La Rete

LA RETE DIGITALE PUÒ ESSERE UN LUOGO RICCO DI UMANITÀ, NON UNA RETE DI FILI MA DI PERSONE UMANE.
Papa Francesco

BENVENUTO

BENVENUTO E GRAZIE PER IL TEMPO CHE DEDICHI A QUESTO BLOG. MI FA DAVVERO PIACERE CHE TU SIA QUI CON TUTTE LE SCELTE POSSIBILI CHE INTERNET OFFRE OGGI. SENTITI LIBERO DI CONDIVIDERE E COMMENTARE. I TUOI COMMENTI ARRICCHIRANNO IL BLOG E CHIUNQUE PASSERÀ DI QUA. SE LO DESIDERI PUOI ANCHE SCRIVERMI UTILIZZANDO
Il Modulo di Contatto Blog O SCRIVENDO A
sinforosacastoro@gmail.com

AGORÁ

AGORÁ. È L'ANIMO CHE DEVI CAMBIARE NON IL CIELO SOTTO CUI VIVI. L.A.Seneca.

GRAZIE PER L'ATTENZIONE

domenica 30 aprile 2017

Lettera a Diogneto.

Dalla Lettera a Diogneto
Testo cristiano in greco antico di autore anonimo risalente alla seconda metà del II secolo
V. Il mistero cristiano


1. I cristiani né per regione, né per voce, né per costumi sono da distinguere dagli altri uomini. 
2. Infatti, non abitano città proprie, né usano un gergo che si differenzia, né conducono un genere di vita speciale. 
3. La loro dottrina non è nella scoperta del pensiero di uomini multiformi, né essi aderiscono ad una corrente filosofica umana, come fanno gli altri. 
4. Vivendo in città greche e barbare, come a ciascuno è capitato, e adeguandosi ai costumi del luogo nel vestito, nel cibo e nel resto, testimoniano un metodo di vita sociale mirabile e indubbiamente paradossale. 
5. Vivono nella loro patria, ma come forestieri; partecipano a tutto come cittadini e da tutto sono distaccati come stranieri. Ogni patria straniera è patria loro, e ogni patria è straniera. 
6.  Si sposano come tutti e generano figli, ma non gettano i neonati. 
7.  Mettono in comune la mensa, ma non il letto. 
8.  Sono nella carne, ma non vivono secondo la carne. 
9.  Dimorano nella terra, ma hanno la loro cittadinanza nel cielo. 
10. Obbediscono alle leggi stabilite, e con la loro vita superano le leggi. 
11. Amano tutti, e da tutti vengono perseguitati. 
12. Non sono conosciuti, e vengono condannati. Sono uccisi, e riprendono a vivere. 
13. Sono poveri, e fanno ricchi molti; mancano di tutto, e di tutto abbondano. 
14. Sono disprezzati, e nei disprezzi hanno gloria. Sono oltraggiati e proclamati giusti. 
15. Sono ingiuriati e benedicono; sono maltrattati ed onorano. 
16. Facendo del bene vengono puniti come malfattori; condannati gioiscono come se ricevessero la vita. 
17. Dai giudei sono combattuti come stranieri, e dai greci perseguitati, e coloro che li odiano non saprebbero dire il motivo dell'odio.


sinforosa castoro

sabato 29 aprile 2017

La mia ragazza

Loro vanno per i sei anni, sono seduti al tavolino accanto alla cattedra, intenti a disegnare e conversare. A un certo punto la mia attenzione è catturata da una frase detta da uno dei due:
«La mia ragazza... ».
Dopo alcune frasi di botta e risposta intervengo. «Ma, tu hai la ragazza?».
Lui si gira e mi guarda con fare stupito: «Sì» mi dice, convinto.
«E come si chiama?».
«Marta».
«Marta dell'aula Verde?».
«No, non quella lì».
«Ah, è un'altra?».
«Sì».
Si rigira verso il compagno e riprende la conversazione. Li lascio alle loro confidenze.



sinforosa castoro

giovedì 27 aprile 2017

Le mille giornate della giornata di una donna

Dopo una giornata lunghissima, e non ancora terminata, mi viene in mente una riflessione fatta da una cara amica e collega: di quante giornate è formata la giornata di una donna?



sinforosa castoro

mercoledì 26 aprile 2017

Eugenio Finardi. Amore diverso

Dopo la notizia straziante e drammatica di quel giovane padre che impicca in diretta rete la figlia di undici mesi e poi si impicca, voglio dedicare a tutti i bambini e bambine questa dolcissima canzone di Eugenio Finardi: evviva la speranza.




sinforosa castoro

martedì 25 aprile 2017

La Libertà

La Libertà è cosa seria, è assai preziosa la Libertà. Non ci è data per diritto di nascita, luogo o ceto sociale. È costata lacrime e sangue, la Libertà, lacrime e sangue di famiglie, uomini, donne, giovani e persino vecchi e bambini, la Libertà.
La guerra, l'occupazione, la deportazione, i campi di concentramento, la fame, la morte non sono entità morte e sepolte per sempre. Stanno tutte quatte quatte dietro l'angolo e si alimentano di paura, orgoglio, interessi, egoismi, ideologie bizzarre frutto di ignoranza e degrado.
Va trattata con cautela, estrema cautela, la Libertà, perché essa è cosa assai seria e preziosa.



sinforosa castoro

lunedì 24 aprile 2017

Hans Christian Andersen

Nasce il 2 aprile 1805 a Odense, in Danimarca, in una famiglia poverissima e fortemente disagiata (padre calzolaio, che preferisce la stravaganza e la musica al lavoro, una madre più vecchia del padre di quindici anni, una sorellastra avuta dalla madre, una bisnonna comune ad entrambi i genitori, una nonna - la madre di lei - che ha avuto tre figli fuori del matrimonio fra i quali uno disturbato psichicamente e una che gestisce una casa di prostituzione). Nonostante, o grazie, a questo substrato sociale, Andersen assorbe, soprattutto dal padre, quelle sollecitazioni fantastiche che gli permetteranno in seguito di divenire lo scrittore che è diventato.
Rimasto orfano di padre a soli undici anni, Han Christian si ritrova ben presto solo con sé stesso (la madre risposata quasi subito, diventerà alcolista), preferendo la solitudine alla compagnia dei coetanei e lasciando libero sfogo alla sua sfrenata fantasia. All'età di quattordici anni lascia la città natale per recarsi a Copenaghen con nel cuore la speranza di diventare attore.
A Copenaghen, Andersen passerà a lavorare in teatri con ruoli di cantante, ballerino, attore, comincerà a frequentare scuole fino a quella di grammatica e latino di Slagelse pagatagli dallo stesso sovrano di Danimarca Federico VI conosciuto fortuitamente e che lo prese subito in simpatia, fino a frequentare l'Università della capitale nella facoltà di filosofia.
Sta di fatto che la sua carriera di scrittore di fiabe si può collocare intorno al 1835 con la sua prima pubblicazione di Fiabe a cui seguiranno con cadenza annuale altre pubblicazioni.

Hans Christian Andersen creò un nuovo modo di scrivere includendo nelle sue storie molti dialoghi e usando un linguaggio comunemente parlato dalla gente del suo tempo.
Andresen descrive nel dettaglio personaggi buoni e cattivi  I suoi personaggi sfortunati, emarginati e infelici (La Piccola fiammiferaia) o personaggi diversi, presi di mira, scartati, emergono dalle sue fiabe (Il Brutto anatroccolo), quasi a rispecchiare, non poco, tutte le angherie subite nell'infanzia e nella giovinezza.
Andersen scrisse anche novelle autobiografiche, un diario composto da ben dodici volumi e opere per teatro, conquistando grande successo.
Morì a Copenaghen il 4 agosto 1875.

Di Andersen ricordiamo, oltre alle sopracitate Il Brutto Anatroccolo e La Piccola Fiammiferaia o la bambina dei fiammiferi, anche

  • Mignolina
  • La Sirenetta
  • Il soldatino di piombo
  • L'acciarino
  • Il grano saracrno
  • La principessa sul pisello
  • Il bambino cattivo
  • I vestiti nuovi dell'imperatore
  • I cigni selvatici e molte altre      


sinforosa castoro
Leggi anche la Sesta parte e commenta, se vuoi.

domenica 23 aprile 2017

Scatti 8

Una fotografia può far accendere la fantasia, può far sognare, sconcertare, lasciare allibiti, fare piangere, sorridere. Una fotografia è lo scatto di un frammento di vita reale o una scheggia di immaginazione, è una finestra aperta sul mondo o sulle luci e ombre che si muovono dentro di noi. Una fotografia è tutto un mondo che si racconta in uno scatto.
E allora, questa foto cosa vi suscita? Cosa fa scattare dentro di voi? Dove vi porta? Raccontatelo.


sinforosa castoro

Se ti va vai agli altri scatti

sabato 22 aprile 2017

Scrivere in modo non ostile

Il 17 febbraio scorso è stato firmato a Trieste il Manifesto della comunicazione non ostile per arginare tutti quei linguaggi negativi che spopolano in rete. 
In Parole Ostili si trovano tutte le informazioni utili per sostenere tale progetto.

Il Manifesto
della comunicazione non ostile

1.Virtuale è reale
Dico o scrivo in rete solo cose che ho il coraggio di dire di persona.

2. Si è ciò che si comunica
Le parole che scelgo raccontano la persona che sono: mi rappresentano.

3. Le parole danno forma al pensiero
Mi prendo tutto il tempo necessario a esprimere al meglio quel che penso.

4. Prima di parlare bisogna ascoltare
Nessuno ha sempre ragione, neanche io. Ascolto con onestà e apertura.

5. Le parole sono un ponte
Scelgo le parole per comprendere, farmi capire, avvicinarmi agli altri.

6. Le parole hanno conseguenze
So che ogni mia parola può avere conseguenze, piccole o grandi.

7. Condividere è una responsabilità
Condivido testi e immagini solo dopo averli letti, valutati, compresi.

8. Le idee si possono discutere.

Le persone si devono rispettare

Non trasformo chi sostiene opinioni che non condivido in un nemico da annientare.

9. Gli insulti non sono argomenti
Non accetto insulti e aggressività, nemmeno a favore della mia tesi.

10. Anche il silenzio comunica
Quando la scelta migliore è tacere, taccio.






sinforosa castoro

venerdì 21 aprile 2017

Il buffone del re

Un re aveva al suo servizio un buffone di corte che gli riempiva le giornate di battute e scherzi. Un giorno, il re affidò al buffone il suo scettro dicendogli: «Tienilo tu, finché non troverai qualcuno più stupido di te: allora potrai regalarlo a lui».
Qualche anno dopo, il re si ammalò gravemente. Sentendo avvicinarsi la morte, chiamò il buffone, a cui in fondo si era affezionato, e gli disse:
«Parto per un lungo viaggio».
«Quando tornerai? Fra un mese?».
«No», rispose il re, «non tornerò mai più».
«E quali preparativi hai fatto per questa spedizione?», chiese il buffone. 
«Nessuno!», fu la triste risposta.
«Tu parti per sempre», disse il buffone, «e non ti sei preparato per niente? To', prendi lo scettro: ho trovato uno più stupido di me!».
Bruno Ferrero. Quaranta storie nel deserto. Elledici


State svegli dunque, perché non sapete né il giorno né l'ora, dice Gesù. Mt. 25,13. 



sinforosa castoro

giovedì 20 aprile 2017

Mio papà fuma le candele

Il discorso è quello del fumo; si è andati su questo argomento per puro caso. Ci sono mamme e papà che fumano, altri hanno nonni o fratelli e sorelle grandi. La conversazione verte sul danno che può causare il fumo, alcuni parlano di sigarette, altri di pipe o sigarette "finte" (elettroniche) o di sigarette "quelle grosse così" (toscani).
Salta su un bimbo: «Mio papà fuma».
«Ma no, sei sicuro?».
«Sì».
«E il tuo papà cosa fuma?».
«Le candele. Anche mia mamma».

 In questi frangenti ditemi voi come si fa a rimanere seri?  



sinforosa castoro

mercoledì 19 aprile 2017

La farfalla Pasqualina

La farfalla Pasqualina 
si risveglia la mattina
la mattina fa un voletto
fa un voletto sopra il tetto
sopra il tetto con la mamma
Pasqualina fa la nanna.





di sinforosa castoro

martedì 18 aprile 2017

L'altro è altro da me

Il post di Gus mi ha suscitato questa domanda.
Quali sono gli ingredienti per una buona e costruttiva relazione? Ovviamente le variabili sono infinite, ma, scava, scava, scava, ciò che è indispensabile è l'aver acquisito una certa maturità.
Sembra un ingredienti a portata di mano di tutti, ma è veramente così?

La maturità implica la capacità di accettare sé stessi, con i propri limiti e difetti, significa abituarsi a riflettere su sé stessi.
Significa pensare prima di agire (l'esatto opposto di ciò che fa il bambino, che prima agisce e poi pensa).
Significa essere in grado di guardarsi dentro, di mettere in discussione il proprio modo di essere, di pensare, di vedere le realtà quotidiane; non per niente secondo gli antichi filosofi della Grecia l'inizio della maturità era, appunto, la conoscenza di sé.
Chi non è in grado di compiere queste azioni difficilmente sarà capace di entrare in relazione con gli altri e portare avanti un rapporto sincero, trasparente, sereno, schietto e, soprattutto, costruttivo.

L'altro è altro da me. Solo se c'è questa consapevolezza c'è possibilità di condurre una sana relazione improntata al rispetto, al confronto e al dialogo reciproco.




sinforosa castoro

lunedì 17 aprile 2017

Cab Calloway. Minnie the moocher

Cabell Calloway III, o come tutti lo conosciamo Cab Calloway nasce a Rochester il 25 dicembre del 1907 e muore a Hockessin il 18 novembre del 1994. È stato un musicista, cantante e attore. Come non ricordare questo famosissimo pezzo cantato anche nell'indimenticabile film The Blues Brothers.




sinforosa castoro

sabato 15 aprile 2017

Quando si è conosciuto il dolore. Buona Pasqua

Quando si è conosciuto il dolore in tutte le sfumature più atroci, nelle angosce più varie, e si son tese le mani a Dio in mute strazianti implorazioni, in sommesse grida di aiuto; quando si è bevuto il fondo del calice e si è offerta a Dio, per giorni e per anni, la propria croce, confusa con la sua, che la valorizza divinamente, allora Dio ha pietà di noi e ci accoglie nella sua unione.
È il momento in cui, dopo aver esperimentato il valore unico del dolore, dopo aver creduto all'economia della croce ed averne visto gli effetti benefici, Dio mostra in forma più alta e nuova qualcosa che vale più ancora del dolore.
È l’amore agli altri in forma di misericordia, l’amore che fa allargare cuore e braccia ai miserabili, ai pezzenti, agli straziati dalla vita, ai peccatori pentiti.
Un amore che sa accogliere il prossimo sviato, amico, fratello o sconosciuto, e lo perdona infinite volte. L’amore che fa più festa a un peccatore che torna che a mille giusti, e presta a Dio intelligenza e beni per permettergli di dimostrare al figliol prodigo la felicità per il suo ritorno.
Un amore che non misura e non sarà misurato.
È una carità fiorita più abbondante, più universale, più concreta di quella che l’anima possedeva prima. Essa infatti sente nascere in sé sentimenti somiglianti a quelli di Gesù, avverte affiorare sulle sue labbra, per quanti incontra, le divine parole: «Ho misericordia di questa turba» (cfr. Matteo 15, 32). E intavola con tanti peccatori che vengono a lei, perché un po’ immagine di Cristo, colloqui simili a quelli rivolti un giorno da Gesù alla Maddalena, alla samaritana o all'adultera. La misericordia è l’ultima espressione della carità, quella che la compie. E la carità supera il dolore, perché esso è soltanto di questa vita, mentre l’amore perdura anche nell'altra.
Dio preferisce la misericordia al sacrificio.
 Chiara Lubich




Dopo il dolore e la sconfitta della croce, però, c'è la Risurrezione, ed è per l'eternità.
Buona Pasqua a tutti voi e a tutti coloro che vi sono cari e che incontrerete in questi giorni.

sinforosa castoro

venerdì 14 aprile 2017

Il Crocifisso, i crocifissi

Noi tutti eravamo sperduti come un gregge,
ognuno di noi seguiva la sua strada;
il Signore fece ricadere su di lui
l'iniquità di noi tutti.
Maltrattato, si lasciò umiliare
e non aprì la sua bocca;
era come agnello condotto al macello,
come pecora muta di fronte ai suoi tosatori,
e non aprì la sua bocca.
Isaia 53,6-7



In questo venerdì santo tanti sono ancora i crocifissi. Povero tesoro, e come lui tanti, purtroppo.

sinforosa castoro

giovedì 13 aprile 2017

Valore di un libro

Ieri, Patricia ha scritto un post davvero interessante. Penso che questa frase calzi a pennello.

Un libro ben scelto ti salva da qualsiasi cosa, persino da te stesso
Daniel Pennac




sinforosa castoro

mercoledì 12 aprile 2017

Aridità

Oggi, stasera, meglio, non ho nulla da condividere. Perché? Non ne ho la minima idea. Condivido questo: non ho nulla da condividere. Buona serata.                                                                                        
sinforosa castoro 

lunedì 10 aprile 2017

Buon compleanno maestra Anna

La mia maestra è proprio bella
come un sole, no, una stella.
Lei ci accoglie col sorriso
e radioso è il suo viso.
Lei sa fare mille cose:
raccontare e poi cantare, ballare e disegnare.
Ma una cosa più di tutte che la rende assai speciale
è che educa col cuore, perché i bimbi sa amare.



La maestra è quella in mezzo

La maestra è la quinta da sinistra
Tanti auguri maestra Anna
 da tutti i tuoi bambini e anche da me, e da noi tutte,
di cuore.
E voi, lettori, per favore, unitevi a noi.



di sinforosa castoro

domenica 9 aprile 2017

I trionfi dell'asinello


Sono l’asino che ho portato Gesù nel suo ingresso trionfale in Gerusalemme. Un giorno vennero due discepoli di Gesù e dissero al mio padrone: «Il Signore ne ha bisogno». Potete pensare la mia soddisfazione: il grande profeta sa che sono il migliore di tutti e ha scelto proprio me. Lui sì che se ne intende! Mi misero un pregevole mantello sul quale Gesù salì e poi al mio passaggio gettarono mantelli per terra e agitavano rami di palma. E io cominciai il mio viaggio trionfale: quanti applausi ricevetti.
Fu un successo che non avrei mai pensato di ricevere, ma che, tutto sommato, meritavo. Ora però son passati tanti anni da quel giorno, sono vecchio e stanco e ho capito che gli applausi non erano per me, ma per Lui. Che terribile abbaglio. Mi sono sembrato simile agli uomini che si illudono di contare perché ricevono elogi o regali, e allora si danno arie e pensano che tutto giri attorno a loro, dimenticando che ogni dono è provvisorio e viene dato per servire, per essere utili e soprattutto per portare il Signore agli altri. 

sinforosa castoro 

sabato 8 aprile 2017

Preludio. Parte terza

Come vento leggero
la profana sacralità dei magici culti
s'adagia nell'oblio incontrollato
delle acerbe carni.

Camminavo, passi lunghi e veloci
nelle bocche delle strette vie  sacchi neri
orli rovesciati dal tanfo invisibile
sorridevo
tutto scorreva su quella linea scura e piatta
aria fredda, cielo ermetico nell'alba invernale.

Vetrine addobbate ad alberi di Natale, 
vetrini colorati
maschere di faccia eternamente inespressive mi chiudevano lo stomaco
mentre l'esplosione della coscienza ticchettava
ripassavo nei corridoi della mente
ricercando affannosamente il senso della storia passata sopra me.

Ricadevo nell'amalgama di me e ne sfuggivo inorridita
grandi gocce blande varcavano faticosamente la soglia
le fredde guance bagnate
sola, 
tra la folla divertita, 
me ne andavo a passi lunghi e veloci
avevo bisogno di scrivere.


Leggi  la Parte seconda
di sinforosa castoro

venerdì 7 aprile 2017

Fine

TREDICESIMA STAZIONE:
Gesù è deposto dalla croce

QUATTORDICESIMA STAZIONE:
Gesù è deposto nel sepolcro


Tutto è compiuto, tutto è finito. Davanti alla tomba ci si sente smarriti, le domande che si affollano nella mente non trovano risposte, ci si sente attoniti, persi. 
Se il Signore non fosse risorto vana sarebbe la nostra fede, e anche la vita stessa, aggiungo io.



sinforosa castoro

giovedì 6 aprile 2017

Peggy e i germogli

Sinforosaaa, Sinforosaaa, ma dove sei?
«Peggy, arrivo».
«Vieni a vedere, Sinforosa, ci sono i fili d'erba nuovi. Vieniii, vieniii».
«Arrivo, un minuto, ma sei proprio senza pazienza».
«Guarda, Sinforosa!».




«Eh, lo so, Peggy, sono spuntati i germogli».
«Perché?».
Perché in primavera nascono tante piantine nuove ».




«Adesso devo entrare, Peggy, sto preparando la cena».
«Va bene».
«Ehi, rana, hai visto che bei germogli? Poi Sinforosa li mette nell'insalata».










sinforosa castoro

mercoledì 5 aprile 2017

Sono impressionabile

Salone, dopo pranzo. Lui ha cinque anni ed è un poco impressionabile. Arriva trafelato, dal bagno.
  «Maestra, dov'è Rossella? (la collaboratrice)».
«Non lo so, perché?»
Lui fa un profondo respiro e in tono agitato risponde: «In bagno, eh... ».
«Che cosa c'è in bagno?».
  «Una bambina dell'aula lilla ha il sangue sulla pancia».
Ci precipitiamo in bagno.
La bambina in questione è una quattrenne, che fa pipì e ha un un graffietto sulla pancia.



sinforosa castoro

domenica 2 aprile 2017

Vieni fuori

Con questa domenica si conclude la catechesi sul Battesimo.
  • Nella terza domenica di Quaresima il Vangelo ci indicava, in quell'acqua offerta alla Samaritana, l'acqua che toglie la sete, l'acqua che disseta. 
  • La settimana scorsa il Vangelo ci additava la guarigione del cieco nato , e colui che non vedeva ora vede. Lui è la Luce.
  •  In questa domenica, con la risurrezione di Lazzaro, la Parola del Vangelo ci ricorda che in Cristo c'è la vita eterna, offerta a tutti.
  • In quel "Lazzaro vieni fuori" c'è tutta la forza di Gesù che ci dona la possibilità di venir fuori da ogni nostra bruttura, tristezza, angoscia, dolore, sofferenza, delusione; unica condizione è l'avere fede in Lui.

sinforosa castoro

sabato 1 aprile 2017

Santa Maria Egiziaca

È nata nel IV secolo ad Alessandria d'Egitto e all'età di dodici anni fugge da casa. Vive elemosinando e prostituendosi.  All'età di ventinove anni si imbarca su una nave diretta in Terra Santa e arrivata a Gerusalemme partecipa alla festa dell'Esaltazione della croce al santo sepolcro. In quel momento una forza la trattiene e si rende conto di non essere degna di vedere la croce di Gesù. Convertitasi, va a vivere nel deserto oltre il Giordano e qui conduce una vita di stenti e penitenze per ben  quarantasette anni. Fu in quel deserto che il monaco Zosimo, monaco di un monastero palestinese in pellegrinaggio quaresimale, la incontra e le dà l'Eucaristia promettendole che sarebbe ritornato in quel luogo l'anno successivo. Quando l'anno seguente il monaco ritornò la trovò morta con indosso ancora il mantello che le aveva donato l'anno prima. Questo accadde intorno al 421. La tradizione vuole che la sua tomba sia stata scavata da un leone. Santa Maria Egiziaca è venerata dalla chiesa cattolica, ortodossa e copta e si festeggia il 2 aprile.


sinforosa castoro