La Rete

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domenica 30 giugno 2013

La gallina Codabianca

È una bella giornata di sole e la gallina Codabianca se ne va a passeggio:
«Coccodè... coccodè... » canta allegra Codabianca.



«Ehi, Codabianca dove vai?».
«Chi mi chiama?».
«Ma sono io, Arcibaldo».
«Ciao, Arcibaldo, vado a passeggio».
«E i tuoi pulcini?».
«Sono con Biachina, là, nel prato».
«Capisco! Posso venire con te a passeggiare?».

«Certo, Arcibaldo e mentre zampettiamo cantiamo insieme, ti va?».
«Sicuro, sapessi quante canzoni so cantare!».
«Coccodè... Coccodè... Chicchirichì... Coccodè...
Chicchirichì... Chicchirichì... Coccodè... Chicchirichiiii».

 di sinforosa castoro

sabato 29 giugno 2013

Chi c'è In Chiesa?

«Bambini, dove vanno i cristiani quando vogliono pregare?».
«In chiesa».
«Bravo Luca, Vanno in chiesa. E la chiesa com'è fatta?».
«Io vado da don Davide e lui è in chiesa».
«Io però ho fatto un'altra domanda, ho chiesto com'è fatta la chiesa?».
«È grande, c'ha la porta... ».
«Sì, ma non la porta come la porta questa (e indica quella dell'aula), è grande... ».
«Eh... ma non c'è una porta sola, ce ne sono tante, di porte».
«Ma io entro da quella aperta, sempre».
«E sì, bambini, la chiesa ha tante porte e si si deve entrare dalla porta aperta, non da quella chiusa, vero? Allora, chi mi dice che cosa c'è dentro la chiesa?».
«Ci sono tutte le panchine... ».
«Nooo, non le panchine, quelle grandi».
«Ma lui voleva dire le panche grandi, vero?».
«Sì, e poi ci sono le sedie e le statue. Io metto sempre la candela davanti alla statua della Madonna... ».
«In chiesa c'è anche un tavolo, vero?».
«Sì, con su tutta la tovaglia di pizzo e poi c'è don Davide che prega».
«Brava Monika. Ma, bambini, perché si va in chiesa, chi c'è in chiesa?».
«C'è don Davide».
 «Sì, Monika, c'è don Davide, ma noi andiamo in chiesa perché c'è don Davide? No, chi c'è di importante in chiesa, chi me lo dice?».
«C'è la Madonna».
«Sì, c'è la statua della Madonna e di tanti santi, ma c'è una persona importante, in chiesa, per questo andiamo a pregare».
«C'è Gesù».
«Oh... finalmente, facciamo un applauso a Davide. C'è Gesù e dov'è, Gesù?».
«È sulla croce».
«È vero, Valeria, c'è Gesù sulla croce ma è una statua anche quella. In chiesa ci sono tante statue, anche quella di Gesù in croce, ma dovete sapere che in chiesa c'è Gesù, vero. C'è come una casettina dove dentro c'è Gesù, lo sapevate? Si chiama Tabernacolo, che vuole dire dimora, luogo, posto dove sta Gesù, appunto».
Mi guardano, curiosi e meravigliati al tempo stesso, poi salta su uno e dice: «È tutta d'oro».
«Sì, il Tabernacolo è tutto d'oro, perché dentro c'è Gesù e chi è Gesù?».
«È il figlio di Dio Padre... ».
«E di Maria...».
«E chi è Dio Padre?».
«È quello che ha creato tutto».

venerdì 28 giugno 2013

I due lupi

In questi giorni ho ricevuto una mail da un caro amico. Fra le tante cose dette c'era anche questo breve racconto. Non so dove l'abbia preso, so solo che mi è piaciuto tantissimo.

Un padre a un figlio: «Figlio mio, la battaglia della vita è fra due lupi che vivono dentro di noi. Uno è infelicità, paura, preoccupazione, gelosia, dispiacere, autocommiserazione, rancore, senso di inferiorità. L'altro è felicità, amore, speranza, compassione».
Il piccolo ci pensò su un momento e poi chiese: «Quale lupo vince?».
L'anziano indiano Cherokee rispose semplicemente: «Quello a cui dai da mangiare».


sinforosa castoro

giovedì 27 giugno 2013

Salmo 63 (62)

O Dio, tu sei il mio Dio,
all'aurora ti cerco,
di te ha sete l'anima mia,
a te anela la mia carne
come terra deserta, arida, senz'acqua.
Salmo 63,2.



sinforosa castoro

mercoledì 26 giugno 2013

Io sono la lumaca

Io sono la lumaca
e non un topolino.
Non lascio mai la casa,
ma resto a te vicino
e se mi sento sola... hoilì hoilì hoilà.
E uno e due e il terzo vien con me,
nella nostra casa si vive come un re.

Questo semplice gioco lo si canta tutti insieme stando seduti in cerchio.
Inizia un bambino o una bambina  e quando si arriva al: «.. e uno e due e il terzo vien con me... » il bimbo/a conta, toccando la testa dei compagni, e prende per mano il terzo che vien con me, appunto. Si ricomincia a cantare e a giocare finché... finché si vuole. Al termine, quando si sarà formata una lunga fila, il gioco si potrà trasformare in un bel trenino...



Ma questa è un'altra storia e... un'altra canzone.


sinforosa castoro


martedì 25 giugno 2013

W L'Italia

In qualunque luogo ci si trovi, risuona imperterrita la solita tiritera: c'è crisi... c'è crisi... c'è crisi.
I giovani non entrano al lavoro. I "grandi"- ma non ancora abbastanza grandi per andare in pensione - sono stati buttati fuori da fabbriche, aziende e uffici. Le giovani coppie non si mettono più insieme, non si sposano più perché non ci sono soldi a sufficienza per uno, figuriamoci per due! Di bambini "non se ne fanno più", perché costano, perché non c'è futuro. Gli anziani piangono pensando a figli e a nipoti. I figli sono preoccupati pensando agli anziani genitori e i nipoti non vedono via d'uscita. Ma intanto la vita deve andare avanti fra bollette da pagare, alimenti, medicine, indumenti da acquistare, servizi da pagare e a caro prezzo. Ma cos'è successo?
Sono innumerevoli le cause, le conosciamo tutti, o meglio, tutti ne siamo al corrente. Poco si parla, però, del fatto che paesi che fino a ieri erano consumatori da anni sono in lotta fra loro e quando c'è una guerra, si sa, non si pensa altro che alle armi, altroché! Altri paesi che erano fra quelli del "terzo-quarto" mondo sono diventati del... "primo" mondo eh...
Altri paesi ancora, passando sopra a diritti  primari dell'uomo, hanno avuto un'azione talmente seducente che chi-se-ne-frega-dei-diritti ciò che conta è il profitto, e così le nostre industrie sono emigrate. Per non parlare delle industrie straniere che hanno preferito andare altrove piuttosto che stare fra pressapochisti come talvolta ci comportiamo noi, noi italiani, così mal organizzati, così complessi e "disordinati" che ci perdiamo in leggi, leggine, decreti, circolari e quant'altro tanto che tutto può essere tutto e l'esatto suo contrario e poi non dimentichiamo che da dodici anni a quest parte la moneta è unica; a chi lo fa fare di venire a investire da noi?
Ma come? Noi che abbiamo fatto scuola agli altri? Sì, noi. Noi buonisti che inviamo l'sms per questa e quella causa e poi puntiamo il dito contro questo e quello. Noi che in fondo in fondo non vogliamo veramente cambiare, nulla, altrimenti avremmo preso posizioni e invece cosa facciamo? Ci lamentiamo, ci disperiamo e poi ridiamo a crepapelle delle nostre disgrazie fra una trasmissione televisiva e l'altra. Noi che ci crediamo superiori e guardiamo non di buon occhio chi non è come noi, magari lo straniero che ci cammina accanto, senza soffermarci un attimo a riflettere che anche noi siamo stranieri per l'altro, senza soffermarci a riflettere su come gli altri ci vedono, ci guardano, ci giudicano, persino i nostri fratelli europei. Se a tutto questo poi si sommano le catastrofi naturali che hanno colpito il nostro paese in questi ultimi anni...
Tutto ciò, oltre a causare i problemi sopraelencati, crea sempre più quella disgregazione sociale che fa sì che la gente impazzisce, si uccide, uccide, e le nostre città, i nostri paesi si fanno sempre più pericolosi, invivibili.
Se fossimo stati tutti, ma dico tutti, cominciando da me, più seri, più composti, più disciplinati, più responsabili, più onesti, più umili là dove operiamo, dove lavoriamo, dove viviamo, be' forse... Forse non saremmo caduti così in basso.
Ma ora è tempo di rialzarci; chi di voi ha una soluzione?

sinforosa castoro

lunedì 24 giugno 2013

La notte delle streghe

Davanti alla mia casa
c'è un noce piantato,
albero delle streghe
lo hanno chiamato.

Streghe, streghette,
giovani e vecchiette,
vi giungono di notte
per farne di crude e di cotte.

Cantano, ballano,
poi fanno magie,
pozioni ribollenti,
incantesimi a non finire.

Alla luce del nuovo giorno
le vedo scomparire,
a cavallo delle scope
mi fanno ridere, da morire.














di sinforosa castoro

domenica 23 giugno 2013

Chi sono per te?

«... Ma voi, chi dite che io sia?». Lc 9, 18-24
Il Signore va oltre i sondaggi, arriva il giorno in cui ci interpella, personalmente:
«... Ma io, chi sono per te?».
sinforosa castoro

sabato 22 giugno 2013

Nostra Aetate Parte V

La fraternità universale.
"Non possiamo invocare Dio Padre di tutti gli uomini, se ci rifiutiamo di comportarci da fratelli. verso alcuni degli uomini che sono creati a immagine di Dio. L'atteggiamento dell'uomo verso Dio Padre e quello dell'uomo verso gli altri uomini suoi fratelli sono tanto connessi che la Scrittura dice: «Chi non ama non conosce Dio». (1 Giov. 4,8).
Viene dunque tolto il fondamento a ogni teoria o prassi che introduce tra uomo e uomo, tra popolo e popolo, discriminazioni in ciò che riguarda la dignità umana e i diritti che ne promanano. In conseguenza la Chiesa esecra, come contraria alla volontà di Cristo, qualsiasi discriminazione tra gli uomini o persecuzioni perpetrata per motivi di razza o di colore, di condizione sociale o di religione.
E quindi il Sacro Concilio, seguendo le tracce dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, ardentemente scongiura i Cristiani che «mantenendo tra le genti una condotta impeccabile» (1 Pietro 2,12) se è possibile per quanto da loro dipende, stiano in pace con tutti gli uomini, affinché siano realmente figli del Padre che è nei Cieli".
Nostra Aetate 5. 869. 871. Roma 28 Ottobre 1965


sinforosa castoro

giovedì 20 giugno 2013

Partiam...





Scegliete tra aereo, auto, camper e nave: dove vorreste andare? E con chi? 
Raccontatelo

sinforosa castoro

mercoledì 19 giugno 2013

Sei meravigliosa

Chi ha la fortuna di recarsi al lavoro, in una calda e afosa giornata di metà Giugno e sentirsi dire, da labbra pure e da una mente disinteressata:
«Sinforosa, oggi sei meravigliosa vestita così»?
Be', io ho questa fortuna...




sinforosa castoro

martedì 18 giugno 2013

Il pesciolino

Un giorno un pesciolino
nuotar non volle più
e dietro una conchiglia
si mise a testa in giù.
Un bimbo pian pianino
la coda gli toccò,
gli fece l'occhiolino,
lui disse senti un po'.
Son stanco di nuotare,
di andare avanti e indré
vorrei poter girare il mondo insieme a te.

Glu glu glu,
glu glu glu,
ripeteva il pesciolino.
Glu glu glu,
glu glu glu
gli altri stavano a guardar.

A un tratto il pesciolino
gli scappò via di man,
gli fece l'occhiolino,
lui disse ciao a doman.
Tu sei un buon bambino
vorrei poter restar,
ma c'è una pesciolina
che vuol che io resti qua.

Glu glu glu,
glu glu glu,
ripeteva il pesciolino.
Glu glu glu,
glu glu glu
gli altri stavano a guardar.                                                                                    


Cantiamo la canzone, mimando.
sinforosa castoro

lunedì 17 giugno 2013

La fatica di diventare grandi

«Maestra, perché siamo in pochi?».
«Perché alcuni bimbi sono partiti per le vacanze e altri hanno la febbre».
«Ma poi ritornano?».
«Penso proprio di sì, anche se mancano solo pochi giorni e poi la scuola chiuderà, lo sai».
«Ma io non voglio andare via da questa scuola».
«Non sei contento di andare in prima elementare?».
«No. Io non voglio andare da un'altra maestra».
«Ma tu lo sai che la maestra che avrai io la conosco ed è una maestra bravissima?».
«Ma poi ci racconta tutte le storie come te?».
«Lei vi racconterà altre storie e saranno molto interessanti e belle».
«Ma se poi lei ci sgrida?».
«Anch'io vi sgrido, a volte, no?».
«Eh ma lei, poi, magari, ci sgrida e ci dà i brutti voti».
«Ma no! Siete tutti bravissimi, dovete solo ascoltare quello che vi dice e basta».
«Eh, ma allora si deve sempre stare zitti?».
«No, si deve ascoltare per non sbagliare e poi in quella scuola giocherete e mangerete, come fate qui».
«Ma a me non piace... Io voglio stare qui».
«Ma tu lo sai che nella nostra aula arriveranno tanti bambini piccoli, vero?».
«Sì, lo so».
«E allora? Lo so che a volte si fa un po' fatica a diventare grandi, anche per me, sai. Anch'io non vorrei vedervi andare via, con tutti quei piccoli che mi faranno tribolare; ma se tenevo sempre gli stessi bambini non avrei conosciuto te, è vero o no? E poi sono sicura che quella scuola ti piacerà e dirai "Sinforosa aveva proprio ragione" e poi verrai a trovarmi».
Mi fa sì con la testa, ma gli occhi, per ora, non sono ancora felici.
«Su, vieni che andiamo a giocare» e, rassegnato, mi dà a mano.

sinforosa castoro

sabato 15 giugno 2013

Muci-Neonato

Non so perché in queste ultime notti è ritornato il Muci-neonato di allora. Era da un anno o giù di lì che non mi svegliava più in piena notte, sì in piena notte. Arriva e incomincia ad attirare l'attenzione grattando la porta, le ante dell'armadio, tirando i cassetti bassi della cassettiera, e, se non sono pronta a intervenire in un battibaleno, tutta la biancheria ben riposta in 'sti cassetti me la ritrovo in terra. Io, con gli occhi chiusi e al buio, incomincio a sgridalo. Lui niente, imperterrito continua, allora accendo la luce della lampada e lo minaccio. Lui mi fissa con quei suoi occhi tondi, grossi e pieni, senza un minimo di timore, anzi, con spavalderia se ne sta lì impalato pronto a ricominciare la protesta. Mi ricorico e spengo la luce, sono le tre e mezza di notte e dalla finestra, un po' aperta, entra quella bella fresca brezza notturna che ti fa sospirare e godere di essere lì nel tuo letto con ancora un po' di ore per dormire. Muci ricomincia, adesso salta sul mobile dove ci sono tutte le foto incorniciate.
«Smettila» gli grido dal letto. Pare che l'abbia capita: il silenzio è ripristinato e regna sovrano, ovunque. Pia illusione. Dopo un po' sento che ricomincia a grattare. Nel buio afferro la prima cosa che mi capita sotto mano e la lancio, così, a vanvera. È la biro che tengo sul comodino accanto al libro, è andata a sbattere contro il cassettone. Accendo la luce. Muci mi guarda e guarda la biro in terra accanto a lui. Dal suo cipiglio intuisco che non mi lascerà in pace finché non mi alzerò. Appena mi vede in piedi, un po' barcollante, in verità, per via del sonno, eccolo strusciarsi contro le mie gambe. Grrr... grrr... grrr. Non smette un attimo di fare le fusa. Mi segue in cucina, gli verso nella ciotola una manciatina di crocchette, fra parentesi ce n'erano già, e, dopo avermi rivolto uno sguardo di gratitudine, incomincia a sgranocchiare. Io ritorno a letto... finalmente. Ma eccolo, di nuovo, alle sei in punto:
«Eh, no! È Sabato. Lasciami dormire. Smettila».
Non so bene cos'è accaduto dopo, so solo che mi sono svegliata alle nove e lui, Muci, era lì a un palmo dal mio naso che mi guardava dritto negli occhi con fare un po' minaccioso.
A proposito, la biancheria del cassetto in basso era riversa sul pavimento.

sinforosa castoro



giovedì 13 giugno 2013

Nostra Aetate Parte IV

La religione giudaica
" Scrutando il mistero della Chiesa, il Sacro Concilio ricorda il vincolo con cui il popolo del Nuovo Testamento è spiritualmente legato con la stirpe di Abramo.
La Chiesa di Cristo, infatti, riconosce che gli inizi della sua fede e della sua elezione si trovano già, secondo il mistero divino della salvezza, nei Patriarchi, Mosè e i Profeti.
Essa afferma che tutti i fedeli di Cristo, figli di Abramo secondo la fede, sono inclusi nella vocazione di questo Patriarca e che la salvezza della Chiesa è misteriosamente prefigurata nell'esodo del popolo eletto dalla terra di schiavitù.
Per questo la Chiesa non può dimenticare che ha ricevuto la rivelazione dell'Antico Testamento per mezzo di quel popolo con cui Dio, nella sua ineffabile misericordia, si è degnato di stringere  l'Antica Alleanza, e che si nutre della radice dell'ulivo buono su cui sono stati innestati i rami dell'ulivo selvaggio che sono i Gentili.
La Chiesa crede, infatti, che Cristo, la nostra pace, ha riconciliato gli Ebrei e i Gentili per mezzo della sua croce e dei due ha fatto una sola cosa in Sé stesso. Inoltre la Chiesa ha sempre davanti le parole dell'apostolo Paolo riguardo agli uomini della sua stirpe: (Rom. 9,4-5).
Essa ricorda anche che dal popolo ebraico sono nati gli Apostoli, fondamenta e colonne della Chiesa, e così quei moltissimi discepoli che hanno annunciato al mondo il Vangelo di Cristo...
"Essendo perciò tanto grande il patrimonio spirituale comune a Cristiani e a Ebrei, questo Sacro Concilio vuole promuovere e raccomandare tra loro la mutua conoscenza e stima, che si ottengono soprattutto dagli studi biblici e teologici e da un fraterno dialogo... "
Nostra Aetate 4. 861. 865.
Continua...

sinforosa castoro

martedì 11 giugno 2013

Ho la pelle scura

Arriva tutta imbronciata e mi dice: «Maestra, lei mi ha detto che ho la pelle scura».
«Be' ma è vero, no?».
«No».
«Ascolta, tesoro, tu hai la pelle scura perché assomigli al tuo papà. Il tuo papà non ha la pelle scura? E il tuo papà è bello, vero, e gli vuoi bene?».
«Sì».
«Vedi, ognuno di noi ha la pelle, il colore dei capelli, degli occhi, diversi l'uno dall'altro. Guarda me. Secondo te, io ho la pelle chiara come quella di Vanessa?».
«No, lei ha la pelle bianca, bianca e i capelli... bianchi».
«Be', insomma, i capelli non ce li ha bianchi, li ha così biondi che sembrano quasi bianchi e la sua pelle è chairissima, è vero. Guardati in giro, non vedrai neanche un bambino o una bambina uguale a un altro. Nemmeno loro, che sono due gemelli, sono uguali, vedi, lui ha gli occhi un po'...».
«Verdi».
«E lui... Per favore, vieni qui un attimo... lui li ha?».
«Marroni».
«Hai visto? E dimmi, in giardino che fiori ci sono?».
«Le margherite... le viole, i "soffioni gialli", gli "occhi della Madonna, le "stelline" gialle e poi i papaveri e quelli bianchi... ».
«Hanno tutti lo stesso colore o la stessa forma?».
«No».
«Pensa se invece tutti i fiori fossero uguali, dello stesso colore, dello stesso profumo... ti piacerebbe?».
«No».
«Vedi, noi siamo come i fiori, ognuno di un colore diverso, è per questo che siamo bellissimi. Siamo tutti bellissimi, come i fiori del giardino».
Mi fa sì con la testa e se ne va a giocare, sorridente.



sinforosa castoro

lunedì 10 giugno 2013

Il Rosario

Parlando ai bambini di Maria, la mamma di Gesù, ho parlato loro della preghiera del rosario. In modo molto semplice, e mostrando loro un rosario, ho spiegato che il rosario è come un gran mazzo di fiori che regaliamo a Maria, proprio come quando loro, i bambini e le bambine, raccolgono i fiori in giardino per donarli a noi maestre.
«Ogni Ave Maria un fiorellino». 
Poi ho fatto notare loro che il rosario è una preghiera semplice semplice in quanto è la ripetizione dell'Ave Maria per ben duecento volte, però (loro sono rimasti stupiti, quando abbiamo contato insieme fino a duecento, potete immaginare!).
«Ma bisogna dirle tutte?».
«No, bambini, i grandi, se vogliono, possono dirle tutte, ma sono sufficienti cinquanta Ave Maria ogni giorno, per voi va bene anche una sola Ave Maria al giorno... Un'Ave Maria, un fiore».
Ho spiegato loro che ogni rosario è diviso in decine e ogni decina ricorda un pezzo della vita di Gesù e di Maria.
E così abbiamo i Misteri della Gioia: «... Quando nasce Gesù... ».
I Misteri della Luce: «... Quando Gesù è un giovanotto».
I Misteri del Dolore: «... Quando Gesù lo arrestano e poi lo mettono in croce... ».
I Misteri della Gloria: «... Quando Gesù risorge e poi va in cielo... ».
Il lavoro che è seguito è stato molto interessante. Pensate, un foglio diviso in venti caselle, cinque per ogni fila, dove disegnare tutti e venti i Misteri del rosario e sono stati proprio loro, i bambini e le bambine, che suggerivano le varie fasi della vita di Gesù. Anzi, fosse stato per loro, ne avrebbero aggiunte altre, per esempio la fuga in Egitto, i miracoli di Gesù, eccetera.
Non sono stati fantastici?

sinforosa castoro

domenica 9 giugno 2013

La vacanza

Nonostante il clima un po' inclemente - io, comunque, lo adoro - la fine dalla scuola rappresenta una specie di spartiacque tra un prima e un dopo non solo per gli addetti ai lavori, studenti e insegnanti, ma un po' per tutti. L'atmosfera si dilata, i tempi s'allungano, le serate si fanno infinite e, nonostante la stragrande maggioranza della gente continui a lavorare, pare che tutti si sentano già in vacanza. Insomma, il desiderio di esserlo è tale che s'incomincia a goderne tanto tempo prima.
Premesso che la scuola dell'infanzia chiuderà il 30 Giugno e che proprio in queste ultime tre settimane avremo moltissimo lavoro da sbrigare: ultimare la programmazione, compilare le schede di valutazione per ogni singolo alunno, incontrare i genitori dei nuovi iscritti, incontrare i genitori per la consegna delle schede di valutazione, l'open-day, gli incontri collegiali per la revisione del curricolo, per i corsi d'aggiornamento, per i collegi docenti eccetera, anch'io incomincio a respirare aria di vacanza.
Ma cos'è poi la vacanza? In che modo si realizza?
Lascio a voi la parola.
sinforosa castoro

sabato 8 giugno 2013

Eh... la vita!

«Adesso che ho finito l'università sono alla ricerca di un lavoro, ma un lavoro che mi dia anche delle soddisfazioni, altrimenti! Eh, ma non è facile, in sette mesi ho già fatto un'infinità di colloqui e test ma niente di concreto. Se poi penso che quando finalmente avrò trovato un lavoro sarò così subissato di impegni che non troverò più neanche il tempo da dedicare agli amici! Vedo alcuni di loro che stanno in ufficio dalla mattina alla sera, poi s'immettono in un traffico infernale, prima di tornare a casa, stanchi e incazzati...  Meno male che con l' i-pad raggiungo tutti, ma vuoi mettere una bella partita a basket come una volta? La vita, che strana, eh?... Uno vuole diventare grande per realizzare i suoi sogni, ma quando diventa grande si rende conto che non c'è un gran che da essere entusiasti, anche nelle migliori delle ipotesi. La mia ragazza, per esempio, è bella e intelligente, ci intendiamo su tutto, ma anche lei non ha un lavoro stabile e quando lavora è in giro per il mondo.
Vuoi mettere invece quando ero piccolo! Tutto mi dava gioia: un cartone come si deve, una partita a basket in oratorio, mia mamma che mi preparava la torta preferita, un bel pranzetto la domenica tutti insieme, la sicurezza che c'erano loro, i miei genitori, che pensavano a tutto...
Ora, invece,  tutto è incerto, precario, sì, lo so, poi verrà il giorno in cui tutto si stabilizzerà e allora... allora sarò già vecchio e poi... e poi si muore... ».

sinforosa castoro

venerdì 7 giugno 2013

Cambiamenti

Trasferimenti e quant'altro...
Insegnanti che gioiscono per il trasferimento ottenuto, altri che si rattristano perché il "luogo" tanto agognato dovrà essere rimandato "all'anno prossimo", se andrà bene. Insegnanti freschi di ruolo e altri che se ne vanno in pensione.
«...Non vedo l'ora di poter ritornare a casa mia e non dover aspettare le vacanze di Natale o Pasqua per rivedere i miei... ».

«... Non riesco ad abituarmi, è un modo di vivere troppo diverso dal mio paese, oddio, un altro anno... ».
«... Le prime volte non facevo che piangere, il clima, poi!... ».
«... Ultime tre settimane di scuola e poi finalmente sarò in vacanza, per sempre... ».
«... Dovrò lavorare ancora... quando invece potevo andarmene in pensione come lei... maledetta riforma».
«... Che bello... quella là va in pensione e io prenderò il suo posto... ».
«... Non metterò più piede in questa scuola, lo so... ».
«... Ti rendi conto che quella sarà la mia nuova collega? Come farò a entrare in aula e vedere lei anziché te? In fondo quanti anni sono che siamo insieme, eh?... ».
«... Pensa a me, senza più la scuola... ».
«... Verrà una collega che ha chiesto il trasferimento perché non va d'accordo con le sue colleghe... ».
«... Ti rendi conto che non dovrò più viaggiare?... ».
«... Questa notte non ho dormito... come farò l'anno prossimo? Dovrò cambiare tutti i miei ritmi... ».
«... Sono un po' giù... chissà se la nuova collega accetterà di... ».
«... Magari verrò come volontaria, come ha fatto Lucia... ».
«... Che ansia... ».
«... Non me ne parlare... ».
«... Guarda, non voglio pensarci... ».
«... Finalmente... ».
«... Saranno vacanze di... ».
«... ... ... ... ... ».
MENO MALE CHE UNA COSA È CERTA: I BAMBINI NON CAMBIANO MAI.


sinforosa castoro

mercoledì 5 giugno 2013

Mano mano bella

Giochiamo con le manine e inventiamo mille storie...

Mano mano bella
racconta una storiella
raccontala a me,
che sono tua sorella.
Si te la dirò,
mano mano bella,
che sei mia sorella,
raccontala anche a me,
che sono tua sorella.


di sinforosa astoro

martedì 4 giugno 2013

Che giornata!

Dopo l'ennesimo incontro fra colleghe, mi sento... esausta.
Siamo a fine anno, ma già dobbiamo pensare a quello prossimo - per i non addetti ai lavori sto parlando di anno scolastico -. Mi aspetta una serata impegnativa, non solo di cose da fare ma anche da dire, tuttavia ho voluto trovare una briciola di tempo per condividere.

Buona serata a tutti voi.
sinforosa castoro

Nostra Aetate Parte III°

La Religione musulmana.
"La Chiesa guarda anche con stima i Musulmani che adorano l'unico Dio, vivente e sussistente, misericordioso e onnipotente, creatore del cielo e della terra, che ha parlato agli uomini.
Essi cercano di sottomettersi con tutto il cuore ai decreti di Dio anche nascosti, come si è sottomesso Abramo, a cui la fede islamica volentieri si riferisce.
Benché essi non riconoscano Gesù come Dio, lo venerano come profeta; essi onorano la sua Madre Vergine, Maria, e talvolta pure la invocano con devozione. Inoltre attendono il giorno del giudizio quando Dio  retribuirà tutti gli uomini risuscitati. Così pure essi hanno in stima la vita morale e rendono culto a Dio soprattutto con la preghiera, le elemosine e il digiuno.
Se, nel corso dei secoli, non pochi dissensi e inimicizie sono sorti fra cristiani e musulmani, il Sacrosanto Concilio esorta tutti a dimenticare il passato e a esercitare sinceramente la mutua comprensione, nonché a difendere e promuovere, insieme, per tutti gli uomini, la giustizia sociale, i valori morali, la pace e la libertà".
Nostra Aetate 3. 859. 860.
Continua...

sinforosa castoro

lunedì 3 giugno 2013

1 2 3 4 5.

Un... 1 bruco verdolino.
Due... 2 lucertole al sol del giardino.
Tre... 3 api brontolone.
Quattro... 4 formiche  nero-marrone.
Cinque... 5 farfalle a tutte le ore
che volan leggere di fiore in fiore.



di sinforosa castoro

domenica 2 giugno 2013

Io guardo Lui e Lui guarda me

Oggi è la festa del Corpo di Cristo. Mistero da contemplare e poi da vivere.
Il Signore non si è accontentato di farsi uomo come noi, ha voluto continuare a vivere fra di noi.
L'Eucaristia è la presenza viva e reale di Cristo in mezzo a noi. Il Suo corpo, sotto la forma di un piccolo frammento di pane, si fa cibo per noi, in noi.
Cibo che alimenta la nostra vita spirituale e non solo. Senza quel cibo la nostra comunione col Signore vien meno e con lei la nostra vita spirituale, così come senza il cibo quotidiano la nostra forza vitale pian piano si smorza.
Nutriamoci di quel cibo.
Passiamo un po' del nostro tempo dinanzi al Tabernacolo, lì abbiamo un Dio che ci aspetta, facciamo come quel contadino incontrato dal santo Curato d'Ars... Io guardo Lui e Lui guarda me.

Come il sole ci riscalda se ci mettiamo alla sua presenza , così il Vero Sole c'inonderà delle Sue Grazie, della Sua pace, della Sua forza se sapremo metterci alla Sua presenza; basta così poco!




sinforosa castoro

sabato 1 giugno 2013

I Piccioni

Sulla città volano i piccioni.
«Sporcano dappertutto» grida un uomo.
«Si, è vero» dicono gli altri.
«Si dovrebbe ammazzarli tutti» urlano in coro.
I piccioni tristi se ne vanno.
Volano sopra una fabbrica che butta fuori dai comignoli tanto fumo nero e puzzolente:
«Gli uomini sporcano il cielo» osservano stupiti.
Poi passano sopra un fiume dove i pesci morti galleggiano sull'acqua gialla: 
«Gli uomini sporcano i fiumi».
Alla fine vanno sopra un campo di grano e i primi che beccano i chicchi muoiono subito lì, poverini!
Allora i piccioni gridano: «Gli uomini avvelenano anche la terra e nessuno dice niente» e se ne vanno via tristi mentre guardano il cielo, il fiume e la terra avvelenati dagli uomini.
Dopo la lettura de: I piccioni della città di S.M.Cerrini ed. Manzuoli, i bambini raccontano la storia in quattro sequenze.















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