La Rete

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lunedì 21 agosto 2017

Paura del buio

Ma si può, maestra, lui ha ancora paura del buio e mio marito che si è stufato continua a gridare e quando lui non vuole andare in camera sua da solo lo costringe e lui scoppia a piangere come un matto, vero, ma le sembra normale? Non ne posso più, neanche di mio marito, che è peggio di lui...

Così mi dice la mamma di un mio ex alunno che ora andrà in terza Primaria.
A otto anni è "normale" avere ancora paura del buio? Certo, eccome, e anche più avanti negli anni, le paure non ci abbandonano mai del tutto e se non è il buio può essere paura della noia, dell'indifferenza, della malattia, della solitudine e di tante altre innumerevoli paure. E certamente la soluzione non la ai trova sgridando il bambino e costringendolo ad andare in camera sua da solo. Ma nemmeno parlare davanti al bambino delle sue paure e del fatto che il padre è peggio di lui, del figlio, è una grande trovata.
Che idea si può fare questo bambino di un padre che anziché cercare di capire la sua paura e spiegare che il buio è qualcosa di buono, che ci permette di riposare, di ritrovare le forze per il giorno seguente, lo sgrida e lo costringe ad affrontare da solo l'oggetto della sua paura e di una mamma che non prende posizioni se non quella di renderlo un po' ridicolo davanti alla maestra e di sfogare la sua insofferenza nei confronti del marito? Povero bambino!
  • I genitori sono coloro che accolgono con un ascolto partecipativo i racconti dei figli, anche i racconti delle loro pure, soprattutto quelli e lo devono far capire apertamente ai figli che a loro, ai genitori, si può raccontare tutto, senza temere di essere sgridati, giudicati o derisi.
  • I genitori sono coloro che accompagnano i figli a riconoscere le paure che vivono e li aiutano ad affrontarle. 
  • Solo se un figlio si sentirà supportato riuscirà a superare le paure che nel corso della vita gli si presenteranno davanti.
E chi se non i genitori possono essere questo punto di riferimento, questo porto sicuro a cui approdare per un qualsiasi problema per un figlio? 





sinforosa castoro

P. s. In libreria ci sono molti titoli per affrontare l'argomento, chi lo desidera potrei dare suggerimenti.

domenica 20 agosto 2017

La Cananea

Il Vangelo di questa ventesima domenica del tempo ordinario ci mostra un Gesù un po' distante, quasi indifferente al richiamo doloroso di una donna, una mamma, la cui figlia sta male perché tormentata da un demonio. Il Signore va oltre e non l'ascolta, neanche la degna di uno sguardo, per ben due volte. Ma come? Stiamo parlando di Gesù. Gli è dato di volta il cervello? Anche i discepoli lo incitano a fare qualcosa, non fosse altro che per togliersi dai piedi quella donna che senza riserve grida a squarciagola. Ma Lui niente, solo una breve spiegazione teologica sul fatto che quelli come lei, la donna, sono pagani e quindi non degni di ricevere ascolto.
Che pedagogista il Signore! Da una parte conduce la donna a una richiesta sempre più consapevole e a un incontro sempre più personale con Lui, dall'altra mostra ai suoi discepoli come deve essere la vera preghiera dettata da vera fede.
La donna insiste, gli va davanti, lo costringe a fermarsi, ad ascoltarla, ad ascoltare il suo dolore per quella sua figlia.
È l'amore che genera la fede e cosa c'è di più grande dell'amore di una mamma per un suo figlio, soprattutto se ammalato, se tormentato da demoni?
Davanti a quelle insistenze, e a quella non-pretesa-di-essere-per-Lui-una-figlia-ma-solamente-un cagnolino-che-ha-bisogno-anche-solo-di-qualche-briciola, il Signore non può far altro che accontentarla. La figlia guarisce.
Il Signore addita ai suoi discepoli, e a tutti noi battezzati, questa donna, questa straniera, l'addita come esempio di amore e di grande e incondizionata fede in Lui.




In quel tempo, partito di là, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidone. Ed ecco una donna Cananèa, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio». Ma egli non le rivolse neppure una parola.
Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!». Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele».
Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». «È vero, Signore – disse la donna –, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni».
Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell'istante sua figlia fu guarita. Mt. 15,21-28

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sabato 19 agosto 2017

Parole legate 8. Viaggio

Viaggio auto
auto ruote
ruote treno
treno stazione
stazione altoparlante
altoparlante annunci
annunci pubblicità
pubblicità cartelloni
cartelloni vie
vie traffico
traffico città
città gente
gente colori
colori natura
natura vacanza
vacanza viaggio
viaggio...



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venerdì 18 agosto 2017

Barcellona 17 agosto 2017 ore 17

La bella Barcellona...
Voci e video in diretta... Informazione partecipativa o narcisismo sfrenato?
Intanto i morti se ne sono andati e i familiari piangono... piangono e per tutti coloro che sono stati colpiti il 17 agosto 2017 alle ore 17 questa resterà una data indimenticabile, purtroppo.
Affidiamo alla Sacra Famiglia tutti coloro che soffrono e continueranno a soffrire, anche quando per noi il 17 agosto 2017 sfumerà nella nostra memoria.


Particolare della Basilica Sagrada Familia





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giovedì 17 agosto 2017

Il mio luogo dell'anima

L'estate è per antonomasia la stagione dei viaggi, delle scoperte di posti nuovi, eppure per ciascuno di noi c'è un luogo del cuore, un luogo dell'anima o più semplicemente un luogo che per noi significa casa. 
Qual è per voi la vostra tana, il luogo dove sentirvi davvero a casa?
E che colore date a questo luogo?
Quale profumo?
Quale musica?
E con chi vorreste condividerlo?
O preferite viverlo in solitudine?
Se vi va, raccontatelo.

p.s. I commenti avranno la moderazione così nessuno influenza nessuno.




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mercoledì 16 agosto 2017

Lettori e scrittori

Gli uomini leggono i libri, gli scrittori leggono gli uomini.

E voi, che ne pensate?



sinforosa castoro

lunedì 14 agosto 2017

Angelus dell'Assunzione

1. Oggi, nella solennità della tua Assunzione, o Maria,
volgiamo lo sguardo verso Te,
"Piena di grazia",
Vergine che ci indichi il cielo,
la meta a cui siamo tutti incamminati.

Ti presenti in questo giorno
come "nuova creatura",
che, ai piedi della Croce,
quando sembrava che trionfasse la morte,
hai "creduto nell'adempimento
delle parole del Signore" (Lc 1, 45)
ed hai raccolto la promessa della resurrezione.

Ti sentiamo vicina,
Madre dei redenti,
che insegni a superare ogni turbamento;
che conforti il popolo di Dio
nella quotidiana lotta
contro il "principe di questo mondo" (Gv 12, 31),
pronto a sradicare dai cuori
il senso di gratitudine e di rispetto
per l'originale e straordinario dono divino
che è la vita dell'uomo.

Tu ci precedi, Vergine celeste,
nel nostro pellegrinaggio di fede.
Sostieni, o Maria,
la nostra speranza;
incoraggia la Chiesa
a proseguire sulla via della fedeltà al suo Signore,
fidando unicamente
nella potenza redentrice della santa Croce.

domenica 13 agosto 2017

Definizione di un figlio

Un figlio è un essere che Dio ci ha prestato per fare un corso intensivo di come amare qualcuno più che noi stessi, di come cambiare i nostri peggiori difetti per dargli migliore esempio, per apprendere ad avere coraggio. Sì. È questo! Essere madre o padre è il più grande atto di coraggio che si possa fare, perché significa esporsi ad un altro tipo di dolore, il dolore dell'incertezza di stare agendo correttamente e della paura di perdere qualcuno tanto amato. Perdere? Come? Non è nostro. È stato solo un prestito. Il più grande e meraviglioso prestito, siccome i figli sono nostri solamente quando non possono prendersi cura di sé stessi. Dopo appartengono alla vita, al destino e alle loro proprie famiglie. Dio benedica sempre i nostri figli, perché a noi ci ha benedetto già con loro. José Saramago




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sabato 12 agosto 2017

Voi mi pensate

In questi giorni di vacanza molti di noi partono per mete più o meno lontane, magari sono familiari: coniugi, figli, nipoti, fratelli, oppure amici o colleghi, ebbene, le persone che partono, e che ci vogliono bene, ci portano sempre con loro, nei loro bagagli? No, nel loro cuore.  
Ed ecco che, mentre sono lì davanti allo sciaguattare del mare o dinanzi a una cima impervia, pensano a noi, che siamo rimasti nelle nostre città, e attraverso una immagine, un video, uno whatsapp ci regalano un pezzetto della loro vacanza, un pezzetto del loro cuore, sì, perché la distanza, quando ci si vuole bene, non esiste. E così, mentre si assapora ciò che ci rende felici e appagati vorremmo che quella felicità e appagamento raggiungessero coloro che abbiamo lasciato a casa. E dunque, grazie a tutti coloro che mi pensano mentre sono lontani da me. 
A proposito, anch'io vi porto sempre con me, persino nei miei viaggi immaginari.


video

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venerdì 11 agosto 2017

Genitori irresponsabili

Com'è possibile che un genitore, in questo caso una mamma, non si accorga che i propri figli si sono allontanati da lei, uscendo di soppiatto dal locale dove si trovavano insieme e che ora sono lì, da dieci minuti, su un marciapiede di un trafficato viale, all'ora di punta? E meno male che è agosto inoltrato e di gente e veicoli ce ne sono pochi.
Ebbene, succede, purtroppo, e poi magari sono proprio tali genitori che si lamentano quando il proprio bambino se ne va a casa da scuola con un graffietto o una botta.
Ma, genitori, vi rendete conto o no che i figli dovete sempre, e dico sempre, tenerli sotto controllo? Poi si grida alla disgrazia. Mah!


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mercoledì 9 agosto 2017

Scatti 14

Una fotografia può far accendere la fantasia, può far sognare, sconcertare, lasciare allibiti, fare piangere, sorridere. Una fotografia è lo scatto di un frammento di vita reale o una scheggia di immaginazione, è una finestra aperta sul mondo o sulle luci e ombre che si muovono dentro di noi. Una fotografia è tutto un mondo che si racconta in uno scatto.
E allora, questa foto cosa vi suscita? Cosa fa scattare dentro di voi? Dove vi porta? Raccontatelo.



sinforosa castoro

Se ti va va agli altri scatti

martedì 8 agosto 2017

Parole legate 7. Mare

Mare nuoto
nuoto afa
afa ventaglio
ventaglio aria
aria temporale
temporale lampo
lampo tuono
tuono scoppio
scoppio ira 
ira debolezza
debolezza febbre
febbre dottore
dottore medicina
medicina farmacia
farmacia fragranze
fragranze frutti
frutti fiori
fiori colori
colori tavolozza
tavolozza pennelli
pennelli dipinto
dipinto tela 
tela ragno 
ragno insetti
insetti caldo
caldo estate
estate spiaggia
spiaggia mare
mare...



di sinforosa castoro

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lunedì 7 agosto 2017

Soddisfazioni di un blogger

Ieri Miki, un blogger davvero poliedrico, ha raggiunto 1000 000, u-n-m-i-l-i-o-n-e, di visualizzazioni e tutti abbiamo festeggiato con lui questo magnifico traguardo. Bravissimo Miki.
Ma che cosa rende davvero soddisfatto un blogger?
Personalmente sono tante le ragioni di soddisfazione che traggo dal blog, ma sopra di tutte è il desiderio di voler comunicare.
Finché mi rimarrà questo desiderio il blog continuerà a esistere, al di là delle visualizzazioni, al di là dei commenti, al di là di quelle persone che mano mano diventano lettori assidui e che, senza false ipocrisie e senza alcun dubbio, fanno tanto, tanto piacere, tanto che io gioisco ogni qual volta un nuovo lettore si unisce al blog, tuttavia... sì, un tuttavia c'è: se non c'è una soddisfazione intrinseca tutto vanifica
E per voi? Che cosa vi rende davvero soddisfatti del vostro essere blogger?



sinforosa castoro

domenica 6 agosto 2017

La Trasfigurazione di Papa Paolo VI

A tutti i Fratelli e Figli della Chiesa Cattolica!

In spirito di cristiana letizia celebriamo la XIV «Giornata Mondiale di preghiera per le vocazioni». La celebriamo nella serena certezza che Cristo Risorto è il Vivente, il Maestro, il Pastore, l’Amico, che «sta con noi tutti i giorni» (Cfr. Matth. 28, 20), e ci parla e ci chiama: «Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui» (Apoc. 3, 20).

Come avvenne quel mattino in cui il Signore Risorto si presentò sulla riva del lago di Tiberiade, parlò amichevolmente con i suoi discepoli e chiamò nuovamente Pietro a seguirlo (Cfr. Io. 21, 4 ss). Il suggestivo Vangelo della terza domenica di Pasqua offre infatti l’argomento del nostro affettuoso e accorato messaggio rivolto ad anime nobili e generose: un messaggio di fede, di amore, di sacrificio.

Un primo fatto ci colpisce in questo Vangelo. Dopo la pesca prodigiosa, «quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: È il Signore!». E Pietro, appena udito che è il Signore, si «getta» nel lago, per andare incontro a lui (Ibid. 21, 7). Nella luce della fede Giovanni riconosce il Signore Risorto; con la forza della fede Pietro si getta avanti impetuosamente per raggiungerlo. Il Signore premia quella fede semplice e generosa, rivolgendo agli Apostoli l’amorevole invito : «Venite a mangiare» (Io. 21, 12). Notate la sua delicata offerta di amicizia, di cui quell'invito è umanissimo segno. Noi vi diciamo, con le parole del Concilio: «La fede tutto rischiara di una luce nuova e svela le intenzioni di Dio sulla vocazione integrale dell’uomo» (Cfr. Gaudium et Spes 11). 
Sì, ogni vocazione vera nasce dalla fede, vive di fede, persevera con la fede; una fede sentita e vissuta quotidianamente, in semplicità e generosità di spirito, in confidenza e amicizia col Signore. Nessuno, infatti, segue un estraneo; nessuno offre la sua vita per uno sconosciuto. Se vi è una crisi di vocazioni, non vi è forse, prima di tutto, una crisi di fede? Quale sacro dovere incombe sui Pastori di anime, sui genitori, sugli educatori cristiani, di guidare la gioventù moderna alla conoscenza profonda di Cristo, alla fede in lui, all'amicizia con lui!

Poi il Signore richiede a Pietro una ripetuta professione di amore: «Mi ami?», «Mi ami tu più di costoro?» (Cfr. Io. 21, 15-17). Conoscete la risposta: «Certo Signore, tu lo sai che ti amo». Ogni vocazione è atto di amore, di duplice amore, del Signore che chiama e di colui che risponde. Molto grande è il dono di amore da parte di Dio, quando si tratta di vocazione specialmente consacrata al servizio suo e della sua Chiesa: vocazione al presbiterato, al diaconato, alla vita religiosa, agli ideali degli Istituti Secolari, alla dedizione missionaria. Tanto più grande, quindi, deve essere la capacità di amare da parte di chi riceve quella privilegiata ed esigente chiamata. Voi, aspiranti al presbiterato, ascolterete un giorno l’esortazione del Vescovo ordinante: «Svolgete dunque l’ufficio di Cristo Sacerdote con perenne gaudio in vera carità» («Munus ergo Christi Sacerdotis perenni gaudio in vera caritate explete») (Cfr. Pontificale Romanum, «De Ordinatione Presbyterorum», 14). Voi, aspiranti alla professione dei consigli evangelici, sapete di dover «lasciare ogni cosa per amore di Cristo» (Cfr. Perfectae Caritatis, 5). Voi, aspiranti alla vita missionaria, conoscete la misura del vostro impegno: «Con carità sincera dovrete rendere testimonianza al Signore fino a spargere, se necessario, il vostro sangue» (Cfr. Ad Gentes, 24). Dunque, coltivate in voi l’amore. Imparate ad amare di più il Signore, ad amare di più la sua Chiesa; ad amarla «come Cristo l’ha amata e ha dato se stesso per lei» (Cfr. Eph. 5, 25); ad amarla nel suo mistero ineffabile, nella sua struttura visibile, nella sua realtà storica attuale. C’è forse crisi di amore, prima di esserci crisi di vocazioni. A voi Pastori, genitori, educatori raccomandiamo: aiutate i giovani migliori, le anime più generose, a coltivare l’amore di Cristo e della sua Chiesa.

Il Vangelo ci riserva ancora una sorpresa. Il Signore Risorto non teme di inquietare l’atmosfera lieta ed amichevole del suo incontro pasquale ed annuncia a Pietro un avvenire di sacrificio e di martirio : «Un altro ti cingerà e ti porterà dove tu non vorresti» (Io. 21, 18). Poi rinnova la sua chiamata a Pietro: «Seguimi» (Ibid. 21, 19). Neppure noi esitiamo a dirvi: la vocazione è anche sacrificio.
Sacrificio fin dal tempo della prima seria ricerca, che già esige certe rinunce. Sacrificio al momento di una decisione consapevole delle conseguenze che ne derivano. Sacrificio nel lungo cammino della necessaria preparazione. Sacrificio, poi, nel resto della vita, perché l’intera esistenza non sarà altro se non l’attuazione coerente di una vocazione donata da Dio, ma liberamente e intimamente accettata e vissuta. La crisi di vocazioni nasconde forse la paura di questo sacrificio? Pastori, genitori, educatori: sappiate anche guidare i giovani e altre anime generose alla libera e lieta accoglienza del sacrificio.

La nostra riflessione sul Vangelo ora diventi preghiera.

Preghiamo, con le parole degli Apostoli, affinché il Signore «aumenti la fede» (Cfr. Luc. 17, 5), nelle nostre comunità cristiane e particolarmente in coloro che egli ha voluto e vorrà chiamare al suo servizio.

Preghiamo, con le parole dell’Apostolo Paolo, affinché la «carità di Cristo» (Cfr. 2 Cor. 5, 13) risvegli la divina chiamata in molti e ottimi giovani e in altre anime nobili e generose, e spinga gli esitanti alla decisione, e sostenga nella perseveranza coloro che già hanno compiuto la loro scelta.

Preghiamo, affinché tutti siano forti e pronti, come Cristo sofferente, a fare non la propria, ma la volontà del Padre (Cfr. Luc. 22, 42), quando egli vuole o permette che il peso del sacrificio si unisca al dono esaltante della sua chiamata. Li conforti in ogni momento la gioia pasquale del Cristo Risorto.

Nel rivolgere questo nostro ormai consueto invito alla preghiera, noi nutriamo immensa fiducia che l’intera comunità ecclesiale sappia condividere la nostra ansia apostolica e colga l’occasione propizia per una riflessione volenterosa e approfondita sul valore, il significato e la necessità delle Vocazioni nella Chiesa e per la Chiesa. Nessun fedele si senta estraneo a questo problema, ma invece ciascuno interroghi se stesso e misuri le proprie responsabilità. E affinché il Signore risponda ai voti nostri e di tutto il Popolo di Dio, con effusione di cuore impartiamo la propiziatrice Apostolica Benedizione.

Dal Vaticano, 30 dicembre 1976  PAULUS PP. VI

Perché proprio oggi questo scritto bellissimo di Papa Paolo VI? 
Perché oggi ricorre l'anniversario della sua morte avvenuta, appunto, il 6 agosto 1978 festa della Trasfigurazione. 
Voglio pensare che il Signore gli abbia riservato il privilegio di chiamarlo a sé nella festa del ricordo della Sua Trasfigurazione. 
Questo Santo Papa, poco conosciuto, ha lasciato scritti memorabili e nel suo testamento si legge:

Fisso lo sguardo verso il mistero della morte, e di ciò che la segue, nel lume di Cristo, che solo la rischiara. [...] Ora che la giornata tramonta, e tutto finisce e si scioglie di questa stupenda e drammatica scena temporale e terrena, come ancora ringraziare Te, o Signore, dopo quello della vita naturale, del dono, anche superiore, della fede e della grazia, in cui alla fine unicamente si rifugia il mio essere superstite? [...] E sento che la Chiesa mi circonda: o santa Chiesa, una e cattolica ed apostolica, ricevi col mio benedicente saluto il mio supremo atto d'amore [...] ai Cattolici fedeli e militanti, ai giovani, ai sofferenti, ai poveri, ai cercatori della verità e della giustizia, a tutti la benedizione del Papa, che muore. Paolo VI Testamento




sinforosa castoro


sabato 5 agosto 2017

Il mio sole

Sopra il mio comodino tengo un sole, piccolino.
Se il gelo mi attanaglia 
io l'accendo e lui mi scalda.
Se scotto e ho l'arsura
io lo spengo ed è frescura.
Se il buio mi circonda
la sua luce poi mi inonda.
Ma di notte, vi confido,  che a quel sole piccolino 
do un bacetto, lo ringrazio 
poi lo infilo sotto il cuscino.



di sinforosa castoro

venerdì 4 agosto 2017

La leggenda di Poseidone e Atena raccontata ai bambini

Le storie mitologiche sono belle e accendono la fantasia, anche dei più piccoli e allora perché non raccontarle con estrema sintesi e un pizzico di magia?
Loro, i bambini, ne rimarranno entusiasti non solo perché li introdurremo in un racconto che ritroveranno anche nei livelli scolastici superiori e del quale avranno un sentore, seppur vago, ma, soprattutto, per iniziare a farli appassionare alla storia e alla letteratura.

POSEIDONE

Questa storia è stata raccontata tante e tante volte che tutti i bambini la conoscono è la storia del monte Olimpo, un monte speciale, alto e circondato da nuvole bianche. La leggenda racconta che questo monte era la casa degli dei e il re di tutti questi dei si chiamava Zeus, mentre la sua sposa, Era, era la regina di tutti gli dei. 
Zeus era il figlio di Crono e Rea e i suoi nonni invece si chiamavano Urano, che significa Cielo, e Gea, che vuole dire Terra; quindi i nonni di Zeus avevano il nome di cielo e terra.
Sull'Olimpo non vivevano solamente Zeus e Rea ma anche tanti altri insieme a loro, fra questi c'era il fratello di Zeus, il suo nome era Poseidone ed era lui che comandava i mari e infatti portava sempre con sé un lungo bastone sulla cui cima c'era un tridente come lo scettro di un re. Poseidone era grande e grosso con capelli lunghi e una barbaccia aggrovigliata. Quando lui era contento il mare era calmo e bello, quando invece si arrabbiava il mare incominciava a ingrossarsi e a fare onde altissime e pericolose.
Bisogna sapere che c'era una città che sarebbe diventata molto importante e ricca e a cui bisognava dare un nome e gli dei se la contendevano, tutti desideravano dare il proprio nome alla città e così fu deciso che colui che avrebbe fatto il dono più bello alla città le avrebbe dato il suo nome. Poseidone entrò per primo nella città e con il suo tridente colpì la terra da cui fece uscire una bella fonte di acqua salata e regalò un veloce e forte cavallo per poter vincere le guerre che si sarebbero combattute. Arrivò anche Atena, la regina della sapienza, e dopo aver pensato per bene, piantò la sua lancia nel terreno e dalla lancia nacque una pianta di ulivo simbolo della pace. Quello sì che era un bel dono, il più bello per la città: la pace. 
Fu così che la saggia Atena diede il suo nome alla città, alla città di Atene.







sinforosa castoro

giovedì 3 agosto 2017

Caffellatte

La cosa più bella del vivere in un albergo è il profumo che sento al mattino, quando scendo le scale per andare a fare colazione, quel buonissimo profumo di caffellatte che invade ogni ambiente e si insinua in ogni dove e raggiunge le zone più remote della mia mente andando a toccare ricordi di infanzia non ben definiti, ma che risaltano ben distinti alla sola percezione di quella fragranza.
E ha inizio il sogno.





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mercoledì 2 agosto 2017

Monti

Con questa canicola non ci resta che rifugiarci fra la frescura dei monti.






sinforosa castoro

martedì 1 agosto 2017

Santa Eteldreda o Alfreda

Santa Eteldreda, conosciuta anche con il nome di Alfreda, nasce in Mercia, uno dei tre regni anglosassoni fondati dall'antica popolazione germanica degli Angli, dalla quale deriva l'attuale nome Inghilterra (Engrand, terra degli Angli), nel 796. 
Fidanzata di Etelberto, re dell'Anglia orientale, altro regno degli Angli, e ucciso in una congiura pare da Offa, padre di Eteldreda, dopo l'uccisione del fidanzato, si ritira nella badia di Crowland nello Yorkschire (Inghilterra nord-orientale) e inizia una vita da reclusa in una cella accanto all'altare maggiore della chiesa.
In questa abbazia trova rifugio per qualche mese suo cognato Wiglaf, re di Mercia, sconfitto da Egbert, re di Wessex, altra regione della futura Inghilterra.
Quando nel 830, Wiglaf riconquista il regno, per ricambiare l'ospitalità ricevuta dona all'abbazia tutti i possedimenti ed esalta le virtù sante della cognata lì reclusa.
Santa Eteldreda o Alfreda muore dopo l'833 e le sue reliquie distrutte dopo che nel nel 870 l'abbazia fu saccheggiata dai Danesi.
La sua festa ricorre il 2 agosto.


sinforosa castoro

lunedì 31 luglio 2017

Leroy Carr. How log how long blues

Leroy Carr nasce a Nashville il 27 marzo del 1905, ma cresce a Indianapolis dove conosce Scrapper Blackwell, chitarrista jazz, con il quale intraprende una collaborazione.
La musica di Carr, a differenza dei bluesmen del Missisipi caratterizzata da uno sfondo chitarristico e da un canto intenso ed emozionale, ha nette influenze metropolitane. È uno dei primi bluesman del nord America, cantante, compositore e pianista, Carr sviluppa una propria tecnica da crooner.
La sua musica e il suo stile influenzeranno artisti come Nat King Cole e Ray Charles.
Pare che sia morto di nefrite, causata dall'alcolismo, a Indianapolis il 29 aprile 1935.





sinforosa castoro

domenica 30 luglio 2017

Tutto concorre al bene

Nella calura di questa torrida estate, la Parola della XVII domenica del Tempo ordinario è un soffio di aria rigenerante. Il Signore ci invita a cercare la perla preziosa, il tesoro nascosto e a vendere tutto pur di guadagnare quella perla, quel tesoro. 
«Avete compreso tutte queste cose?».Chiede il Signore ai suoi. 
Loro rispondono di
Ma, avranno davvero capito? Avranno compreso che la perla, il tesoro è proprio Lui, il Signore? 
Il Signore lo chiede anche a noi, oggi. E noi, noi cosiddetti cristiani, che cosa rispondiamo? 
Anche noi come quelli rispondiamo sicuramente: «. Sì Signore abbiamo capito».
Ma è proprio vero che per noi il Signore, il suo Amore, viene prima di tutto il resto? Perché è questo che significa l'aver capito.
Ora, nella seconda Lettura san Paolo ci ricorda che: "... Tutto concorre al bene, per quelli che amano Dio..." Rm. 8,28-32.
Tutto concorre al bene? 
Anche la malattia? la sofferenza? La povertà? Le umiliazioni? Le malinconie? Le tristezze?
TUTTO CONCORRE AL BENE. 
Per avere questa visione della vita, allora, è necessario trovare non un qualcosa, bensì qualcuno, quel qualcuno che solo può dare senso alla nostra vita e allora come il grande e saggio Salomone chiediamo al Signore: "Concedi al tuo servo un cuore docile, perché sappia rendere giustizia al tuo popolo e sappia distinguere il bene dal male... " I Re 3,5. 7-12




sinforosa castoro

venerdì 28 luglio 2017

Leggerezza

Prendete la vita con leggerezza,
che leggerezza non è superficialità,
ma planare sulle cose dall’alto,
non avere macigni sul cuore.
Italo Calvino


sinforosa castoro

giovedì 27 luglio 2017

Scatti 13

Una fotografia può far accendere la fantasia, può far sognare, sconcertare, lasciare allibiti, fare piangere, sorridere. Una fotografia è lo scatto di un frammento di vita reale o una scheggia di immaginazione, è una finestra aperta sul mondo o sulle luci e ombre che si muovono dentro di noi. Una fotografia è tutto un mondo che si racconta in uno scatto.
E allora, questa foto cosa vi suscita? Cosa fa scattare dentro di voi? Dove vi porta? Raccontatelo.





sinforosa castoro

Se ti va va agli altri scatti

mercoledì 26 luglio 2017

Notte prima degli esami

Eccomi, cari lettori, il blog riprende dopo la breve pausa e voglio immediatamente coinvolgervi in una vostra personale avventura emozionale a ritroso nel tempo. Come vivete la notte prima...
Prima di una partenza, di un esame, di un avvenimento, di un incontro importante, di un colloquio di lavoro, di un viaggio, una vacanza, un... Insomma, che emozioni provate?
Buon ricordo.




sinforosa castoro

venerdì 21 luglio 2017

Slim Harpo. Baby, Scratch My Back

Che ne pensate di questo fantastico artista?
Slim Harpo, il suo vero nome è  James Moore, nasce a Baton Rouge (Louisiana) l'11 gennaio 1924 ed è primogenito di una famiglia di orfani. Si guadagna da vivere lavorando come manovale e scaricatore di porto, intanto incomincia a esibirsi nei locali con lo pseudonimo di Harmonica Slim.
Nel "57 viene notato dal produttore discografico Joseph Denton "Jay" Miller che lo lancia come solista con lo pseudonimo di Slim Harpo (harp nei circoli del bles era il nome dell'armonica a  bocca).
Slim muore il 31 gennaio 1970 a Crowley (Louisiana) per arresto cardiaco, all'età di 46 anni appena compiuti. È sepolto nel cimitero di Mulatto Bend a Port Allen (Louisiana).
Molte band inglesi e americane hanno attinto dai suoi successi, fra questi i The Rolling Stones, i Pink Floyd, The Who, The Doors e altri.





sinforosa castoro

giovedì 20 luglio 2017

Tuffi

Qualche pennarello, fantasia...































... mare e tuffi, tuffi e tuffi...


sinforosa castoro

mercoledì 19 luglio 2017

Maestra, parli di Gesù

Ripropongo un post pubblicato nel dicembre 2012, quando avevo appena incominciato con questa avventura.
Lo farò ancora nei prossimi giorni/mesi in quanto i post con etichetta Ai genitori, e non solo, sono sempre attuali e a distanza di cinque anni possono raggiungere una più ampia platea di lettori.
Grazie per l'attenzione



Nella scuola dove insegno ricopro anche l'incarico di insegnante di educazione religiosa e mi rammarico sempre quando vedo che bambini e bambine assetati di Dio, sono invece lasciati senza quest'acqua proprio da quei genitori che li hanno fatti battezzare e che hanno promesso, davanti a Dio, di nutrirli non solo di cibo, vestiti e giocattoli.




Care mamme e papà, i vostri bambini e bambine, anche se piccoli, amano sentir parlare di Dio Padre Creatore, di Suo Figlio Gesù, di Maria, la sua mamma, di Giuseppe, il suo papà adottivo, amano ascoltare le parole di amore che Gesù ha detto quand'era in vita, amano ascoltare le parabole e i miracoli che ha compiuto e che, mi raccomando, non sono magie (le parole sono importanti e bisogna far imparare ai bambini l'uso di parole appropriate, spiegando loro il significato), ma atti di amore e di misericordia verso le nostre povertà. E dunque, cari genitori non lasciate che i vostri bambini e bambine restino a digiuno del cibo dell'anima, sarebbe un grande torto che fareste loro.

sinforosa castoro

martedì 18 luglio 2017

Alla fine ritorneremo...

Il fiume è dentro di noi, 
il mare tutto intorno a noi.
Non smetteremo di esplorare. 
E alla fine di tutto il nostro andare 
ritorneremo al punto di partenza 
per conoscerlo per la prima volta.
 Thomas Stearns Eliot






sinforosa castoro

lunedì 17 luglio 2017

Siamo tutti amici

Siamo tutti amici
e siamo
assai felici
abbiamo giocato
cantato 
e imparato
ora è tempo di riposare
tutti in fila 
vogliamo andare.


















di sinforosa castoro

domenica 16 luglio 2017

Jimmi Reed. Baby what you want me to

Mathis James Reed, chiamato Jimmi, nasce a Dunleith, nel Missisipi, il 6 settembre 1925. Fa l'artista di strada poi si trasferisce a Chicago dove viene reclutato in marina, durante la seconda guerra mondiale. Di ritorno dalla guerra si sposa e si trasferisce a Gary, nell'Indiana, dove lavora come impacchettatore di carni. La sua musica improntata sul suono di una armonica emozionante e penetrante e una cantata strascicata lo rende famoso nel cosiddetto electric blues. Nel 1957 sviluppa l'epilessia, che non fu riconosciuta per lungo tempo.
A causa di queste sue condizioni, Jimmi  non ebbe il medesimo successo di molti suoi colleghi del tempo.
Muore a Oakland in California il 29 agosto 1976 non ancora cinquantunenne.
È sepolto nel Lincoln Cemetery a Worth, Illinois.



sinforosa castoro

sabato 15 luglio 2017

Relax

Vacanze, ferie, mare, monti, riposo, luoghi, viaggi e chi più ne ha...
Qual è il vostro concetto di relax? Sì insomma, il relax per voi è subordinato a uno spazio, una persona, un gruppo di persone o a un tempo?




sinforosa castoro

venerdì 14 luglio 2017

Scatti 12

Una fotografia può far accendere la fantasia, può far sognare, sconcertare, lasciare allibiti, fare piangere, sorridere. Una fotografia è lo scatto di un frammento di vita reale o una scheggia di immaginazione, è una finestra aperta sul mondo o sulle luci e ombre che si muovono dentro di noi. Una fotografia è tutto un mondo che si racconta in uno scatto.
E allora, questa foto cosa vi suscita? Cosa fa scattare dentro di voi? Dove vi porta? Raccontatelo.


sinforosa castoro

Se ti va va agli altri scatti

giovedì 13 luglio 2017

Sfida 20 Estate

Era famoso il Romanzo in sei parole scritto da Hemingway per vincere una scommessa: «For sale: baby shoes, never worn» (Vendesi: scarpe per neonato, mai indossate).


Chi ha voglia di partecipare? Un racconto in sei parole con tema Estate
Questi sono i miei. Quali preferite?



Nuovi amori nascono sotto cieli trapunti.
Calura, fissità, ombre allungate sui muri.
Luna disciolta in sciaguattare di onde.


sinforosa castoro

Vai a leggere anche la Sfida 19 e partecipa

mercoledì 12 luglio 2017

Dorothy Donegan

Doroty Donegan nasce il 26 aprile 1922 a Chicago e nuore il 19 maggio 1998 a Los Angeles. È stata una grandissima pianista jazz nell'epoca d'oro di questo genere musicale. Ha suonato con i grandi come Cab Calloway. È stata la prima donna afro-americana a esibirsi al Chicago Orchestra Hall.






sinforosa castoro

martedì 11 luglio 2017

Speranza

Spesso si sente dire che la speranza fa vivere. E infatti chi è insoddisfatto della propria sorte o deluso dagli avvenimenti tende a proiettarsi nel futuro: presto… fra qualche giorno… fra qualche mese… tutto andrà meglio. Indubbiamente l’ultima cosa che si abbandona è la speranza, ma aspettando la realizzazione di ciò in cui si spera, si ha bisogno di trovare qualcosa cui appoggiarsi per continuare a resistere. Per poter resistere occorre anzitutto avere la fede. Ora, la fede poggia sulla convinzione che l’universo è governato da leggi e, in particolare, la legge secondo la quale ogni semente finisce per dare frutto: se si sono seminati buoni semi, un giorno si raccoglieranno frutti magnifici. Tuttavia occorre anche alimentare la vita dentro di sé, ricevere uno slancio grazie all'amore; altrimenti la speranza rimane solo una fuga dalla realtà, e un giorno anch'essa ci abbandonerà. Per non perdere mai la speranza è necessario alimentare in sé la fede e l’amore e, davanti a ogni difficoltà che si presenta, chiamarle in aiuto. Ed è questo che ci permette di conservare la speranza fino in fondo. Omraam Mikhaël Aïvanhov


sinforosa castoro

lunedì 10 luglio 2017

Parole legate 6. Estate

Estate sole
sole raggi 
raggi roventi
roventi fiamme
fiamme falò
falò canti
canti chitarra
chitarra chiaro di luna
chiaro di luna spiaggia
spiaggia mare
mare amori 
amori estate
estate...




di sinforosa castoro

Vai ad altre parole legate

domenica 9 luglio 2017

Abbraccio

Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero. Mt. 11,29-30
Le ultime frasi del Vangelo di questa quattordicesima domenica del Tempo Ordinario sono frasi di grande consolazione, per ciascun di noi.

  • Parole come affaticati, oppressi, mite, umile, ristoro, giogo dolce, carico leggero, sono indice di accoglienza, comprensione, consolazione, in una parola amore che si dona.
  • Il Signore, dopo aver lodato il Padre e averci così indicato come dovrebbe essere il nostro amore filiale, chiama a sé tutti coloro che desiderano conoscere il Padre, perché solo attraverso di Lui si può giungere al Padre.
  • Il giogo del Signore, a differenza di quelli umani: precetti, osservanze, comandi, leggi..., è accoglienza, perdono, misericordia, è amore ricevuto per poi essere donato.
Il Signore ci ristora accogliendoci con le sue braccia spalancate su cui poggiare il nostro capo stanco e trovarvi così ristoro, sicurezza, protezione.



sinforosa castoro

sabato 8 luglio 2017

Riso e pianto

Gironzolando di qua e di là si leggono davvero dei bei post e proprio questi due post mi hanno suggerito una riflessione e una rilettura di due atteggiamenti comuni a molte persone: il sorriso e il pianto.
Patrica ci mette in guardia dal giudicare le apparenze: un sorriso è veramente tale o nasconde una sofferenza? Mentre Gus, in questo post, ci parla del pianto.
Andando un po' più a fondo e partendo dal pianto.
Seneca diceva che Non c'è motivo più grande per piangere del non poter piangere.

  • Il pianto stimola le endorfine nel cervello, ormoni che alleviano il dolore e donano pace e rilassamento.
  • Chi non teme di piangere è una persona certamente più libera da quei condizionamenti socio-culturali che indicano nel pianto un punto di debolezza. 
  • Chi piange è una persona che lascia libertà alle proprie emozioni, non le reprime, non le nasconde, non si vergogna di provare tristezza/paura/angoscia.
  • Col pianto il soggetto si mette a nudo. È un modo implicito per chiedere aiuto.
Il sorriso, invece, può essere davvero segno di serenità e benessere, ma anche di sofferenza trattenuta, di sofferenza mascherata per un senso di disagio, di pudore ed è ovvio che un sorriso del genere non farà altro che tenere alla larga coloro che invece potrebbero aiutare.
  •  C'è chi preferisce mascherare la propria sofferenza, il proprio disagio perché non riesce a individuare qual è il proprio disagio.
  •  C'è chi lo maschera per un senso di vergogna. (quante persone ancor oggi non vogliono far trapelare uno stato di depressione, di malessere psicologico).
  • C'è chi lo fa per non preoccupare i propri cari.
  • C'è chi sfugge al malessere caricandosi di lavoro e lavoro e lavoro. 
Tutti questi atteggiamenti non fanno che "coprire", "accantonare" le emozioni negative, che non scompaiono per magia da sole e che prima o poi vengono a galla, e allora bisognerà guardarle in faccia apertamente per poterle riconoscerle, accettarle e risolvere.
Vi rimando a questi post.






sinforosa castoro

venerdì 7 luglio 2017

Peggy aspetta gli amici

Ciao.
Oggi fa caldo, caldo, caldo, anche se qualche fogliolina si muove. Sto un po' alla finestra. Sì, c'è la zanzariera, perché ci sono tante zanzarine che mi pungono tutta.



Guardate che bei pini grandi che ci sono qui... 







... Sto aspettando i miei amici. 
«Sinforosaaa, suonano... ».










Evviva, sono arrivati. Cosa c'è di più bello che giocare sul lettone?



«Sì, Sinforosa, poi vengo in doccia senza fare storie, te lo prometto, adesso giochiamo.







sinforosa castoro