovare la pienezza della vita religiosa e in cui Dio ha riconciliato a sé stesso tutte le cose.
Essa perciò esorta i suoi figli affinché, con prudenza e carità, per mezzo del dialogo e la collaborazione con i seguaci delle altre religioni, sempre rendendo testimonianza alla fede e alla vita cristiana, conservino e facciano progredire i valori spirituali, morali, e socio-culturali che si trovano in essi".
Nostra Aetate 2. 857. 858.
Continua...
sinforosa castoro

martedì 21 maggio 2013

Micino Micetto

Micino Micetto
dall'alto di un tetto
si sono incontrati
si sono salutati.
Ciao come stai?
Ciao come va?
Prima le riverenze e poi le confidenze.
Io so dov'è un topino,
sta dentro un buchino,
dimmi dov'è,
che vengo con te... con te... con te.



sinforosa castoro

lunedì 20 maggio 2013

Il bel giovanotto

Qualche giorno fa mi trovavo in fila davanti a uno sportello quando il "bel giovanotto" davanti a me si volta e mi fa: «Tu non sai chi sono, eh?».
A quelle parole sono rimasta un po' titubante, è sempre spiacevole e del tutto scortese dimenticare una persona! Poi, però, guardandolo bene in quei suoi occhi neri, m'è venuto in mente: «Tu sei stato un mio bambino? ... Andrea, se non sbaglio?».
«Si».
«Oddio, Andrea! Ma guarda come sei bello! Lo eri anche da piccolo!...».
E siamo andati avanti a parlare un po' del tempo passato... «... sai che mi ricordo ancora quel gioco che ci facevi fare con gli animali di plastica... ».
«Eh sì, lo faccio ancora, sai... ».
«E tutte quelle canzoni che suonavi con la chitarra!».
«Già. È bello che tu conserva questo bel ricordo».
Ha continuato a ripercorrere piccoli grandi tappe di quel suo tempo passato, per finire con una frase che suonava così: «... mi ricordo che ci facevi parlare, ragionare e riflettere, ti ricordi? Tutti in cerchio... a me piaceva... e poi, a ben pensarci, è questo che dà senso alle cose, no? Altrimenti!... ».
È vero, Andrea, se non ci si ferma un po' a riflettere sulle realtà che quotidianamente vediamo e viviamo, le realtà, anche le più belle e positive, perdono di valore, per sé stesse e per noi.
Ci siamo salutati... alla prossima.
A proposito, adesso Andrea è un giovane laureato in cerca di occupazione.

sinforosa castoro

domenica 19 maggio 2013

Preludio

Con il tuo corpo non ben definito,
coi tuoi capelli di fili di seta,
con i tuoi occhi spalancati e belli,
con la tua bocca disegnata a pastello
seguivi, da lungo tempo, il volo del tuo gabbiano.

Quanti mari dovrà attraversare?
Quante terre toccare?
A quanti donerà il suo cibo?
Quanti coprirà con le sue penne madreperlate?

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In quei pomeriggi opachi e nebbiosi,
le anime dei trapassati osservavano, in muto silenzio,
i tuoi primi passi lungo i viali della vita.
I monumenti marmorei innalzavano, nel cielo diafano,
rigide mani, volti fissi, occhi svuotati e freddi.
La terra, umidiccia e smossa,
a stento tratteneva i vermi
che qua e là fuoruscivano strisciando in ondulato andare
fra lapidi consunte dal tempo.
Qualche fiore appassito gocciava e, come d'incanto,
ogni goccia si tramutava in anima leggera
che si posava sulle tremule fiammelle
- catene di luci, sopra marmi contrassegnati a bronzo -.

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La tua anima,
dischiusa alla vita,
candida e vergine,
quasi avesse le ali,
si muoveva lungo i giardini consacrati ai morti.


 di sinforosa castoro

sabato 18 maggio 2013

Santo Spirito

Domani, ma la festa è già cominciata, sarà Pentecoste e con questa solennità si chiuderà il lungo periodo pasquale. Sì, perché la Pasqua non può durare un solo giorno, la risurrezione di Gesù è un avvenimento talmente straordinario che la gioia deve protrarsi.
Lo Spirito Santo, terza persona della Santissima Trinità, soffierà in ogni dove.
Ho parlato ai bambini di queste due festività che hanno contrassegnato questa ultima settimana: l'Ascensione e l'effusione dello Spirito Santo e per far comprendere meglio il concetto di Spirito Santo ho preso a esempio l'amore di mamma e papà.
E lo Spirito, in verità, che cos'è se non l'amore di Dio Padre e Dio Figlio che si manifesta in ogni uomo e nella storia?
Spirito di sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza, pietà e timore di Dio.
"... Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé"
Galati 5,22.
".. Lo Spirito di Dio, che, con mirabile provvidenza, dirige il corso dei tempi e rinnova la faccia della terra... "
Gaudium et spes 26. 1402.
Chiediamo con forza e fede i doni di questo straordinario datore di vita.



Il Fuoco dell Spirito
sinforosa castoro

venerdì 17 maggio 2013

Nostra Aetate Parte I°

"... Gli uomini delle varie religioni attendono la risposta ai reconditi enigmi della condizione umana che ieri come oggi turbano profondamente il cuore dell'uomo: la natura dell'uomo, il senso e il fine della nostra vita, il bene e il peccato, l'origine e il fine del dolore, la via per raggiungere la vera felicità, la morte, il giudizio e la sanzione dopo la morte, infine l'ultimo e ineffabile mistero che circonda la nostra esistenza, donde noi traiamo la nostra origine e verso cui tendiamo".
Nostra Aetate 1 - 855.
Continua...
sinforosa castoro

La malva

La Malva è un ottimo rimedio nel catarro polmonare e bronchiale, nella tosse e nella forte raucedine, ma anche nella laringite, nella tonsillite e nella bocca secca.
Tisana: mettere a bagno freddo durante la notte un cucchiaino colmo da dessert di erba in un quarto di litro d'acqua. Come dose giornaliera se ne sorseggiano due o tre tazze appena riscaldate.
Eccellenti risultati danno i bagni agli occhi e impacchi sulle palpebre di tisana di Malva tiepida quando capita quel fastidioso disturbo del prosciugamento del liquido lacrimale.
Dal libro: La salute dalla farmacia del Signore di Maria Treben. Ed. Ennsthaler

sinforosa castoro

giovedì 16 maggio 2013

L'Alfabeto

Con i bambini "grandi" le attività si moltiplicano perché loro sono davvero in gamba e hanno una gran voglia di fare e di scoprire cose nuove. Ogni pretesto è buono per imparare, scoprire, ragionare e creare.
Naturalmente qualche bambino, bambina, conosce già alcune letterine e il gioco che piace tanto è quello di analizzare ogni singola lettera per poi cercare tante parole che incominciano con quella lettera. A volte si confondono e pronunciano una parola che include non che incomincia con "quella" lettera, e allora, insieme, cerchiamo di capire la differenza fra una parola che inizi con una determinata lettera e una parola che la includa. Così abbiamo costruito il nostro alfabetiere, colorato e ricco di spunti.
Ovviamente loro non sanno ancora scrivere, per cui il loro scrivere è utilizzare i simboli grafici e cioè i disegni.
Ed ecco il dettato dei simboli grafici, rispettando l'ordine di dettatura; in questo modo anche la lettura, individuale e di gruppo, diventa spunto di scoperte e di riflessione su eventuali errori.















sinforosa castoro

mercoledì 15 maggio 2013

Tutti i giorni

Fra poco andrò a scuola... Non avete idea del fiume di parole che mi si rovescia addosso appena entro in aula.
Esordiscono con un Ciaooo assordante e prolungato per poi accerchiarmi, letteralmente, e ognuno ha qualcosa da comunicarmi, ad alta voce, con prepotenza e determinazione; e ci siamo lasciati solo ieri pomeriggio!
«Maestra, sai che mio papà...
«Maestra sai che ieri...
«Maestra ti ho visto...
«Sinforosa, ieri mia mamma...
«Maestra, oggi io vado...
«Maestra ho portato ...
«Maestra, guarda che bello...
«Maestra...
«Maestra...
«Bambini, dopo me lo dite con calma...  Parlate tutti insieme!... ».
Ma è inutile, dopo è già passato, dopo ci saranno altre cose da dire, da raccontare, da fare e così, quotidianamente, mi perdo quelle news, perché, si sa, i bambini vivono il presente, nel presente, e si curano poco o niente del ieri o del domani. A loro basta una carezza, uno sguardo d'intesa, un: «Che bello!» per essere appagati e continuare a vivere la giornata scolastica. Il mio è un lavoro meraviglioso.






sinforosa castoro

martedì 14 maggio 2013

Mammamondo

Mamma nanna, latte, cuore.
Mamma scuola, baci, amore.
Mamma buio, temporale.
Mamma etchiù... sto tanto male.
Mamma lacrime asciugate.
Mamma ninne sussurrate.
Mamma torta e cioccolato.
Mamma dono assicurato.
Mamma abbracci e sorrisi.
Mamma un mondo intorno a me.
... Di più belli non ce n'è.

La mia mamma di E. A.
di sinforosa castoro

domenica 12 maggio 2013

W La Mamma

... Continua...
«Lo sai, maestra, che mia mamma aspetta un bambino?».
«Sì, lo so e tu sei contenta, vero?».
«Sì».
«Anch'io voglio un fratellino, ma mia mamma non vuole e invece mio papà lo vuole».
«E allora, magari, poi lo vorrà anche tua mamma».
«Io ho già cinque... tre fratelli e due sorelle».
«Eh, sì, bambini, lui ha proprio tanti fratelli e sorelle».
«Ma, continuiamo a parlare della nostra mamma».
«Mia mamma dice sempre che è stanca».
«Certo, bambini, le mamme fanno talmente tante cose che poi sono stanche. Per questo voi dovete fare i bravi e cercare di obbedire alla mamma e magari di aiutarla un po'».
«Io l'aiuto a preparare la tavola».
«Brava».
«E io le do le cose da stendere».
«Bravissimo».
«Sai che mia mamma mi ha detto che mio papà ci ha lasciati?».
«No, forse non si è spiegata tanto bene. Il tuo papà non vi ha lasciati! Te l'ho già detto. È solo che lui e la tua mamma non andavano più d'accordo e allora lui è andato in un'altra casa, ma tu lo vedi lo stesso, vero? E poi lui ti vuole tanto bene».
«Sì, ma adesso lui non è più mio papà, prima c'era... e adesso c'è ...».
«Sì, però lui non è il tuo papà, ti vuole bene anche lui,  ma il tuo papà rimane sempre ... Questo è un amico della mamma, che vuole bene anche a te, ma il tuo papà è quello là, capisci?».
«Mhhh!» e fa sì con la testa.
«Sai, Sinforosa, che mio papà è ritornato?».
«Davvero? Che bello, cosa ti dicevo?».
«Sì, però mia mamma l'ha cacciato di casa».
«Ah!».
«Lui però c'ha dato i soldi a me e mio fratello».
«Vedrai che ritornerà a casa e poi, magari, farà la pace con la mamma».
«Mia mamma non ha cacciato mio papà di casa».
«Ma certo! Non si caccia nessuno da casa è solo che a volte i grandi litigano, come i bambini, ma poi fanno pace».
«Io, quando mia mamma e mio papà gridano chiudo le orecchie».
«Ecco, bambini, lui fa come quella bambina della "storia", vi ricordate? ... Allora, bambini, adesso che abbiamo detto tante cose sulla nostra mamma prepareremo un bel regalino per lei, per dirle quanto le vogliamo bene. Bambini, fra qualche giorno sarà la sua festa, lo sapete?».
«Sììì!!!».
E tutti, allegramente, rompono il cerchio e invadono l'aula, pronti a lavorare.




 N.B. I bambini osservano, ascoltano, "si fanno idee", "giudicano", riflettono, si creano immagini, vivono emozioni e sentimenti: siate prudenti.


sinforosa castoro



sabato 11 maggio 2013

Mamma

Conversazione: La mamma.
«Mia mamma è bellissima!».
«Anche la mia».
«La mia mamma fa delle cose buone da mangiare, però mia nonna è più brava!».
«Anche mia nonna Adele e mia nonna Nina sono delle brave cuoche... mia mamma mica tanto, però, mi fa sempre la pasta bianca!».
«Sai che mia mamma si pittura tutti i capelli?».
«Eh, sì! Mia mamma si "fa i peli"!».
«Si fa i peli?».
«Sì, se li tira tutti via, al Sabato».
«Però queste, bambini, sono cose che non si devono dire a tutti, è vero?».
«Sì, ma, maestra, lo fa sempre anche mia mamma, eh!».
«Anche la mia, si mette tutta la crema qui sotto».
«Eh, sì, tua mamma c'ha i baffi!».
«Non ha i baffi».
«Allora, io vi ho chiesto com'è la vostra mamma e cosa fate di bello con lei... ».
«Sì, però lui ha detto che mia mamma c'ha i baffi!».
«Non ha detto questo. La sua mamma mette la crema per ammorbidire la pelle, è vero?».
«Sì, è vero».
«Eh, sì!».
«Basta, adesso. Allora ditemi, cosa fa la vostra mamma?».
«Mia mamma fa tutti i mestieri».
«Anche la mia e poi stira tutto e poi fa anche i pavimenti».
«Io vado con lei a fare la spesa... ».
«Mia mamma fa la torta, quando ho compiuto gli anni ha fatto quella di cioccolato».
«Che brava!»
«Anche la mia».
«Eh, sono tutte brave, le mamme. Raccontate ai vostri amici com'è fatta».
«Mia mamma è un po' bassina».
«Mia mamma no».
«La mia ha gli occhiali perché non ci vede tanto bene».
«Mia mamma si pittura tutte le unghie e mette il rossetto».
«Eh, sì, il rossetto!».
«Certo, alcune mamme mettono il rossetto».
« Perché tu non lo metti?».
«Perché metto il burro di cacao; dovrei mettermi il rossetto?».
«Nooo!!!».
«Hai visto, maestra, che mia mamma mi ha pitturato le unghie?».
«Ho visto, stai proprio bene, però le unghie vogliono respirare e se le copri con lo smalto chiudi tutti i buchini e loro non respirano più».
«Poi lo tiro via»
« Brava... ».
Continua...


















sinforosa castoro

venerdì 10 maggio 2013

I disegni parlano

I disegno di un bambino, bambina, non solo è bello da guardare ma può "raccontare" tante cose della sua vita emozionale e affettiva.
Ci sono un'infinità di libri che parlano del disegno infantile e chiunque in libreria può trovare testi che spiegano con parole ed esempi, per esempio, l'evoluzione del disegno (temi già trattati in post precedenti), oppure la "lettura" fatta, appunto, da occhi esperti.
Ora vorrei soffermarmi su un aspetto significativo: la rappresentazione degli "omini".
Già in precedenza è stato sottolineato che la capacità di rappresentare graficamente un vissuto cammina pari pari con la maturità percettiva e motoria del bambino/a, a questo, tuttavia, si somma anche la sua vita affettiva ed emozionale, che rispecchia l'ambiente in cui vive e le relazioni in cui si muove. Insomma, un bambino che vive attorniato dalla giusta dose di attenzioni, gratificazioni affettive e stimoli è senza dubbio più avvantaggiando di un altro che è poco o per niente motivato e poco o per niente soggetto di attenzioni e gratificazioni affettive. Certo, la cosa difficile, come sempre, è saper calibrare le attenzioni, le gratificazioni affettive  e gli stimoli, perché,  come ho detto altre volte, il troppo e il niente, a lungo andare, danno lo stesso risultato.
Premesso che le parole che seguiranno sono solo indicative e riferite anche a bambini più grandicelli (lascio a voi l'approfondire l'argomento su testi autorevoli), cerchiamo di orientarci nel mondo degli "omini".


  • La Testa. Se il bambino la rappresenta troppo piccola indica una certa chiusura, un certo ripiegamento su di sé. Al contrario, se troppo grande, mette in evidenza una certa espansività e anche, forse, egocentrismo.
  • La Bocca. Se aperta o spalancata mette in luce la sua voglia di comunicare. Chiusa evidenzia un certo stato di tensione.
  • Il Naso. È collegato alla sessualità e segna l'imminente ingresso nella pubertà.
  • Gli Occhi. Questa parte del viso evidenzia la vitalità del bambino: grandi sono indice di curiosità, ma anche di voler tener sotto controllo tutto; piccoli sono spia di introversione e timore ad affrontare nuove esperienze.
  • Le Braccia. L'assenza di braccia e mani denota che il bambino ha ricevuto poche gratificazioni affettive. Quando sono allargate esprimono il desiderio del bambino di esplorare, mentre le braccia alzate sono indice di richiesta di aiuto.
  • Le Gambe. Troppo lunghe denotano il desiderio di diventare grandi, troppo corte il timore di diventarlo.
















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